Villa Cimbrone, il paradiso sospeso su Ravello. Donato Marzolla: “Qui la bellezza diventa accoglienza”

Donato Marzolla racconta Villa Cimbrone, i giardini, l’hotel, la cucina stellata e la Festa di mezza estate del 20 agosto
Di Francesco Vergovich
Hotel Villa Cimbrone, Ravello
Hotel Villa Cimbrone, Ravello

Villa Cimbrone domina Ravello da uno dei punti più suggestivi della Costiera Amalfitana. È una dimora storica risalente al XII secolo, trasformata nei secoli in un luogo nel quale architettura, giardini, ospitalità e paesaggio formano un ambiente riconoscibile e difficile da dimenticare. La villa ha accolto aristocratici, artisti, scrittori, uomini politici e intellettuali, diventando anche un punto di riferimento per alcuni protagonisti del Bloomsbury Group. Oggi ospita un albergo cinque stelle con 19 camere e suite, mantenendo intatti molti elementi architettonici e decorativi del passato.

Il suo simbolo è la Terrazza dell’Infinito, affacciata sul Golfo di Salerno e segnata dalla presenza dei celebri busti marmorei. Il belvedere rappresenta soltanto una parte di un percorso che comprende viali, statue, templi, pergolati, la cripta, il chiostro e una vegetazione modellata per accompagnare lo sguardo verso il mare. I giardini, accessibili anche ai visitatori che non soggiornano nell’hotel, durante la stagione estiva restano normalmente aperti ogni giorno fino alla sera.

L’esperienza continua nelle camere, sulle terrazze dedicate alla colazione e al pranzo, nel lounge bar e al ristorante Il Flauto di Pan, guidato dallo chef Lorenzo Montoro. La cucina nasce dai prodotti campani e dal legame con l’orto della villa, nel quale vengono coltivati ortaggi, frutta ed erbe aromatiche utilizzati nelle preparazioni. Il Flauto di Pan è aperto a cena e propone una cucina creativa fondata sulla stagionalità e sull’identità del territorio.

A dirigere questa macchina dell’ospitalità è Donato Marzolla, pugliese, uomo d’albergo abituato a considerare il servizio una professione fatta di attenzione, disciplina e rapporti umani. Lo abbiamo intervistato per conoscere Villa Cimbrone attraverso lo sguardo di chi la vive ogni giorno: dalla storia della proprietà al lavoro di circa cento persone, dalla cucina stellata alla crescente presenza di ospiti italiani, fino alla Festa di mezza estate in programma giovedì 20 agosto 2026.

Donato Marzolla, Direttore Villa Cimbrone

L’ingresso a Villa Cimbrone e l’incontro con la sua storia

Vergovich: Villa Cimbrone è un monumento storico che racchiude la bellezza e il fascino del paesaggio di Ravello e della Costiera Amalfitana. Dirigere un luogo simile può sembrare un ruolo baciato dagli dei, eppure non tutti conoscono pienamente ciò che custodisce questa villa. Che cosa accade quando si supera l’ingresso principale e ci si trova davanti questo spettacolo?

Marzolla: Villa Cimbrone è uno dei luoghi più affascinanti della Costiera Amalfitana. Chi arriva qui e ha il tempo di visitarla può considerarsi fortunato.

La sua storia è antichissima. Le prime testimonianze risalgono all’epoca romana, poi la proprietà è passata attraverso generazioni e famiglie importanti, compresa la famiglia Fusco. Un momento determinante arrivò alla fine dell’Ottocento, quando l’inglese Ernest William Beckett acquistò e trasformò la villa, arricchendola con statue, elementi architettonici e giardini ispirati alla cultura paesaggistica inglese.

Dopo molte vicissitudini, negli anni Sessanta il padre degli attuali proprietari iniziò a occuparsi della struttura e a costruire progressivamente l’attività alberghiera. Oggi le nuove generazioni partecipano alla gestione con ruoli importanti.

Villa Cimbrone è un insieme di esperienze. C’è la dimora storica trasformata in hotel cinque stelle, ci sono 19 camere e suite, il ristorante Il Flauto di Pan, il lounge bar, sei ettari di giardini e un’attività molto intensa legata agli eventi. Tutti questi elementi contribuiscono a portare il nome di Villa Cimbrone nel mondo.

La Terrazza dell’Infinito e ciò che molti visitatori non vedono

Vergovich: Villa Cimbrone possiede alcuni luoghi capaci di definirne immediatamente l’identità. Penso alla straordinaria Terrazza dell’Infinito, uno dei punti più frequentati dai turisti che arrivano a Ravello. Che cosa rappresenta?

Marzolla: È stata descritta molte volte come uno dei belvedere più belli al mondo. Ci troviamo a circa 375 metri di altezza e sotto di noi si apre il Golfo di Salerno, con una parte molto ampia della Costiera Amalfitana. Si distinguono Minori, Maiori e molti altri punti del litorale. La terrazza è costruita sullo strapiombo e regala una sensazione molto intensa.

Tanti visitatori arrivano nei giardini soprattutto per raggiungere la Terrazza dell’Infinito. Mi dispiace, però, quando qualcuno si limita a scattare una fotografia e va via subito, perché Villa Cimbrone custodisce molto altro.

Ci sono i templi, le statue, i viali, la figura di Venere, la cripta, il chiostro e numerosi angoli che meritano tempo. La terrazza, con i busti marmorei che sembrano affacciarsi sul mare, ha una forza indiscutibile. Prima di raggiungerla si attraversa anche il Tempio di Cerere, che prepara lo sguardo all’apertura improvvisa del panorama. Ci sei stato, Francesco, e naturalmente ti invito a tornare.

Diciannove camere per vivere dentro una dimora storica

Vergovich: Mi interessa conoscere anche l’identità che avete dato all’albergo e alle sue camere.

Marzolla: Bisogna partire da una premessa: Villa Cimbrone è una villa storica adibita ad albergo. Questa caratteristica comporta alcuni aspetti particolari. Dalla piazza di Ravello si arriva a piedi e occorre camminare per qualche minuto. Una volta raggiunta la villa, i giardini, il fascino, la storia e il paesaggio ripagano pienamente il percorso.

Entrando si incontra subito la disponibilità del personale. Le camere raccontano il passato e permettono di vivere emozioni diverse da quelle offerte da un albergo moderno. Villa Cimbrone possiede tutti i comfort necessari, mantenendo mobili antichi, elementi originali, pavimenti, volte e dettagli che ricordano continuamente la storia della dimora.

Sono 19 camere, comprese le suite. Nel corpo centrale della struttura si trovano inoltre la cripta gotica, il chiostro all’ingresso e un’altra terrazza molto bella, quella del ristorante Mediterraneo, dove serviamo la colazione e il pranzo.

Al mattino prepariamo un buffet molto ricco. A pranzo accogliamo sia gli ospiti dell’albergo sia i visitatori dei giardini. Possono sedersi sulla terrazza, godere del panorama, assaggiare una cucina locale curata dal nostro chef e accompagnare il pasto con un cocktail o un buon bicchiere di vino.

Per offrire tutti questi servizi abbiamo quasi cento dipendenti. Può sembrare un numero sorprendente per un albergo di 19 camere, ma bisogna considerare i giardini, i ristoranti, il bar, gli eventi e l’intera organizzazione. È una macchina molto complessa. Sappiamo che si può sempre migliorare e lavoriamo ogni giorno per far crescere la qualità e rendere felici gli ospiti.

Dalla colazione al ristorante stellato Il Flauto di Pan

Vergovich: L’accoglienza contribuisce a definire il lusso. Il lusso risiede anche nella capacità di raccontare e far vivere le bellezze offerte a chi viaggia e ama concedersi momenti speciali. In un luogo come Villa Cimbrone la ristorazione assume inevitabilmente un ruolo centrale. Abbiamo parlato del Mediterraneo; poi c’è Il Flauto di Pan. Ci presenti il ristorante, la sua identità e lo chef Lorenzo Montoro?

