Valmontone 1921, Bucci smentisce tutto: nessuna trattativa con Reggina e Ancona, mandato ai legali

La società alza il tono e chiude il caso: nessuna trattativa, nessun accordo saltato, nessun passaggio avviato con Reggina Calcio o Ancona Calcio
Di Redazione
Manolo Bucci in Barberia Tradizionale
Manolo Bucci, presidente Valmontone 1921

Il Valmontone 1921 alza il tono e chiude il caso: Manolo Bucci non ha mai avviato trattative per entrare nella Reggina Calcio o nell’Ancona Calcio. Il club parla di ricostruzioni infondate, annuncia il mandato ai legali e difende la posizione del presidente, oggi proprietario unico della società.

Valmontone 1921, la smentita su Bucci e il caso Reggina-Ancona

La presa di posizione del Valmontone 1921 arriva dopo ore di notizie circolate nel mondo del calcio, con riferimenti a presunti contatti, trattative e successivi ripensamenti legati al futuro imprenditoriale di Manolo Bucci. La società ha respinto ogni ipotesi, usando una formula netta: nessuna trattativa, nessun accordo saltato, nessun passaggio avviato con Reggina Calcio o Ancona Calcio.

Il passaggio più rilevante riguarda proprio la Reggina. Il Valmontone chiarisce che non sarebbe mai esistito alcun contatto finalizzato a un’acquisizione o a un ingresso nella società calabrese. Una precisazione pensata per togliere spazio a ricostruzioni considerate prive di riscontro e per ribadire la posizione attuale del presidente: Bucci resta alla guida del Valmontone 1921, con un ruolo pieno e diretto nella proprietà del club.

Il messaggio del sodalizio laziale non si limita alla semplice smentita. Il club considera la vicenda dannosa per l’immagine personale, professionale e imprenditoriale del presidente. Da qui la decisione di affidare la questione ai legali, con l’obiettivo di procedere nelle sedi civili e penali contro le testate e i portali ritenuti responsabili della diffusione delle notizie contestate.

Mandato ai legali: il club parla di danno d’immagine

La scelta di attivare gli avvocati segna un cambio di livello nella vicenda. Il Valmontone 1921 non intende lasciare la questione al dibattito sportivo o alla semplice replica pubblica. La società ritiene che le ricostruzioni circolate abbiano inciso sulla reputazione di Bucci e sulla credibilità di un percorso societario costruito negli ultimi anni.

Nel comunicato del club viene sottolineata la gravità attribuita alle notizie relative a un presunto dietrofront del presidente. Un’espressione che, nella lettura del Valmontone, avrebbe lasciato intendere comportamenti scorretti o poco lineari nella gestione di ipotetiche trattative. Il club nega questa rappresentazione e ribadisce che Bucci non avrebbe mai interrotto in modo scorretto alcun confronto di questo tipo, anche perché tali operazioni non sarebbero mai esistite.

Il riferimento alle azioni civili e penali conferma la volontà di dare alla vicenda una risposta formale. La società cita alcune testate finite nel mirino della propria valutazione legale e fa sapere che sono in corso ulteriori verifiche su altri portali che hanno rilanciato o ripreso la notizia. Una linea dura, costruita su un principio preciso: nessuna speculazione su vicende ritenute inesistenti.

Bucci e il Valmontone: cinque anni di crescita societaria

Nel cuore della replica c’è anche la rivendicazione del lavoro svolto da Manolo Bucci nel Valmontone 1921. La società parla di un percorso di crescita sportiva e organizzativa portato avanti negli ultimi cinque anni, con un’attenzione particolare alla solidità economica del club e alla regolarità della gestione interna.

Il Valmontone viene descritto come una società solida, virtuosa, senza debiti o pendenze. Un passaggio non secondario, perché nel calcio dilettantistico e semiprofessionistico la credibilità economica rappresenta una parte essenziale del progetto sportivo. La società aggiunge che liberatorie e documentazione economica relative a calciatori, staff e dipendenti sono già state depositate regolarmente.

Questo dettaglio serve a rafforzare la linea difensiva del club. Non si parla solo della permanenza di Bucci alla presidenza, ma anche della serietà amministrativa di una gestione che vuole distinguersi per ordine, continuità e affidabilità. In un periodo dell’anno nel quale molte società definiscono assetti, iscrizioni, bilanci sportivi e programmi tecnici, il Valmontone prova così a blindare la propria immagine pubblica.

Il futuro del presidente resta legato al progetto laziale

Allo stato attuale, Manolo Bucci resta presidente e proprietario unico del Valmontone 1921. È questo il dato sportivo e societario più importante della vicenda. Nessun trasferimento di interessi, nessun ingresso annunciato in altri club, nessun cambiamento nella catena decisionale della società laziale.

Il Valmontone chiede rispetto per la figura del presidente e per gli investimenti sostenuti negli anni. La replica assume quindi un valore che va oltre la notizia singola: il club vuole proteggere la propria reputazione in una fase delicata, nella quale ogni voce può produrre effetti sui rapporti con tesserati, collaboratori, sponsor e ambiente calcistico.

Il calcio vive anche di indiscrezioni, contatti e movimenti societari, ma il Valmontone separa in modo netto il diritto di cronaca dalla diffusione di ricostruzioni ritenute non vere. Per questo la società ha scelto di non alimentare ulteriormente il confronto pubblico. Dopo la smentita e l’annuncio del mandato ai legali, la linea è chiara: non sono previste altre dichiarazioni sulla vicenda.

Il caso, quindi, si sposta dal piano mediatico a quello giudiziario. Il Valmontone 1921 difende Bucci, ne conferma il ruolo al vertice e ribadisce la continuità del progetto sportivo. La stagione delle voci, almeno nelle intenzioni del club, finisce qui. Da ora la partita non riguarda più presunti scenari societari, ma la tutela dell’immagine del presidente e della società.

 
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Cronaca

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