Fast Confsal ha aperto martedì 9 giugno a Tivoli il suo IX Congresso nazionale, dal 9 all’11 giugno 2026, con una relazione che mette subito al centro un messaggio preciso: il mondo dei trasporti sta cambiando rapidamente e il sindacato deve cambiare passo per rappresentare meglio chi lavora su treni, autobus, strade, porti, aeroporti, logistica, manutenzione e servizi. Il tema non riguarda soltanto gli addetti ai lavori ma ogni cittadino che prende un mezzo, aspetta una coincidenza, riceve una merce, raggiunge un ospedale, una scuola o un posto di lavoro.
Fast Confsal a Tivoli, perché il congresso parla anche agli utenti dei trasporti
La relazione del segretario generale Pietro Serbassi parte dalla convinzione che trasporti, mobilità, logistica e infrastrutture non sono un settore separato dalla vita quotidiana del Paese. Sono la rete che tiene insieme territori, imprese, famiglie, turismo, scuola, sanità e lavoro. Quando un servizio funziona male, il disagio arriva subito sui pendolari, sugli studenti, sui lavoratori, sulle aziende e sulle aree più lontane dai grandi centri urbani. Per questo il congresso di Tivoli discute sì di assetti interni, incarichi o passaggi organizzativi ma mette anche sul tavolo una domanda più ampia: quale sindacato serve in un sistema dei trasporti attraversato da tecnologia, rincari energetici, carenze di personale, appalti, subappalti e nuove esigenze di sicurezza?
Il messaggio scelto per l’assise, “Il futuro non si attende, si costruisce insieme”, sintetizza la direzione politica della Fast Confsal verso il 2030. L’organizzazione vuole presentarsi come una federazione più integrata, capace di unire le diverse famiglie professionali senza cancellarne le competenze specifiche. Ferrovieri, autoferrotranvieri, personale del trasporto aereo, lavoratori della logistica, addetti alla viabilità, portuali, operatori degli appalti e della manutenzione vengono richiamati dentro un’unica cornice: più presenza nei luoghi di lavoro, più preparazione sui dossier, più capacità di contrattare con aziende e istituzioni.
Salari, contratti e dignità: le richieste per chi tiene in piedi la mobilità
Uno dei passaggi più forti riguarda i salari. La perdita di potere d’acquisto non viene descritta come un tema astratto, ma come il problema concreto di chi deve pagare affitto, mutuo, bollette, carburante, spesa e spese familiari con stipendi spesso non adeguati alle responsabilità svolte. Nei trasporti molte professioni richiedono turni notturni, lavoro festivo, attenzione costante, abilitazioni, responsabilità sulla sicurezza di passeggeri e merci. Eppure il riconoscimento economico non sempre segue il peso reale di quei compiti.
Accanto al salario c’è il tema dei contratti. La Fast Confsal mette nel mirino il dumping contrattuale, soprattutto nelle filiere più frammentate della logistica, della distribuzione, dei magazzini e dell’ultimo miglio. Il rischio indicato è chiaro: l’efficienza richiesta dal mercato può trasformarsi in pressione sui lavoratori quando appalti e subappalti rendono più difficile capire chi risponde davvero delle condizioni di lavoro. Per questo il sindacato chiede tracciabilità dei contratti applicati, responsabilità lungo la filiera, contrasto alle false cooperative, controlli più efficaci e relazioni industriali capaci di coinvolgere anche i committenti reali.
Il ragionamento si allarga alla stabilità occupazionale. Un settore moderno non può fondarsi su precarietà, organici ridotti e professionalità consumate in fretta. Se i trasporti vogliono attrarre giovani, tecnici, donne e nuove competenze, devono offrire percorsi chiari, formazione continua, crescita professionale, maggiore compatibilità con la vita familiare e condizioni più sicure.
Sicurezza nei trasporti, la priorità che non può restare uno slogan
Nel documento congressuale la sicurezza occupa uno spazio centrale. Non riguarda soltanto gli incidenti più gravi, ma la vita ordinaria di migliaia di lavoratrici e lavoratori esposti ogni giorno a rischi operativi, aggressioni, turni pesanti, stress, carenze organizzative e ambienti complessi. Il sindacato vuole trasformare la sicurezza in un tratto permanente della propria azione, con delegati formati, Rls sostenuti, prevenzione partecipata e maggiore capacità di riconoscere i pericoli prima che diventino emergenze.