Marzolla: È una domanda molto ampia perché la ristorazione di Villa Cimbrone accompagna l’ospite durante tutta la giornata.

Partiamo dalla colazione. Il buffet propone molti prodotti locali, dallo yogurt di bufala al miele servito direttamente nel favo. Utilizziamo anche la frutta del nostro orto e cerchiamo di inserire preparazioni capaci di raccontare la Campania.

Qualche tempo fa, parlando con lo chef, ragionavamo sui gusti degli ospiti internazionali. Si parlava dei fagioli, del bacon e delle colazioni anglosassoni. Per scherzare gli dissi: “Perché non mettiamo il ragù a colazione?”. Quella battuta si è trasformata in una presenza fissa del buffet.

Serviamo il ragù napoletano con fette di pane tostato. L’ospite può fare la classica scarpetta, versare un po’ di sugo sul pane e aggiungere qualche straccetto di carne. Ogni giorno finisce. Accanto proponiamo anche crostini con burro e alici. È una colazione che conserva una forte impronta campana e viene accolta con grande curiosità.

Vergovich: Il ragù viene quindi mangiato direttamente sul pane?

Marzolla: Esatto. Prepariamo il pane tostato e lasciamo all’ospite la libertà di comporre il boccone. È diventato uno degli elementi più richiesti.

Una cena a piedi nudi nell’orto di Villa Cimbrone

Marzolla: Quattro anni fa abbiamo creato anche il ristorante nell’orto. È un’esperienza particolare: gli ospiti possono degustare un menu vegetariano accompagnato da una caraffa di vino bianco o rosso, servito con le pesche, come si usa ancora in alcune zone del Sud e della Puglia, la regione dalla quale provengo.

Durante queste serate invitiamo gli ospiti, soprattutto gli stranieri, a togliersi le scarpe e a entrare in contatto diretto con la natura. Possono camminare sul prato, cenare accanto alle piante di pomodoro e di melanzana, vedere ciò che cresce nell’orto e comprendere meglio l’origine delle materie prime.

Iniziamo intorno alle 19, quando il sole comincia a scendere e la temperatura diventa piacevole. Una musica leggera accompagna la cena. L’ambiente, il tramonto e la natura rendono la serata speciale.

Cocktail al tramonto e una cucina legata alla Campania

Marzolla: Durante il pomeriggio c’è il lounge bar. Gianmaria e il suo gruppo preparano cocktail, mentre dalla cucina arrivano piatti adatti a momenti diversi: dal club sandwich al polpo, con una proposta capace di unire riferimenti locali e gusto internazionale.

La sera si può iniziare con un aperitivo al tramonto e una coppa di champagne. Successivamente apre Il Flauto di Pan, il nostro ristorante gourmet, che dispone di circa 20 o 25 coperti. Durante l’estate utilizziamo anche la terrazza adiacente alla sala.

La cucina è costruita soprattutto sui prodotti locali. È difficile trovare ingredienti estranei al territorio perché questa è una scelta precisa dello chef. Lorenzo Montoro lavora con noi da sette anni. Possiede grande padronanza delle cotture, degli abbinamenti e delle materie prime.

È particolarmente bravo nella lavorazione dei vegetali e nella conoscenza delle erbe. Il nostro orto viene curato durante tutto l’anno da sette giardinieri, ma Lorenzo imprime personalmente il proprio indirizzo nella selezione delle colture. Abbiamo diverse varietà di pomodori, verdure, cipolle ed erbe aromatiche.

Non possiamo produrre internamente tutto ciò che utilizziamo perché i quantitativi del ristorante richiedono approvvigionamenti più ampi, però una parte significativa arriva direttamente dalla villa.

