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13 Luglio 2020

Pubblicato il

Tradizioni di Natale

di Redazione

di Donna Assunta Di Marzio

Eccoci di nuovo a festeggiare il Natale, di nuovo a pensare ai regali e alla preparazione del cenone. Ogni volta ci ripromettiamo di cucinare di meno con poche pietanze, ma alla fine il cibo sarà per giorni in giro, pensando di finirlo nei giorni successivi, anche se questo accade raramente. Dalle Alpi alla Siicilia, per secoli, i dolci hanno impersonato l'anima del Natale, sintesi di gioia e d'amore. In ogni regione le ricette locali sno state tramandate di generazione in generazione e rappresentano un punto di riferimento per la nostra storia. L'atmosfera che crea un dolce natalizio è insostituibile e va lasciata intatta per le nuove generazioni. I diversi tipi di dolci, sono dovuti in maggioranza a motivi religiosi e si identificano nelle proprie aree geografiche. A Nord prevalgono i pani, resi importanti dalle cose che una volta si trovavano nella madia, come l'uvetta, i canditi e le scorze di agrumi. Al Sud pasta fritta e miele sono elementi importanti per i dolci delle feste. Al centro invece impera il "pangiallo" nome ispirato dal colore del dolce che non è dovuto alla presenza di farina di mais, ma deriva invece dallo zafferano aggiunto. Infatti oggi la nostra ricetta spiegherà la lavorazione del pangiallo.

PANGIALLO:

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Dosi per un panetto: 300 gr. di farina bianca, 60 gr. di miele, 60 di uva sultanina, 100 gr. fra mandorle e pinoli, 40 gr. di scorza di arancia candita, 30 gr. di zucchero, 20 gr. di lievito di birra, 2 cucchiai di olio extravergine, un pizzico di zafferano, un pizzico di cannella, sale, 50 gr. di gherigli di noci, 50 gr. di fichi secchi, 80 gr. di cacao amaro, un pizzico di noce moscata. Preparate uno sciroppo di acqua tiepida e zucchero, scioglietevi il lievito, aggiugete il sale; unite il tutto a 275 gr. di farina e impastate. Aggiungete l'olio, il miele scaldato, l'uva ammollata, la frutta secca, la scorza candita, la cannella, le noci, le nocciole, i fichi secchi e il cacao. Formate quindi una pagnotta che lascerete lievitare in un luogo tiepido per 12 ore. Prima di infornarla (a 180 gradi per quaranta minuti circa), preparate la glassa: fate una pastella con acqua, un po' di zafferano, la rimanente farina e un goccio d'olio. Spalmate la glassa sul panetto, imburrate una teglia, disponetevi il dolce, infornate e buon appetito. Colgo l'occasione per augurare a voi tutti un sereno e felice Natale!

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