Una scuola nuova, progettata per durare e pensata per essere vissuta: Valmontone (provincia di Roma) ha inaugurato oggi, 7 gennaio 2026, l’edificio della nuova scuola primaria realizzato in via Gramsci con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
L’opera, finanziata con 3 milioni e 800 mila euro e completata in un anno e mezzo, è diventata il simbolo di un traguardo amministrativo che unisce tempi rapidi, attenzione alla sicurezza e un investimento dichiarato sull’educazione come motore di crescita.
All’evento hanno partecipato numerose autorità, insieme a cittadini e famiglie, in una giornata che per molti genitori ha avuto il sapore di un passaggio storico: vedere i figli entrare in spazi nuovi, funzionali e finalmente adeguati.
Valmontone inaugura la nuova scuola primaria Pnrr: com’è fatta la struttura in via Gramsci
A livello architettonico l’edificio si presenta come un cubo di tre piani, con base 24 metri per 24 metri. Dentro trova posto una dotazione didattica ampia: 15 aule, tre laboratori, un repertorio e un grande atrio destinato a biblioteca e spazio comune.
Il progetto punta su materiali e soluzioni orientate alla sostenibilità energetica, in coerenza con le linee europee e con gli standard Pnrr, rispettando le norme su ambiente e risparmio energetico. È un modello di scuola che non si limita a “contenere” classi, ma prova a creare un luogo in cui studiare, stare insieme e svolgere attività con ambienti adatti a metodologie didattiche più moderne.
Valmontone inaugura la nuova scuola primaria Pnrr: istituzioni presenti e valore politico dell’opera
A confermare il peso dell’inaugurazione, la presenza del Prefetto di Roma Lamberto Giannini, dell’eurodeputato Nicola Zingaretti, del vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale Pierluigi Sanna, oltre a sindaci del territorio e vertici delle forze dell’ordine del comprensorio.
La Città Metropolitana ha concesso l’area su cui la scuola è stata edificata, e il tema del patrimonio pubblico è stato richiamato come elemento chiave: un terreno trasformato in un’infrastruttura educativa destinata a restare.
La sindaca Veronica Bernabei ha parlato di “impresa” riuscita grazie a un lavoro collettivo, ricordando un percorso complesso e non privo di difficoltà. Il punto, nel suo intervento, è il senso della “bellezza” come cura: educare in un luogo armonioso significa comunicare ai bambini che contano, che il futuro si costruisce con responsabilità e che i risultati arrivano quando gli obiettivi diventano cantieri veri, non semplici intenzioni.
Valmontone inaugura la nuova scuola primaria Pnrr: la vecchia sede verrà demolita e nascerà una piazza
L’inaugurazione non chiude solo un capitolo, ne apre un altro. La vecchia sede, considerata non più sicura e collocata in un’area a rischio idrogeologico, sarà demolita. Al suo posto l’amministrazione prevede una piazza con area verde e nuovi parcheggi, a servizio del quartiere Villaggio Rinascita. È un passaggio che intreccia sicurezza e rigenerazione urbana: non un edificio abbandonato o “tappato” in attesa, ma una trasformazione progettata per restituire spazio e servizi al quartiere.
Valmontone inaugura la nuova scuola primaria Pnrr: dieci milioni investiti in due anni e mezzo
Bernabei ha sottolineato anche un dato politico: Valmontone è uno dei pochi comuni che negli ultimi due anni e mezzo ha investito sulla scuola circa 10 milioni di euro. Nella sua lettura, non si tratta di una voce di bilancio, ma di una scelta precisa: mettere l’educazione al centro perché il futuro di una città si decide molto prima dei palazzi istituzionali, sui banchi e nei corridoi in cui i bambini imparano a crescere insieme.
Concetto ripreso dall’assessora alla Pubblica istruzione Laura Mujic, che ha definito la nuova scuola un investimento “nella vita” e ha ribadito la centralità del lavoro quotidiano con dirigenti, docenti, personale e famiglie.
Sulla stessa linea la consigliera regionale Eleonora Mattia, già vicesindaca di Valmontone, che ha parlato di un’opera nata da una scelta chiara: l’istruzione pubblica come investimento da difendere, non come costo da ridurre. Un messaggio rivolto anche ai territori non metropolitani: non accontentarsi, costruire e “pretendere di più”.
Valmontone inaugura la nuova scuola primaria Pnrr: tempi rispettati e niente varianti in corso d’opera
Dal punto di vista tecnico, gli ingegneri Massimiliano Petrassi e Daniele Brini dell’ufficio tecnico comunale hanno ricostruito l’iter: il Comune ha partecipato al bando Pnrr del Ministero e ha scelto di realizzare in via Gramsci una superficie coperta pari a quella della scuola Padre Pio di Piazza Europa, destinata alla demolizione.
I lavori sono iniziati il 14 marzo 2024 e si sono conclusi il 24 ottobre 2025, rispettando le scadenze Pnrr e, aspetto non secondario, senza varianti in corso d’opera. Entro marzo 2026 l’iter verrà completato con la demolizione della vecchia scuola e la creazione di spazi verdi e parcheggi.
Valmontone inaugura la nuova scuola primaria Pnrr: le parole di Giannini, Zingaretti, Sanna e della dirigente
Il Prefetto Giannini ha richiamato il valore concreto di questo tipo di opere: una scuola non è un edificio come gli altri, perché riguarda sicurezza e formazione dei bambini. Nicola Zingaretti ha evidenziato la rapidità del percorso, definendolo un esempio raro e un segnale di fiducia nell’Europa capace, tramite il Pnrr, di offrire strumenti utili ai sindaci quando la macchina amministrativa riesce a usarli bene.
Pierluigi Sanna, ricordando il ruolo della Città Metropolitana nel concedere il terreno, ha riconosciuto all’amministrazione il merito di aver mantenuto la promessa di una scuola nuova in tempi brevi, auspicando che da quelle aule possa uscire la classe dirigente di domani.
A ricevere formalmente le chiavi è stata la dirigente scolastica Anna Di Vietri, con docenti e personale Ata. Il suo saluto agli alunni ha sintetizzato l’atmosfera della giornata: una scuola sicura, luminosa, in cui “diventare grandi”. Per Valmontone, oggi, la nuova primaria non è soltanto un’opera pubblica inaugurata, ma un investimento che mette al centro bambini, famiglie e un’idea di futuro costruita con fatti misurabili.
Massimo Sbardella