Il tema delle aggressioni al personale resta uno dei nodi più sensibili per chi lavora a contatto con l’utenza. Autisti, capitreno, controllori, personale di stazione, addetti aeroportuali e operatori dei servizi pubblici si trovano spesso a gestire tensioni che non dipendono solo da loro: ritardi, affollamento, cancellazioni, guasti, evasione tariffaria, disagio sociale. La sicurezza, in questa lettura, non può essere scaricata sul singolo lavoratore. Servono presidi, formazione, procedure, organici adeguati, tecnologie utili e una catena di responsabilità chiara.
Intelligenza artificiale, energia e infrastrutture: le nuove partite del lavoro
La relazione guarda anche all’intelligenza artificiale. Algoritmi e sistemi digitali sono già entrati nei trasporti e nella logistica: assegnano turni, misurano prestazioni, programmano carichi, prevedono guasti, organizzano flussi e raccolgono dati. Possono migliorare sicurezza e servizi, ma possono anche aumentare controllo, tempi compressi e decisioni automatiche senza responsabilità umana riconoscibile. Da qui la richiesta di informazione preventiva, consultazione, trasparenza degli algoritmi, possibilità di verifica e tutela dei dati dei lavoratori.
Anche l’energia diventa un dossier sindacale. Carburanti, elettricità e costi industriali incidono sui bilanci delle aziende di trasporto pubblico locale, sulle compagnie aeree, sugli aeroporti, sulla logistica e sui servizi collegati. Quando i costi salgono, il pericolo è che le conseguenze finiscano su corse ridotte, manutenzione rinviata, biglietti più cari, organici sotto pressione e rinnovi contrattuali più difficili. La Fast Confsal chiede strumenti di compensazione, programmazione nazionale, investimenti nella transizione energetica e attenzione particolare al trasporto aereo, dove il costo del carburante pesa su voli, tariffe, continuità territoriale, turismo e occupazione.
Sul fronte infrastrutture, il sindacato rilancia la necessità di una visione nazionale dei trasporti e della logistica. Ferrovie, porti, aeroporti, interporti, strade, retroporti, trasporto pubblico locale e ultimo miglio non possono procedere come comparti separati. La mobilità va letta come diritto di cittadinanza e leva industriale. Una linea ferroviaria più efficiente, un porto collegato meglio, un aeroporto integrato con il territorio o una rete bus più affidabile non sono soltanto opere tecniche: cambiano tempi di vita, opportunità di lavoro, accesso ai servizi e competitività dei territori.
Giovani, donne e nuova organizzazione: la Fast Confsal verso il 2030
Il congresso guarda anche alla struttura interna della federazione. L’obiettivo è costruire una Fast Confsal più vicina alla base, con dipartimenti, coordinamenti regionali e famiglie professionali capaci di dialogare senza chiudersi nei propri confini. Il sindacato rivendica le proprie radici nel mondo dei trasporti, ma riconosce che la storia da sola non basta più. Servono metodo, competenze, comunicazione chiara, formazione dei dirigenti, presenza nei luoghi di lavoro e una rappresentanza più leggibile per iscritti e lavoratori.
Giovani e donne sono i protagonisti necessari. Nei trasporti il problema dell’attrattività è ormai evidente: salari non sempre competitivi, turni difficili, responsabilità elevate, costi abitativi e percorsi di carriera poco chiari rendono meno desiderabili professioni un tempo considerate solide. Per invertire la tendenza servono formazione tecnica, percorsi duali, rapporti con Its e università, accademie del trasporto, apprendistato qualificato, servizi alla genitorialità, trasparenza salariale e reali possibilità di crescita.
La rotta indicata nel congresso a Tivoli punta a un sindacato che non si limiti alla protesta, ma studi, proponga, contratti e verifichi. Una federazione capace di collegare lavoro e sicurezza, mobilità e diritti, infrastrutture e territori, innovazione e tutela della persona. Il mandato verso il 2030 viene costruito su parole molto concrete: più salario, più sicurezza, più contratti, più formazione, più partecipazione, più presenza nei posti dove ogni giorno si viaggia, si produce, si rischia e si garantiscono servizi essenziali.
La Fast Confsal prova così a parlare non solo ai propri iscritti, ma anche a chi vive ogni giorno i problemi dei trasporti da utente. Dietro un treno puntuale, un autobus che passa, un aereo che decolla, una strada manutenuta o una merce consegnata nei tempi ci sono lavoratrici e lavoratori spesso invisibili. Il congresso di Tivoli li rimette al centro del racconto pubblico e affida a loro il senso più concreto della nuova fase: senza lavoro riconosciuto, sicuro e formato, la mobilità del Paese resta più fragile.
