Da alcuni giorni l’ufficio postale di Artena è chiuso per lavori di ristrutturazione. Per centinaia di cittadini, soprattutto anziani e pensionati, non si tratta di un semplice disagio, ma di un problema che condiziona la vita quotidiana.
Per pagare una bolletta, spedire una raccomandata, ritirare la pensione o svolgere una pratica, gli utenti devono raggiungere l’ufficio postale di Colleferro individuato per servire temporaneamente gli artenesi. La distanza è di circa otto chilometri, che diventano sedici considerando il viaggio di andata e ritorno. Per chi non dispone di un’automobile, l’operazione può richiedere buona parte della giornata.
Anziani e pensionati sono i cittadini più penalizzati
Le conseguenze più pesanti ricadono sui pensionati. Molti non guidano, hanno difficoltà a camminare o dipendono dalla disponibilità di figli, parenti e conoscenti. Altri attendono l’accredito della pensione nei primi giorni del mese e non possono rinviare il prelievo o le scadenze da rispettare.
La signora Maria, 76 anni, incontrata in fila nell’ufficio di Colleferro, racconta con rabbia la propria esperienza: «Prima scendevo, prendevo il numero e in venti minuti avevo finito. Adesso chi mi accompagna? Non conosco bene gli orari dell’autobus e dalla fermata all’ufficio postale devo percorrere più di ottocento metri. Con questo caldo diventa ancora più difficile».
Il problema non riguarda soltanto il pagamento delle pensioni. Ci sono bollette, pacchi, raccomandate, pratiche previdenziali, moduli e versamenti. Una parte rilevante della vita amministrativa di Artena è stata trasferita, almeno temporaneamente, a diversi chilometri di distanza.
Dal Comune servono informazioni e misure temporanee
La chiusura dell’ufficio postale era legata a lavori programmati e avrebbe dovuto consentire all’amministrazione comunale di predisporre per tempo alcune soluzioni di sostegno.
I cittadini, però, non hanno ancora visto un servizio sostitutivo, una navetta dedicata o un punto di assistenza capace di ridurre le difficoltà di chi non può raggiungere autonomamente Colleferro.
Nessuno pretende che un ufficio sottoposto a lavori venga riaperto in ventiquattro ore. Si chiede programmazione, informazione e attenzione verso le persone che rischiano di rimanere escluse da un servizio essenziale.
Il Comune dovrebbe chiarire quanto dureranno gli interventi, quali servizi resteranno disponibili sul territorio e quali strumenti verranno attivati per aiutare anziani, persone con disabilità e cittadini privi di mezzi di trasporto.
Uno sportello temporaneo per le operazioni essenziali
Una delle possibilità da valutare è l’attivazione di uno sportello temporaneo in una sede comunale o in un altro locale pubblico idoneo, attraverso un accordo con Poste Italiane.
Il servizio potrebbe essere aperto alcune mattine a settimana e riservato alle operazioni più urgenti, come l’assistenza ai pensionati, il pagamento delle bollette e l’orientamento degli utenti. Dovrebbe essere gestito da personale autorizzato, nel rispetto delle regole di sicurezza e riservatezza previste per le operazioni postali.
Anche la collaborazione delle forze dell’ordine potrebbe riguardare esclusivamente gli aspetti legati alla sicurezza, senza attribuire ai Carabinieri mansioni che non appartengono alle loro competenze.
Uno spazio temporaneo non risolverebbe ogni problema, ma rappresenterebbe un segnale concreto rivolto soprattutto ai cittadini più anziani: Artena non può lasciarli soli durante i mesi necessari al completamento dei lavori.
Sedici chilometri hanno un costo economico e sociale
Raggiungere Colleferro significa sostenere spese per carburante, autobus o taxi. Significa chiedere un passaggio ai figli, agli amici o ai parenti, adattandosi ai loro orari. Per chi vive con una pensione di poche centinaia di euro, anche questi costi possono pesare sul bilancio mensile.
Esiste inoltre una conseguenza meno visibile. L’ufficio postale di un paese non è soltanto il luogo nel quale si ritirano soldi o si effettuano pagamenti. Per molti anziani rappresenta un punto di riferimento, un’occasione per incontrare altre persone e mantenere un rapporto diretto con il proprio territorio.
La chiusura, anche se temporanea, può aumentare l’isolamento di chi ha già difficoltà negli spostamenti e nelle relazioni sociali.
Tre interventi che il Comune può valutare immediatamente
La prima proposta è convocare con urgenza un incontro fra Comune e Poste Italiane per verificare la possibilità di attivare uno sportello temporaneo dedicato alle operazioni essenziali, da collocare in una sede pubblica accessibile e sicura.
La seconda riguarda una navetta comunale gratuita, con almeno due corse mattutine nei giorni di maggiore affluenza verso l’ufficio postale di Colleferro. Il servizio dovrebbe essere rivolto prioritariamente ad anziani, persone con disabilità e cittadini privi di automobile.
La terza possibilità è richiedere a Poste Italiane un ufficio postale mobile, capace di raggiungere Artena e le zone rurali in giorni prestabiliti. Sarebbe una risposta utile per limitare gli spostamenti e garantire una presenza periodica sul territorio.
Il sindaco risponda con tempi e soluzioni
Gli interventi devono arrivare adesso, non quando i lavori saranno ormai prossimi alla conclusione. I cittadini hanno bisogno di conoscere la durata della chiusura e le alternative previste durante questo periodo.
Una città si misura anche dalla capacità di proteggere chi ha maggiori difficoltà. Oggi molti anziani di Artena percepiscono un messaggio poco rassicurante: dovete organizzarvi da soli.
Il sindaco e l’amministrazione comunale hanno il dovere di rispondere attraverso decisioni verificabili, indicando tempi, modalità e servizi che possano attenuare il problema.
Per una persona autonoma otto chilometri possono sembrare una distanza modesta. Per un pensionato che non guida, cammina con difficoltà e non ha qualcuno disposto ad accompagnarlo, possono diventare un ostacolo enorme.
Roberto Spaziani
