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Truffa tre campanelle, campione pallamano raggirato a Fontana di Trevi: arrestato un 52enne

Invitato a partecipare, il campione di pallamano ha mostrato inizialmente 45 euro. Troppo poco secondo i complici che orchestravano l'inganno...
a cura di Lina Gelsi
Truffa Campanelle
Truffa Campanelle in via dei Fori Imperiali

Capita a volte che anche i giganti cadano nelle trappole. È quanto successo a Filip Ivic, capitano della Nazionale croata di pallamano, mentre passeggiava nel cuore di Roma. Nonostante la sua statura imponente e l’aria da atleta, il famoso gioco delle tre campanelle ha avuto la meglio su di lui. Il luogo? La scenografica e affollata Fontana di Trevi, meta di turisti e, a quanto pare, anche di astuti truffatori.

La trappola scatta in un pomeriggio romano

Era giovedì pomeriggio quando Ivic si è trovato coinvolto in un tranello orchestrato con precisione. In via della Stamperia, poco lontano dalla fontana, un gruppetto di persone aveva allestito il classico schema delle tre campanelle su un tappetino improvvisato. Invitato a partecipare, Ivic ha mostrato inizialmente 45 euro. Troppo poco secondo i complici che orchestravano l’inganno.

Il ruolo dell’estorsore romeno

A gestire la messa in scena era un 52enne romeno che non si è lasciato intimidire dalla mole del giocatore croato. Con abilità ha convinto Ivic ad accettare una somma più alta per giocare. Quando il giovane atleta ha perso la mano senza neanche riuscire a seguire il gioco, il truffatore lo ha costretto a restituire i soldi “prestati” con toni minacciosi.

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Dall’inganno alla denuncia

Ivic è stato portato sotto braccio fino allo sportello bancomat più vicino e qui ha prelevato 200 euro per soddisfare le richieste dei suoi aguzzini nella speranza che lo lasciassero finalmente in pace. Tuttavia, proprio mentre il 52enne cercava di allontanarsi con il denaro sottratto insieme ai complici, i carabinieri hanno fatto irruzione bloccando tutti sul posto.

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L’intervento dei carabinieri

L’arresto non è avvenuto per caso. I carabinieri del comando di Piazza Venezia erano già sulle tracce del gruppo e grazie al loro intervento tempestivo hanno potuto arrestare Sandu praticamente in flagranza. Il truffatore ha ammesso le sue colpe restituendo l’intera somma al legittimo proprietario.

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Un fenomeno diffuso oltre Roma

L’episodio mette in luce una pratica fraudolenta ben radicata non solo nella capitale italiana ma anche in altre città d’arte europee come Parigi o Barcellona. “Ogni giorno interveniamo contro questi tipi di raggiri”, sottolinea il capitano Corina Lanza, spiegando l’importanza della collaborazione con residenti e commercianti locali per arginare questo fenomeno.

Tecnologia e organizzazione tra i truffatori

I truffatori ormai usano tecnologie sofisticate: cellulari ed auricolari li tengono sempre collegati tra loro pronti ad avvisarsi appena ci sono controlli in arrivo. Fortunatamente questa volta la rete criminale non è riuscita a eludere la giustizia italiana.

 
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