Le notizie dei Comuni del Lazio
Sempre in prima linea

Tragedia sulla Maiella, due Vigili del fuoco morti durante un’escursione: una vita per gli altri

Avevano 43 anni entrambi, erano colleghi e amici, e facevano parte del comando di Chieti
a cura di Fabio Vergovich
Operatori del Soccorso Alpino del Lazio (CNSAS)
Operatori del Soccorso Alpino (Foto di repertorio)

Addio a due eroi silenziosi: caduti fuori servizio, fedeli al dovere fino all’ultimo respiro

Non indossavano la divisa quando è successo, ma erano vigili del fuoco anche lì, in quel momento preciso, nel cuore aspro della Maiella, mentre affrontavano la montagna con lo stesso spirito con cui ogni giorno affrontavano il fuoco, le frane, le macerie, i soccorsi più rischiosi. Avevano 43 anni entrambi, erano colleghi e amici, e facevano parte del comando di Chieti. Sono stati trovati senza vita in una forra del torrente Avello, nel territorio di Pennapiedimonte. L’escursione era cominciata come molte altre, ma qualcosa è andato storto: una scivolata, un punto troppo esposto, e poi il silenzio.

L’allarme è stato lanciato nella serata di ieri, 30 maggio, poco dopo le 19. Le ricerche si sono protratte per tutta la notte, coinvolgendo decine di squadre del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, lo stesso corpo al quale appartenevano. Sono stati proprio i loro colleghi a ritrovarli oggi, in un luogo impervio, dove la natura non perdona distrazioni. Una zona che conoscevano, che frequentavano, eppure capace, come spesso accade in montagna, di diventare ostile in pochi istanti.


Il dolore di una comunità che conosce il volto del coraggio

Pennapiedimonte, minuscolo comune abruzzese abbarbicato sulla Maiella, è oggi il punto in cui si concentrano il dolore e il riconoscimento di un’intera nazione. Le parole del sindaco Rosalina Di Giorgio sono sobrie ma cariche di peso: i due corpi sono stati rinvenuti “in una forra del torrente Avello”. Un punto difficile, di non immediato accesso, un luogo che fa capire quanto sia stata complessa e delicata l’operazione di recupero.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

E subito si è fatto sentire l’abbraccio istituzionale, non formale ma partecipe. “Esprimo la sincera vicinanza mia e della Protezione Civile italiana alle famiglie dei due vigili del fuoco, e al Corpo nazionale, per la loro tragica scomparsa”, ha detto Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile. A lui si è aggiunto Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno: “La notizia mi addolora profondamente. Ai loro familiari, ai colleghi e a tutto il Corpo dei Vigili del Fuoco va la mia più sincera vicinanza e gratitudine”.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Una vita per gli altri: quando il mestiere diventa missione

Non è retorica dire che i vigili del fuoco italiani rappresentano una delle espressioni più alte di dedizione al bene comune. È un dato concreto, tangibile, che si misura nel quotidiano, nei terremoti e negli incendi boschivi, nei crolli di edifici, nelle emergenze idrogeologiche. E anche, più banalmente, in quegli interventi di salvataggio domestico che raccontano, in fondo, quanto la loro sia una presenza rassicurante, al servizio della vita altrui in ogni sua forma.

I due uomini di Chieti non si trovavano in servizio, non erano su un’operazione ufficiale, eppure la loro figura è inseparabile dalla loro professione. Perché chi sceglie di essere vigile del fuoco non lo è a orario: lo è sempre. Anche nel tempo libero, anche nel bosco. Anche mentre si gode una giornata in montagna.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

E questo legame profondo, tra professione e vocazione, tra lavoro e senso del dovere, è ciò che oggi il popolo italiano riconosce e onora. Perché questi uomini e donne, spesso invisibili se non nei momenti critici, sono un presidio morale prima ancora che operativo.


Una montagna che insegna il rispetto, ma non fa sconti

La Maiella è una delle aree più selvagge e potenti dell’Appennino. Un massiccio che si staglia solenne tra le province di Pescara e Chieti, offrendo paesaggi mozzafiato ma anche insidie improvvise. Chi la frequenta sa che non si deve mai abbassare la guardia. Eppure, anche i più esperti possono essere sorpresi.

Le circostanze precise dell’incidente sono ancora in fase di accertamento, ma è chiaro che i due escursionisti, insieme ad altri due colleghi che sono stati salvati in località Balzolo dal 118, si sono trovati coinvolti in un tratto particolarmente difficile. Non si è trattato di imprudenza, ma dell’imprevedibilità che la montagna, soprattutto in primavera, porta con sé. Terreni scivolosi, passaggi nascosti, correnti d’acqua che possono alterare appoggi e punti di riferimento.


Il dovere della memoria e il debito di riconoscenza

Le prossime ore saranno segnate dal dolore, dalle commemorazioni, dalle manifestazioni di solidarietà che già stanno giungendo da tutto il Paese. Ma resta anche un impegno morale: quello di non dimenticare. Perché dietro ogni intervento riuscito, dietro ogni vita salvata, c’è sempre qualcuno che ha accettato di esporsi al rischio. E quando il prezzo è così alto, il dovere della memoria non può esaurirsi nei comunicati ufficiali.

I due vigili del fuoco di Chieti saranno ricordati per ciò che erano anche fuori dall’uniforme: persone curiose, appassionate, amanti della natura e dell’avventura. Ma soprattutto, uomini che avevano scelto di dedicarsi agli altri, in ogni modo possibile.

Il loro nome, oggi, si unisce a quello di tanti altri che, nel silenzio, hanno costruito la credibilità di un Corpo che non conosce orari né riserve. In un Paese che troppo spesso dimentica, la loro storia merita spazio, tempo, rispetto.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista