Domenica 07 Giugno 2020 ore 11:35
AMBIENTE

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Senigallia e le Marche a bagno...maria
Alluvione. Stavolta è toccato alle Marche. Senigallia a bagno. La conta dei danni e delle vittime dell'ennesima tragedia

Una pioggia incessante, violenta per tutta la notte, ha messo in ginocchio il territorio marchigiano che va dall'alto anconetano fino al pesarese. Con il fiume Cesano da una parte e il Misa che taglia in due la cittadina, Senigallia si è trovata sott'acqua fino al celebrato litorale della Spiaggia di Velluto, della Rotonda a mare.

Mezzo metro d'acqua e oltre ha invaso case, fabbriche e scantinati della zona costringendo gli abitanti a cercare riparo nei piani superiori. Le auto sommerse, danni ingenti a cose e persone. Due vittime. La tragedia che non ti aspetti. La tragedia che poteva, doveva essere evitata, almeno in buona parte.

Da sempre frequento quelle località e già quindici anni fa mi occupavo anche dei problemi legati al territorio di quelle località sulle pagine del Corriere Adriatico. Le alluvioni, le cosiddette “bombe d'acqua” di gran moda negli ultimi tempi nei TG, non sono una novità. I cambiamenti climatici in atto da anni che abbiamo sotto gli occhi e che si ripetono quasi ciclicamente continuano ad essere sottovalutati in tutto il Paese. Articoli e segnalazioni varie indirizzate alle varie personalità politiche che oggi si indignano ed hanno fatto carriera, così come quelle destinate agli uffici tecnici di comuni sempre più lontani dalla gente che hanno risposto picche in favore di piani regolatori ricchi di fantasia e compiacenti con qualcuno tranne che con il territorio, non sono serviti a nulla.

Per lo più agricoli, con qualche parentesi di turismo balneare, Senigallia, Marotta e Mondolfo, Marzocca e la periferia di Pesaro, sono da sempre a rischio idrogeologico. La conformazione del territorio e i terreni agricoli che confinano con le strade, praticamente privi delle zone di rispetto necessarie alla salvaguardia delle stesse (fossi, cunette, distanze) unite al disboscamento “fatto in casa” hanno gonfiato, nel tempo, quei canotti e quei gommoni che ieri hanno percorso le strade dei centri allagati, dei campi sommersi.

Tutti a remare, allora. Lungo il Corso, però.

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