A Valmontone la musica è diventata racconto, memoria, relazione. Il 29 aprile, nella struttura residenziale socio-riabilitativa “Francesco” di via Cavour 12, il maestro Emiliano Tessitore è stato protagonista di un incontro dedicato al legame profondo fra chitarra, emozioni e percorsi psicologici.
Un appuntamento durato circa due ore, nel quale l’esperienza artistica si è trasformata in dialogo vivo con gli ospiti, gli operatori e i professionisti impegnati ogni giorno nei percorsi di cura, recupero e crescita personale.
Emiliano Tessitore a Valmontone, quando la musica diventa ascolto
La presenza di Emiliano Tessitore ha dato al pomeriggio un valore speciale. Artista internazionale, direttore dell’Istituto di alta formazione musicale MMI ROMA, maestro e professore, Tessitore porta con sé un curriculum di grande rilievo, con attività chitarristica legata a nomi noti della scena rock mondiale come Vinnie Moore degli UFO, Mark Boals, voce storica legata a Yngwie J. Malmsteen, Doogie White dei Rainbow di Ritchie Blackmore e Carl Sentance dei Nazareth.
Alla Comunità “Francesco”, però, il centro dell’incontro non è stato soltanto il prestigio del musicista, ma il modo in cui la sua esperienza ha saputo avvicinarsi alle persone presenti. La chitarra è diventata strumento di racconto, quasi un ponte capace di unire vissuti personali, ricordi, fragilità, desideri e immagini custodite nella memoria di ciascuno. Non una semplice esibizione, ma un dialogo aperto sul potere della musica e sulla sua capacità di toccare zone intime dell’identità.
Il tema scelto, “Le vibrazioni dell’emozione”, ha trovato corpo proprio nel suono delle corde, nel gesto del musicista, nella possibilità di trasformare una nota in parola e una parola in condivisione. Il vibrato materico della chitarra ha accompagnato una riflessione ampia sul rapporto fra intenzione artistica, espressione emotiva e vissuto personale.
Musica e psicologia nella struttura residenziale “Francesco”: un percorso di relazione
La struttura residenziale socio-riabilitativa “Francesco” opera come contesto terapeutico organizzato, orientato a favorire percorsi di recupero, inclusione e sviluppo personale degli ospiti. Le attività proposte non hanno un valore soltanto ricreativo: diventano occasioni concrete per lavorare sull’espressione di sé, sulla regolazione delle emozioni e sul rafforzamento delle competenze relazionali.
In questa cornice, l’incontro con Tessitore si è inserito in un percorso più ampio, nel quale l’arte assume il ruolo di mediazione simbolica. La musica, in particolare, può aiutare a dare forma a ciò che spesso resta difficile da comunicare con le parole. Una melodia, un ricordo legato a un concerto, una canzone ascoltata in un momento preciso della vita possono riaprire canali emotivi, favorire introspezione, stimolare partecipazione.
Durante il dialogo è emersa anche una riflessione sul duplice valore della musica. Da sempre considerata medicina dell’anima, essa richiama l’antico significato greco di farmakon, termine che può indicare sia cura sia veleno. La musica, quindi, può sostenere, aprire, accompagnare, ma richiede anche consapevolezza, perché ogni suono può risvegliare parti profonde del sé personale.
Proprio per questo, in un ambiente terapeutico, il suo uso diventa ancora più significativo quando viene inserito in un percorso guidato e attento.
Le emozioni degli ospiti: dai Pink Floyd a Renato Zero, i ricordi diventano racconto
Uno degli aspetti più intensi del pomeriggio è stata la partecipazione attiva degli ospiti. Il confronto con il maestro Tessitore non è rimasto su un piano astratto: ognuno ha potuto portare un frammento della propria storia musicale, richiamando concerti vissuti, artisti amati, canzoni rimaste impresse nella memoria.
Fabio Cr. ha ricordato U2, Genesis e Pink Floyd. Fabio ha citato Madonna e Michael Jackson. Marco ha parlato degli America e di Pino Daniele. Alessio ha richiamato Antonello Venditti e Bruce Springsteen. Marcello ha nominato Genesis, Frank Zappa e Pink Floyd. Francesco ha ricordato Vasco Rossi e ancora i Pink Floyd. Andrea ha parlato di Vasco Rossi. Maurizio ha evocato i concerti del Primo Maggio, i Nomadi e i Cugini di Campagna. Giorgio ha citato PFM e Vasco Rossi, mentre Fabrizio ha ricordato Renato Zero.
Questi nomi non sono stati una semplice lista di preferenze musicali. Sono diventati indizi biografici, tracce di epoche personali, immagini legate a giornate, viaggi, amicizie, momenti rimasti vivi. In quel racconto corale, la musica ha mostrato la sua forza più concreta: riportare alla luce parti di vita, restituire voce, creare contatto.
Il momento finale ha sintetizzato lo spirito dell’incontro: tutti insieme hanno cantato “Amico” di Renato Zero. Una scelta dal forte valore simbolico, perché ha trasformato il pomeriggio in un’esperienza condivisa, nella quale l’ascolto reciproco ha preso la forma più semplice e immediata del canto.
La Comunità “Francesco” di Valmontone e il valore terapeutico dell’arte
La riuscita dell’appuntamento ha mostrato quanto l’arte possa diventare parte integrante di un lavoro educativo, riabilitativo e psicologico. La chitarra di Emiliano Tessitore non è entrata nella struttura come elemento esterno, ma come presenza capace di accogliere. Proprio da qui nasce uno degli aspetti più belli del pomeriggio: non è stata soltanto la Comunità ad accogliere il maestro, ma è stato il maestro ad accogliere le persone presenti, ascoltandole, lasciando spazio alle loro parole e riconoscendo valore ai loro ricordi.
La dottoressa Rosanna Mansueto, psicoterapeuta e responsabile della struttura, ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di coniugare cura, cultura e relazione. Il ringraziamento è stato rivolto al direttore sanitario, dottor Salvatore Merra, per il sostegno costante alle attività proposte, e agli operatori presenti: la dottoressa Anna Picone, psicologa, l’infermiera Simona Brevetti e le tirocinanti specializzande, dottoressa Maria Cristina Fortunati e dottoressa Clevia Martini.
L’iniziativa è stata accompagnata anche dal lavoro della dottoressa Rosanna Mansueto, case manager e psicoterapeuta, del dottor Stefano Serafini, psicologo, e della dottoressa Anna Picone, psicologa.
Figure professionali che, con ruoli diversi, contribuiscono a costruire un ambiente nel quale la cura non passa soltanto attraverso interventi tecnici, ma anche mediante esperienze capaci di far sentire ogni persona vista, ascoltata e riconosciuta.
A Valmontone la chitarra come ponte di cura, memoria e identità
L’incontro con Emiliano Tessitore ha lasciato nella Comunità di Valmontone un segno umano prima ancora che artistico. La musica ha permesso agli ospiti di ritrovare parole, immagini, riferimenti, emozioni. Ha aperto uno spazio nel quale ciascuno ha potuto raccontarsi senza forzature, partendo da una canzone, da un concerto, da un artista del cuore.
In un tempo in cui il disagio rischia spesso di essere raccontato solo attraverso diagnosi, protocolli e numeri, esperienze come questa ricordano che la persona resta al centro del percorso. La chitarra, con il suo suono antico e moderno, ha offerto una via semplice e potente: partire da una vibrazione per arrivare alla memoria, dalla memoria alla parola, dalla parola alla relazione.
Dottoressa Rosanna Mansueto