I 180 vasetti di pomodoro preparati insieme a “nonna Mimma”

Marzolla: Proprio ieri abbiamo preparato la salsa insieme alla mamma degli attuali proprietari, una signora splendida di 96 anni che chiamiamo affettuosamente “nonna Mimma”.

Hanno partecipato i giardinieri, lo chef, i nipoti, io e altri collaboratori. Abbiamo preparato circa 180 vasetti utilizzando i pomodori del nostro orto. Questo episodio fa capire quanto sia bello vivere Villa Cimbrone anche nella quotidianità.

C’è un clima familiare, fatto di convivialità, unione e sincerità. È importante per portare avanti una struttura di queste dimensioni. Ogni giorno possono presentarsi imprevisti e problemi organizzativi, ma un ambiente umano solido aiuta ad affrontarli.

Il problema del personale e i sacrifici dell’ospitalità

Marzolla: Oggi il settore soffre molto per la mancanza di personale. Gli ospiti sono diventati più esigenti e il lavoro richiede disponibilità, orari lunghi e molti sacrifici. Per un giovane significa spesso rinunciare a una parte del proprio tempo libero.

Chi sceglie questa professione con passione e desidera crescere può però trovare molte opportunità. È un mestiere che non cambierei. Mi ha dato tantissimo.

Vergovich: Nei giorni scorsi ho intervistato Martino Ruggieri, chef pugliese stellato di Martina Franca che lavora a Parigi. Poco prima ero stato a cena da Domenico Francone, alla Sala dei Grappoli di Castello Banfi, anche lui pugliese e stellato. La Puglia, come la Campania e altre regioni del Sud, riesce a esprimere numerose professionalità di alto livello nell’hotellerie e nella ristorazione. E pugliese è pure Donato Marzolla, direttore di Villa Cimbrone. C’è un motivo?

Marzolla: La parola che mi viene in mente è “difficoltà”. Ho 52 anni e appartengo a una generazione cresciuta con molti sacrifici. I nostri genitori potevano darci qualcosa, ma non tutto. Ogni risultato andava guadagnato.

Per emergere nel lavoro bisognava essere costanti, andare avanti e cercare continuamente di migliorarsi. Questa mentalità ha spinto molte persone della mia generazione a lasciare casa, conoscere il mondo e costruire la propria strada.

Andare via significa allontanarsi dagli affetti e sottrarre tempo alle persone care. Quando si lavora con passione, però, molti sacrifici diventano più sostenibili.

Questo mestiere permette di viaggiare, incontrare persone, assaggiare prodotti differenti e conoscere vini che forse non avremmo mai scoperto. In alcune occasioni vieni chiamato e pagato per svolgere il tuo lavoro in luoghi straordinari. È un privilegio che poche professioni concedono.

Vergovich: È una visione bella, romantica, ma verosimile.

Le diverse possibilità per cenare a Villa Cimbrone

Vergovich: Torniamo agli ospiti che scelgono Villa Cimbrone. Il ristorante Mediterraneo è dedicato alla colazione e al pranzo. La sera quali possibilità vengono offerte?

Marzolla: La cena gourmet viene servita al Flauto di Pan. Chi desidera una proposta più semplice può fermarsi al lounge bar per un light dinner, ordinando anche un piatto di pasta.

Cerchiamo di accontentare gli ospiti che rimangono in albergo per più giorni. La permanenza media è di circa tre notti. Una sera possono scegliere il ristorante gourmet, un’altra il lounge bar e la terza uscire per mangiare una pizza o conoscere un altro locale della zona.

Il novanta per cento degli ospiti arriva dall’estero

Vergovich: Insisto sulla provenienza degli ospiti perché credo sia importante capire chi sceglie di vivere un’esperienza simile.

Gianfranco Vissani sostiene da tempo che in Francia anche un lavoratore con uno stipendio ordinario prova a concedersi almeno una volta l’anno un ristorante stellato. Nel 2026 ricorrono i settant’anni del gemellaggio esclusivo Roma-Parigi e stiamo seguendo questo anniversario anche con un reportage nella capitale francese. Ecco, qui in Italia è molto più difficile che succeda ma è senza dubbio un obiettivo.

