Valmontone, centro comunale contro la violenza di genere: ascolto riservato in Polizia Locale ogni mercoledì

A Valmontone è attivo il Centro di Ascolto Comunale contro la violenza di genere: gratuito, riservato, in Polizia Locale ogni mercoledì
Di Alessandra Monti
Piazza Umberto Pilozzi, Valmontone
Piazza Umberto Pilozzi, Valmontone

Valmontone prova a dare una risposta concreta a una domanda che riguarda anche i centri più piccoli: la violenza di genere non è un tema “da grandi città” e la protezione non può dipendere dal caso o dalla distanza. In vista dell’8 marzo, il Comune ricorda che è operativo un Centro di Ascolto Comunale dedicato al contrasto della violenza di genere: un servizio gratuito, riservato e di prossimità, istituito con deliberazione di Giunta nell’ottobre 2025 e pensato per offrire ascolto e orientamento a chi vive situazioni di violenza o di rischio.

Un presidio stabile nel cuore dei servizi: sede in Polizia Locale e orari fissi

Il Centro ha sede presso la Polizia Locale di Valmontone e osserva un appuntamento settimanale che punta a diventare riconoscibile e facile da ricordare: ogni mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 18. La scelta della collocazione non è neutra. Mettere il servizio in un luogo istituzionale, già frequentato per esigenze quotidiane, significa ridurre barriere pratiche e psicologiche: chi chiede aiuto spesso lo fa in condizioni di stress, con tempi stretti, con timore di essere visto o giudicato. Un punto definito, con orari stabili, può rendere più semplice il primo passo.

La rete integrata che si muove con il Comune: sociali, ASL, forze dell’ordine, centri antiviolenza

L’aspetto più rilevante, per efficacia e tenuta nel tempo, è il modello di lavoro dichiarato dall’amministrazione: il Centro opera in collaborazione con Servizi Sociali, ASL, Forze dell’Ordine e con la rete territoriale dei centri antiviolenza. Tradotto: ascolto e orientamento non restano parole, ma possono agganciarsi subito a percorsi di tutela e sostegno, con canali già attivi e con competenze diverse che dialogano fra loro. In un territorio dove non sempre esistono strutture “a portata di mano”, l’integrazione diventa la chiave per non lasciare nessuno in un limbo fatto di rimbalzi e attese.

Le parole della sindaca Bernabei: “uno strumento vicino alle persone”

Nel richiamo istituzionale diffuso dal Comune, la sindaca Veronica Bernabei sottolinea l’obiettivo di dotare la città di “uno strumento stabile, accessibile e vicino alle persone”, ringraziando la Polizia Locale per disponibilità e professionalità, con spazi e competenze messi a disposizione. È una dichiarazione che fotografa una scelta politica precisa: rendere strutturale ciò che spesso resta affidato a iniziative episodiche, legate a ricorrenze o emergenze.

L’assessora Mujic: prevenzione e cultura del rispetto come investimento pubblico

L’assessora alle Pari Opportunità Laura Mujic definisce il servizio “un passaggio importante”, perché “offrire ascolto qualificato e orientamento” significa creare condizioni concrete di protezione e consapevolezza. Nella stessa cornice, indica la direzione: prevenzione, cultura del rispetto, coinvolgimento dell’intera cittadinanza. Non è solo una formula. Nei casi di violenza, l’isolamento è spesso parte del problema: chi subisce può non avere reti familiari affidabili, può temere ritorsioni, può essere economicamente dipendente, può sentirsi intrappolato in relazioni ambigue. Un presidio che lavora anche sul terreno culturale prova a intercettare segnali prima che degenerino.

Perché riguarda anche i piccoli centri: vicinanza, riservatezza, tempi rapidi

Nei centri medio-piccoli, la prossimità è un vantaggio ma anche un rischio: ci si conosce, le voci corrono, la paura di “farsi notare” può bloccare la richiesta di aiuto. Proprio per questo la riservatezza dichiarata dal servizio e la presenza in una sede istituzionale possono fare la differenza, se accompagnate da procedure chiare, da professionalità formate e da collegamenti immediati con i servizi competenti. L’obiettivo realistico non è promettere soluzioni miracolose, ma garantire un ingresso sicuro nel sistema di tutela: ascolto, valutazione del rischio, orientamento, accompagnamento.

Dall’8 marzo alla quotidianità: il senso del richiamo pubblico del Comune

Il fatto che l’amministrazione rilanci l’informazione in vista dell’8 marzo ha un doppio valore. Da un lato sfrutta una data simbolica per ricordare un servizio che esiste già, evitando che resti sconosciuto. Dall’altro sposta l’attenzione dal gesto celebrativo alla quotidianità: un Centro funziona davvero quando diventa abitudine civica sapere che c’è, dove si trova, come si accede. Valmontone, con questo presidio, prova a dire che la tutela non può essere un evento: deve essere un pezzo ordinario dei servizi pubblici.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista