Una vecchia scacchiera conservata a casa dei nonni è stata il punto di partenza di un percorso che, in meno di un anno, ha portato Valerio Di Cola, nato il 12 gennaio 2020, fino al Campionato Italiano Giovanile di scacchi di Cagliari.
Valerio si è avvicinato agli scacchi senza che ci fosse inizialmente alcun progetto sportivo. Trascorrendo spesso del tempo con i nonni mentre i genitori erano al lavoro, aveva cominciato a interessarsi a quella scacchiera sistemata su un mobile. Prendeva i pezzi, li utilizzava come personaggi e inventava giochi senza conoscerne ancora il movimento.
A cambiare le cose è stata una domanda del nonno, che un giorno gli ha proposto di insegnargli le regole. Le prime spiegazioni hanno riguardato semplicemente il modo in cui si muovono torre, cavallo, alfiere, regina, re e pedoni. Valerio ha mostrato subito una particolare facilità nel ricordare quei movimenti e, poco alla volta, il gioco inventato è diventato una vera partita.
A circa cinque anni e mezzo era già in grado di affrontare una scacchiera rispettando le regole e cominciando a ragionare sulle mosse dell’avversario.
Il primo corso e le vittorie nei tornei
Nell’ottobre 2025, quando aveva ancora cinque anni, Valerio ha iniziato il suo primo percorso organizzato con l’associazione Scacchi in Tour dei Castelli Romani, frequentando inizialmente una lezione alla settimana.
I progressi sono arrivati rapidamente. Alle lezioni si sono aggiunti i primi tornei, importanti non soltanto per i risultati ma anche per imparare a gestire una partita contro altri bambini, rispettare i tempi e mantenere l’attenzione sulla posizione.
Nel corso della stagione Valerio ha vinto il torneo organizzato all’interno del proprio corso e successivamente si è imposto anche in una tappa del Tour dei Castelli UISP.
Ha inoltre partecipato a tre tornei validi per la qualificazione ai Campionati Italiani Giovanili. Non è riuscito a ottenere la qualificazione diretta, che nel suo caso era riservata al vincitore, ma la crescita mostrata e soprattutto la sua giovanissima età hanno convinto l’associazione a utilizzare per lui una delle wild card disponibili.
La decisione gli ha permesso di partecipare al Campionato Italiano Giovanile di Cagliari 2026, a soli sei anni e dopo meno di un anno dall’inizio dell’attività scacchistica all’interno di un’associazione.

A Cagliari la prima esperienza con le partite a tempo lungo
La finale nazionale ha rappresentato per Valerio un salto importante anche sotto il profilo tecnico. Fino a quel momento aveva disputato tornei con un tempo massimo di circa 30 minuti. A Cagliari ha affrontato per la prima volta partite con un’ora e mezza a disposizione per ciascun giocatore, con incontri che nel suo caso sono arrivati a durare anche circa due ore.
Per un bambino di sei anni la principale novità non riguardava quindi soltanto il livello degli avversari. Era necessario imparare a distribuire il tempo, evitare mosse affrettate e mantenere la concentrazione per periodi molto più lunghi rispetto a quelli ai quali era abituato.
Valerio è riuscito ad affrontare anche questo cambiamento direttamente durante la competizione, senza avere precedenti esperienze con una cadenza di gioco così lunga.
Il formulario prima ancora della prima elementare
L’aspetto probabilmente più particolare della partecipazione di Valerio al Campionato Italiano riguarda però la trascrizione delle mosse.
Nelle partite a tempo lungo i giocatori devono annotare sul formulario quanto avviene sulla scacchiera. Al momento della competizione Valerio aveva appena concluso la scuola dell’infanzia e non aveva ancora iniziato la prima elementare, che sarebbe cominciata soltanto nel settembre 2026.
Si è trovato quindi a dover affrontare contemporaneamente la partita, la gestione dell’orologio e la registrazione delle mosse pur non avendo ancora acquisito a scuola le normali competenze di lettura e scrittura.
Un elemento che rende bene la misura della sua prima esperienza nazionale: mentre imparava a gestire una partita lunga anche due ore, Valerio doveva anche confrontarsi con un formulario che per la maggior parte dei partecipanti rappresentava un gesto già abituale.
Tre settimane di stop prima del Campionato Italiano
La preparazione alla competizione era stata inoltre rallentata da un intervento alle adenoidi affrontato nel mese di giugno, che aveva costretto Valerio a interrompere l’attività per circa tre settimane.
La pausa è arrivata proprio nel periodo che avrebbe dovuto essere dedicato alla preparazione del Campionato Italiano. A Cagliari ha quindi incontrato, tutte insieme, diverse situazioni nuove: un torneo nazionale, avversari con maggiore esperienza, la cadenza a tempo lungo e la necessità di trascrivere le mosse.
Valerio ha concluso la competizione con 3 punti e il 57° posto su 66 partecipanti.
Il dato va letto tenendo conto del percorso che lo aveva portato fino a quella finale: sei anni di età, meno di un anno di attività in associazione, nessun precedente torneo a tempo lungo e la partecipazione ottenuta attraverso una wild card.
Il percorso continua dopo l’esperienza nazionale
Dopo Cagliari l’apprendimento è proseguito. Valerio ha cominciato a riconoscere con maggiore sicurezza le situazioni di scacco, a lavorare sulle combinazioni in una o due mosse e ad affrontare anche gli esercizi di matto in due.
A sei anni è naturalmente troppo presto per attribuire a questo percorso significati che soltanto il tempo potrà chiarire. Il dato interessante è però la velocità con cui una curiosità nata in famiglia si è trasformata in un’attività praticata con continuità e in una prima esperienza nazionale.
Ed è proprio l’origine della storia a conservarne l’aspetto più spontaneo. Non c’erano corsi programmati né ambizioni agonistiche quando Valerio prendeva i pezzi della vecchia scacchiera dei nonni per inventare i propri giochi.
C’era un bambino incuriosito da quelle forme e un nonno che, vedendolo ancora una volta con i pezzi in mano, gli ha chiesto se volesse imparare davvero a giocare.
Da quella prima spiegazione sono passati pochi mesi. Nel frattempo sono arrivati un corso, i primi tornei, due vittorie e il Campionato Italiano di Cagliari.
Per Valerio, però, gli scacchi restano prima di tutto ciò che erano all’inizio: un gioco che gli piace e che continua ad avere voglia di imparare.