Vorremmo suggerire ai nostri lettori, compresi quelli che abitualmente non frequentano alberghi di lusso o ristoranti stellati, di provare almeno una volta l’emozione di una notte o di una cena in un luogo speciale. Chi sono oggi gli ospiti di Villa Cimbrone?

Marzolla: La Costiera Amalfitana è frequentata soprattutto dagli stranieri e in particolare dagli americani. Quasi il novanta per cento dei nostri ospiti arriva dagli Stati Uniti. Negli ultimi anni sono cresciute anche le presenze canadesi.

È una clientela abituata a viaggiare, a spendere, a ricevere un servizio attento e a scegliere luoghi di grande bellezza. Gli ospiti internazionali frequentano molto il ristorante gourmet.

Negli ultimi due o tre anni, però, stiamo assistendo a un cambiamento interessante. Sempre più italiani scelgono Il Flauto di Pan per festeggiare un compleanno, un anniversario di matrimonio o una data importante. Magari non prenotano anche la notte in hotel, che comporterebbe una spesa maggiore, ma decidono di concedersi la cena.

La cultura della ristorazione gourmet sta crescendo. In alcuni casi bisogna ancora accompagnare l’ospite nella scelta del percorso degustazione o dell’abbinamento dei vini, soprattutto quando si avvicina per la prima volta a questo mondo. È bello vedere persone che preferiscono investire in una cena per due anziché acquistare un nuovo telefono o un capo firmato.

Lasciano i figli a casa, tengono i problemi fuori dal ristorante e si concedono due o tre ore tutte per loro. È un’abitudine che sta diventando più frequente.

Vergovich: Sono felice di questo cambiamento perché offre energia a tutto il settore e incoraggia alberghi e ristoranti a migliorare continuamente.

Villa Cimbrone aperta fino alla fine di ottobre

Vergovich: Siamo nel mese di agosto e molte persone hanno già organizzato le vacanze. Esistono però luoghi nei quali si può vivere una piccola vacanza durante tutto l’anno. Anche trascorrere due o tre ore in un ristorante può diventare una forma di viaggio. Fino a quando resta aperta Villa Cimbrone?

Marzolla: Fino alla fine di ottobre siamo aperti tutti i giorni con i giardini, il ristorante a pranzo e Il Flauto di Pan per la cena gourmet. Successivamente osserviamo una pausa stagionale e riapriamo alla fine di marzo.

Il 20 agosto torna la Festa di Mezzaestate

Vergovich: Prima di salutarci, vorrei chiederti di rivolgere un invito ai nostri lettori.

Marzolla: L’invito è per il 20 agosto 2026. Da quattro anni Villa Cimbrone organizza una festa spettacolare che merita di essere vista e vissuta, è la Festa di Mezzaestate.

È un appuntamento composto da spettacoli, musica, ballo, intrattenimento e un grande spazio dedicato al food and beverage. Tutto avviene sotto il cielo della Costiera Amalfitana e sotto le stelle di Ravello.

Vivere questa serata nei giardini e negli spazi di Villa Cimbrone significa concedersi un’esperienza davvero particolare.

Vergovich: La serata ha un nome?

Marzolla: La quarta edizione della Festa di Mezzaestate, in programma il 20 agosto dalle ore 19, avrà come titolo “Una notte fuori dal tempo”. I giardini e gli spazi della dimora diventeranno un percorso nel quale passato, presente e futuro si incontreranno attraverso musica, performance, scenografie e proposte gastronomiche. La serata accompagnerà gli ospiti verso un finale spettacolare e una grande celebrazione conclusiva. Ogni edizione possiede un tema differente. Anche quest’anno abbiamo scelto un tema molto particolare, ma per scoprirlo bisogna venire a Villa Cimbrone il 20 agosto.

 
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