Lunedì 25 Maggio 2020 ore 04:08
IL COVID-19 UCCIDE ANCHE FIORI E IMPRESE

Stai visualizzando la versione precedente del nostro sito, tutti gli aggiornamenti li trovi QUI

Covid-19, l'azienda floricola: "Se non lavoriamo le piante oggi, falliremo"
Abbiamo raccolto la drammatica testimonianza di Andrea Santacroce, imprenditore nel settore vivaistico e floreale

Il signor Andrea Santacroce è il titolare di un'azienda florovivaistica in Calabria, la Società Cooperativa Agricola Florencia. Da quando è esplosa la pandemia da Covid-19 all'improvviso non ha venduto più piante e fiori per i prossimi mesi non possono essere piantati senza la certezza che verranno venduti. Quintali di fiori e piante buttati e dipendenti senza lavoro. Ci ha raccontato la sua drammatica testimonianza.

“La nostra azienda è nata nel 1967, grazie a mio nonno, Antionio Santacroce, il quale lavorava la terra. Un giorno, quasi per scommessa, ha piantato i primi garofani e gladioli. Rendendosi conto che i fiori piacevano, venivano venduti, ha continuato in questa attività. I fiori erano molti apprezzati all'epoca, i miei zii hanno poi portato avanti l'attività introducendo altre varietà floreali, abbandonando definitivamente l'ortocultura. Oggi abbiamo 20 varietà floreali, una serra di 20 ettari riscaldati e altri ettari non riscaldati, 120 dipendenti. Il nostro punto forte sono le rose, crisantemi, gerani, anthurium, lilium, fiori da vasetteria e piante stagionali”.

 

Da quando è scoppiata questa criri sanitaria il vostro lavoro è sotto interrotto con perdite ingenti?

“C'è stato un crollo improvviso nelle vendite. Ma questo è solo il problema meno evidente per questo tipo di aziende. Ho migliaia di piante da buttare, merce che non verrà venduta e che non posso ancora però gettare e semi da piantare per nuovi mesi. Le piante ferme nel vivaio hanno enormi spese di giacenza, come posso pagarle senza vendre neppure un vasetto?

Il nostro settore è fatto di tempi lenti, spese a lungo termine, previsioni mensili, progettazioni che hanno bisogno di molte settimane. I fiori impiegano mesi per crescere, non è come comprare la farina oggi e fare un ciambellone domani. E se io oggi non ho modo di lavorare le piante, tenerle alle giuste temperature, nutrirle, rifornirmi di fitofarmaci, annaffiarle e concimarle, non potrò averne da vendere tra sei mesi. E nel frattempo cosa farò? Cosa faranno i miei dipendenti? Ad esempio in questo periodo avremmo dovuto piantare i fiori per le celebrazioni dei defunti e dei santi di novembre. Se questa crisi finisse domani io sarei in una situazione drammatica anche il prossimo anno. Di 120 dipendenti almeno 4 non potranno usufruirne, dovrò trovare il modo di aiutarli. 

Un altro ostacolo: il prossimo anno se resteremo in piedi, non potrò più vendere una piantina a 3/4 euro, ma a un costo molto più alto. E chi li acquisterà? Vorrei davvero delle risposte dal Governo o da chi può aiutarci”.

Leggi anche: 

Terremoto di magnitudo 3 in provincia di Roma stanotte, epicentro a Marcellina

Coronavirus. A casa anche il primo maggio? Secondo Angelo Borrelli sì

 

Stai visualizzando la versione precedente del nostro sito, tutti gli aggiornamenti li trovi QUI


ARTICOLI CORRELATI
Da Sanremo alla Puglia, passando per la Toscana e l’Umbria: in ginocchio il settore florovivaistico
di Donna Assunta Di Marzio
Il Quotidiano del Lazio.it è un marchio di Associazione Culturale "Un Giorno Speciale".
Autorizzazione Tribunale di Velletri n°8/13 del 17/05/2013

Direttore: Francesco Vergovich
P.IVA e C.F. 09678001000
Contattaci

[ versione mobile ]