Giovedì 04 Giugno 2020 ore 19:26
CRONACA ROMA

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All'aeroporto ad aspettare Amanda
La protesta di Daniele Saponaro per la "fuga" di Amanda Knox

Lui è Daniele Saponaro, 27enne romano che, all'indomani della condanna di Amanda Knox e Raffaele Sollecito (28 anni per lei, 25 anni per lui) da parte della Corte d'Assise d'Appello di Firenze per l'omicidio di Meredith Kercher, ha messo in scena una piccola "protesta", ironica e - secondo noi - geniale, ma al tempo stesso molto provocatoria e simbolica.

Daniele, infatti, si è recato presso l'aeroporto di Fiumicino e, una volta giunto lì, si è posizionato nel settore Arrivi esibendo un cartello con su scritto "AMANDA", come fa chiunque aspetti qualcuno arrivare. Il perché è chiaro: Amanda, condannata in secondo grado, rimarrà sicuramente in America. E a Daniele, conviene mettersi l'anima in pace. Oppure dotarsi di tanta pazienza.

Così, a Daniele, che abbiamo definito la "Penelope del 2014", abbiamo rivolto qualche domanda. Con lui abbiamo parlato delle ragioni del suo gesto, e di quale messaggio abbia voluto veicolare in questo modo. Ma gli abbiamo anche chiesto se, alla luce degli eventi noti alla cronaca - ci riferiamo ai Marò e ai laziali a Varsavia, ma anche a Cesare Battisti, brigatista espatriato in Brasile - si possa parlare definitivamente di dignità nazionale calpestata.

"L'ho fatto semplicemente per prendere in giro la giustizia italiana - ci risponde - derisa per l'ennesima volta". "Non entro nel merito perché non ne ho la competenza - continua - ma sicuramente il metodo è da condannare. E' stato permesso ad Amanda di ritornare nel proprio Paese dopo il processo in primo grado. Ed eravamo tutti consapevoli che non sarebbe mai tornata qui in Italia a scontare un'eventuale pena".

"Tutti i casi citati, da Battisti ai Marò passando per i tifosi laziali in Polonia - conclude - dimostrano come il nome e l'onore dell'Italia a livello internazionale siano ormai ai minimi storici. Perdiamo tempo a discutere di leggi elettorali e rimpasti, mentre i nostri connazionali all'estero vengono umiliati".

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