Viterbo, acqua non potabile per enterococchi: ordinanza in diversi quartieri

L’ordinanza è stata firmata il 4 giugno 2026 dopo il rilevamento di enterococchi oltre il valore consentito nel punto di prelievo della fontana pubblica di via C. Cattaneo
Di Fabio Vergovich
autobotte per il trasporto di acqua
Autobotte per il trasporto di acqua potabile

A Viterbo scatta il divieto di consumo dell’acqua del pubblico acquedotto per usi alimentari in diverse zone della città. L’ordinanza è stata firmata il 4 giugno 2026 dopo il rilevamento di enterococchi oltre il valore consentito nel punto di prelievo della fontana pubblica di via C. Cattaneo, con effetti sulle aree alimentate dalla rete idrica distributrice Centro 480.

Acqua non potabile a Viterbo, cosa prevede l’ordinanza del 4 giugno

Il provvedimento riguarda l’acqua destinata al consumo umano nelle zone servite dalla rete Centro 480, dove il parametro degli enterococchi è risultato non conforme ai limiti previsti. La comunicazione dell’Asl è arrivata nella giornata del 4 giugno al Comune di Viterbo e al gestore del servizio idrico Talete, dopo il rapporto di prova di Arpa Lazio.

Da qui la decisione di vietare l’utilizzo dell’acqua erogata dal pubblico acquedotto per bere, cucinare senza trattamento, lavare alimenti senza bollitura preventiva e per ogni uso alimentare diretto.

La misura ha carattere precauzionale e resterà in vigore fino al ripristino dei valori nei parametri di legge. Per i cittadini significa una modifica immediata delle abitudini domestiche: l’acqua del rubinetto non può essere considerata idonea come bevanda abituale e deve essere trattata prima di alcuni impieghi legati alla preparazione dei cibi. Il provvedimento indica in modo chiaro gli usi consentiti e quelli vietati, con l’obiettivo di ridurre i rischi sanitari nelle aree interessate.

Le zone interessate dalla rete Centro 480: quartieri e strade coinvolte

L’ordinanza riguarda le aree alimentate dalla rete idrica distributrice Centro 480. Il perimetro coinvolge in tutto o in partei quartieri Cappuccini, Murialdo, Pila, Barco,Grotticella, Mazzetta, Pietrare e Ponte dell’Elce. Sono comprese anche alcune zone lungo strada Cassia Sud, strada Filante e strada Buon Respiro.

La delimitazione precisa non coincide necessariamente con l’intero territorio dei quartieri citati, perché dipende dalla rete di alimentazione idrica. Per questo la mappa allegata al provvedimento diventa il riferimento operativo per capire se la propria abitazione, attività o utenza ricade nel perimetro soggetto al divieto. Nell’allegato l’area collegata al serbatoio 480 è indicata con perimetro e tratteggio color magenta/rosa.

Per residenti, esercizi commerciali, studi professionali, scuole, strutture ricettive e attività di somministrazione presenti nelle zone coinvolte, la raccomandazione pratica è verificare con attenzione l’ubicazione dell’utenza rispetto alla mappa.

La non potabilità non dipende dal nome del quartiere in senso generico, ma dal tratto di rete che serve l’immobile.

Enterococchi nell’acqua, cosa cambia per uso domestico e alimentare

Nelle zone indicate l’acqua può essere utilizzata esclusivamente per l’igiene domestica, con esclusione del lavaggio dei denti. Questo passaggio è rilevante perché molti cittadini associano l’igiene personale all’uso ordinario del rubinetto, mentre il provvedimento limita espressamente alcune pratiche quotidiane.

Per la preparazione e il lavaggio degli alimenti è richiesta una bollitura preliminare di almeno 10-15 minuti. Solo dopo questo trattamento l’acqua può essere impiegata per gli usi indicati dall’ordinanza. Resta invece vietato l’utilizzo come bevanda abituale, anche nel caso in cui l’acqua non presenti alterazioni percepibili di odore, sapore o colore.

La presenza di enterococchi sopra soglia è un indicatore microbiologico che impone attenzione. Non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori, ma un parametro collegato alla qualità igienico-sanitaria dell’acqua. La decisione di bloccare l’uso alimentare serve quindi a proteggere la popolazione fino alla completa normalizzazione dei controlli.

Talete chiamata agli interventi sulla rete idrica

La società Talete, gestore del servizio idrico integrato nell’ATO 1 Viterbo, dovrà adottare nel più breve tempo possibile i correttivi necessari per riportare il parametro enterococchi entro i limiti di legge. Il compito del gestore è intervenire sulla rete interessata, verificare le condizioni dell’infrastruttura e assicurare il ritorno alla piena conformità dell’acqua distribuita.

In casi di questo tipo la rapidità degli interventi è essenziale, perché il disagio incide sulla vita quotidiana di famiglie e attività economiche. L’acqua non potabile obbliga a ricorrere a forniture alternative per bere e cucinare, a programmare con più attenzione le operazioni domestiche e a seguire con precisione le indicazioni sanitarie.

Il rientro dell’emergenza sarà possibile solo dopo nuovi riscontri favorevoli. Fino a quel momento il divieto resta valido nelle zone comprese nella rete Centro 480. La comunicazione di ritorno alla normalità sarà il passaggio decisivo per ripristinare l’uso ordinario dell’acqua del rubinetto.

Ordinanza e mappa: come verificare se la propria zona è coinvolta

L’ordinanza sindacale n. 21 del 4 giugno 2026 è consultabile insieme alla mappa allegata. Il documento consente di individuare con maggiore precisione il perimetro soggetto alla non potabilità e di evitare interpretazioni approssimative basate solo sul nome dei quartieri.

Per i cittadini delle aree potenzialmente servite dal Centro 480, la verifica della mappa è il primo passo utile. Chi vive o lavora a Cappuccini, Murialdo, Pila, Barco, Grotticella, Mazzetta, Pietrare, Ponte dell’Elce, nelle zone di Cassia Sud, Filante e Buon Respiro deve controllare l’effettiva inclusione della propria utenza nel perimetro segnalato.

Nel frattempo restano valide le regole indicate dal provvedimento: niente acqua del rubinetto come bevanda, niente uso alimentare diretto, bollitura di almeno 10-15 minuti per preparazione e lavaggio dei cibi, uso consentito per igiene domestica con esclusione del lavaggio dei denti. Una sequenza di indicazioni semplice, ma da rispettare con rigore fino al nuovo avviso di conformità.

 
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