Giovedì 04 Giugno 2020 ore 20:11
LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

Stai visualizzando la versione precedente del nostro sito, tutti gli aggiornamenti li trovi QUI

Atti osceni verso una collega? Il licenziamento è legittimo
Avances troppo "spinte" nei confronti di una collega durante un meeting, confermato il licenziamento per un lavoratore

Aveva decisamente esagerato, spingendo le proprie avances verso una collega di lavoro fino agli atti osceni; e ciò durante un meeting di lavoro, non durante un sabato sera in cui magari si è alzato un po’ il gomito. Quindi lei, per nulla intenzionata a subire questo tipo di violenza, ha denunciato il maldestro maniaco alle forze dell’ordine, costituendosi anche parte civile nel processo penale a suo carico.

I dirigenti della società, rimasti allibiti di fronte a una vicenda non proprio edificante per l’azienda, hanno presto provveduto al licenziamento del lavoratore, che però ha avuto il coraggio di presentare ricorso, ritenendo inattendibili le dichiarazioni rese dalla predetta collega, che avrebbe denunciato il fatto solo un mese dopo.

Ma la Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 13979/2018, ha dato il via libera al licenziamento per giusta causa: non sussisterebbe, infatti, alcuna violazione dell'art. 2697 c.c. (che si sarebbe configurato solo qualora il giudice avesse attribuito l'onere della prova a una parte diversa da quella che ne è gravata, secondo le regole dettate dalla norma) e degli artt. 115 e 116 c.p.c. (per un'erronea valutazione del materiale istruttorio compiuta dal giudice di merito) chiamati in ballo dal ricorrente.

Il giudice ha così concluso: “La censura del ricorrente si risolve piuttosto in un'inammissibile contestazione dell'accertamento in fatto e della valutazione probatoria della Corte territoriale, pure sorretti da un ragionamento argomentativo corretto, nella sottesa ma evidente sollecitazione di un riesame del merito, insindacabile in sede di legittimità.”

LEGGI ANCHE:

L’amante la lascia, lei invia le loro foto hard a sua moglie

Frascati, vandalismo e sparatoria per gelosia

Stai visualizzando la versione precedente del nostro sito, tutti gli aggiornamenti li trovi QUI


ARTICOLI CORRELATI
“Una coltellata, quattro martellate, la benzina e le fiamme”. Il racconto di Barbara
"Sono stato in stanza con Francesco insieme alla sorella e ai genitori. Aveva gli occhi aperti, non parla ma ti stringe la mano per far capire che ti ascolta"
Il signore gli voleva offrire generi alimentari appena comprati al mercato, ma l'intento della donna era quello di rubare il suo denaro
Il Quotidiano del Lazio.it è un marchio di Associazione Culturale "Un Giorno Speciale".
Autorizzazione Tribunale di Velletri n°8/13 del 17/05/2013

Direttore: Francesco Vergovich
P.IVA e C.F. 09678001000
Contattaci

[ versione mobile ]