Trasporti e lavoro, a Roma il confronto FAST-Confsal sulle urgenze del Paese

Il 12 marzo a Roma FAST-Confsal riunisce istituzioni e imprese sui trasporti italiani: al centro lavoro, investimenti, logistica e tenuta del sistema
Di Manlio Milana
treni a Termini
Treni alla Stazione Termini

Giovedì 12 marzo 2026, dalle 15 al Museo Ninfeo di Piazza Vittorio Emanuele II a Roma, FAST-Confsal porta al centro del dibattito pubblico un tema che riguarda infrastrutture, occupazione e tenuta del Paese: il sistema dei trasporti nazionali in un tempo segnato da instabilità e cambiamenti rapidi. A rendere l’appuntamento politicamente rilevante è anche la composizione del tavolo, con la presenza del viceministro Edoardo Rixi e di alcuni protagonisti di primo piano del settore.

Un appuntamento romano che parla all’Italia dei collegamenti e del lavoro

Non è il classico convegno di settore destinato agli addetti ai lavori. L’iniziativa “Italia Velocemente Connessa”, giunta alla sesta edizione, arriva in una fase in cui mobilità, logistica, porti, ferro, trasporto aereo e gomma non possono più essere letti come comparti separati. Il documento “2025 Italia Velocemente Connessa” propone una lettura aggiornata delle opportunità e delle criticità che investono il sistema nazionale dei trasporti e della logistica dentro un quadro globale segnato da instabilità geopolitica, turbolenze economiche, transizione energetica e trasformazione digitale. Nello stesso testo si sottolinea che, in questo scenario di “policrisi”, il settore assume un ruolo strategico per competitività, coesione territoriale, livelli occupazionali e sostenibilità dello sviluppo.

È qui che Roma torna a essere non solo sede istituzionale, ma luogo simbolico di confronto. Nel cuore della Capitale si riuniscono sindacato, governo e manager di aziende che pesano nelle scelte industriali del Paese. Il programma dell’evento è fitto: dopo la registrazione dei partecipanti, il primo segmento dei lavori è dedicato alla “voce del sindacato” e ai fabbisogni emergenti per comparto modale; a seguire, una tavola rotonda con rappresentanti delle istituzioni e delle grandi realtà del trasporto e delle infrastrutture.

I nodi emersi: personale, divari, investimenti e qualità dell’occupazione

Il valore dell’iniziativa sta soprattutto nei contenuti che porta sul tavolo. Accanto a segnali di crescita moderata dell’economia e dei traffici, restano aperti problemi strutturali come carenza di personale qualificato, divari territoriali e di genere, ritardi negli investimenti e condizioni di lavoro ancora fragili. E’ forte inoltre la necessità di rafforzare la connettività trasportistica nazionale, sostenere la transizione digitale ed ecologica e migliorare la qualità del lavoro nel comparto.

Il punto è che queste parole, lette su carta, hanno conseguenze molto concrete. La carenza di personale significa corse che rischiano di non essere coperte, filiere che si appesantiscono, turni più gravosi, difficoltà nel garantire continuità ai servizi. I divari territoriali significano un Paese che corre a velocità diverse, con aree ben collegate e altre ancora penalizzate. I ritardi negli investimenti, poi, hanno ricadute dirette sulla vita quotidiana dei cittadini e sulla capacità delle imprese di programmare. In una regione come il Lazio, crocevia naturale di reti ferroviarie, aeroportuali, stradali e amministrative, il tema ha un peso anche politico: riguarda Roma, ma riguarda pure i collegamenti con i territori, la tenuta del sistema produttivo e la possibilità di offrire lavoro stabile e qualificato.

I protagonisti del confronto e il peso delle presenze istituzionali

Ad aprire il confronto sindacale saranno Giovanni Luciano, presidente FAST-Confsal, Vincenzo Multari, Nicola Apostolico e Stefano Franucci. Nella tavola rotonda prenderanno poi la parola Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Pietro Ciucci per Stretto di Messina, Pasqualino Monti per Enav, Dario Lo Bosco per FS Engineering, Nicola Biscotti per Anav e Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale Confsal. La moderazione è affidata al giornalista Sandro Iacometti.

Concluderà i lavori Pietro Serbassi, segretario generale Fast Confsal.

Una platea di questo livello segnala che il tema non riguarda soltanto una categoria sindacale. Riguarda il rapporto fra programmazione pubblica e attuazione industriale. Riguarda il modo in cui l’Italia intende affrontare i passaggi già in corso: digitalizzazione delle reti, rinnovo delle infrastrutture, messa in sicurezza delle connessioni, ricambio generazionale nel lavoro, equilibrio territoriale. E riguarda anche il metodo. Perché in un settore così delicato non bastano annunci: servono tempi, coperture, formazione e una governance capace di tenere insieme interessi differenti.

Perché il dibattito romano conta anche per cittadini e territori

Per il Lazio questo appuntamento ha un significato ulteriore. Roma è sede del confronto, ma anche laboratorio permanente di problemi e soluzioni. Qui convergono i grandi flussi della mobilità nazionale, qui si misurano i ritardi e le potenzialità del sistema, qui si vedono con maggiore evidenza gli effetti di ogni scelta su pendolari, lavoratori, imprese e utenti. Nel frattempo, la discussione nazionale sui trasporti tocca questioni che i cittadini percepiscono ogni giorno: puntualità dei collegamenti, accessibilità dei servizi, continuità delle reti, qualità del lavoro di chi garantisce il funzionamento del sistema.

FAST-Confsal, assume il documento come quadro di riferimento per orientare il confronto promosso in occasione dell’evento, con l’obiettivo di indirizzare il dibattito verso le priorità strategiche necessarie a costruire un sistema dei trasporti più moderno, resiliente e inclusivo. È una formulazione che, tradotta in termini politici, chiede una cosa semplice solo in apparenza: passare dalla diagnosi ai provvedimenti. Roma, per un pomeriggio, diventa il luogo in cui questo passaggio viene messo alla prova davanti a istituzioni, aziende e sindacato.

 
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Cronaca

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