Wanna Marchi e la figlia premiate in Campidoglio, esplode il caso: “Non sapevo che ci fossero”

Le due donne ex teleimbonitrici sono state premiate per i loro libri dentro il Campidoglio: riconoscimento legittimo o scelta inopportuna?
Di Simone Fabi
Wanna Marchi e Stefania Nobile
Wanna Marchi e Stefania Nobile

Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile premiate nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. Basta mettere insieme i nomi, il luogo e la denominazione del riconoscimento per capire perché la vicenda abbia provocato polemiche e richieste di chiarimenti. La cerimonia si è svolta il 23 settembre 2026 nell’ambito della seconda edizione del P.I.C. – Premio Internazionale della Cultura, iniziativa privata organizzata dalla casa editrice Edizioni Cento. Non si è trattato dunque di un premio istituito o assegnato da Roma Capitale, ma l’evento è stato ospitato in uno degli spazi più rappresentativi del Campidoglio.

A Stefania Nobile è stato attribuito il Premio Internazionale della Cultura per il libro “Vendere… cara la pelle”, mentre Wanna Marchi ha ricevuto un riconoscimento per “La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore”, ricettario pubblicato nel 2026.

Il caso della Sala della Protomoteca e le scuse di Dario Nanni

Il punto che ha acceso il dibattito riguarda soprattutto la concessione della Sala della Protomoteca, spazio istituzionale del Campidoglio utilizzato per cerimonie, incontri ed eventi. Sul sito di Roma Capitale è prevista una specifica procedura per richiederne l’utilizzo.

A chiedere la disponibilità della sala per l’iniziativa era stato il consigliere capitolino Dario Nanni, del Gruppo Misto, che dopo l’esplosione della polemica si è assunto la responsabilità della richiesta.

«Mi assumo personalmente la responsabilità di aver richiesto, in qualità di consigliere comunale, la concessione della Protomoteca per il Premio organizzato dalla casa editrice Edizioni Cento», ha dichiarato Nanni, spiegando che si tratta di una procedura utilizzata nel tempo da consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione. Il consigliere ha però precisato di non essere stato a conoscenza della presenza di Wanna Marchi e Stefania Nobile tra i premiati: «Se lo avessi saputo, chiaramente, non avrei mai sostenuto la richiesta di utilizzare la sala».

La distinzione è importante: Marchi e Nobile non sono state premiate dal Campidoglio, ma da un soggetto privato durante una manifestazione ospitata in Campidoglio. È proprio l’utilizzo di una sede dal forte valore istituzionale, tuttavia, ad aver aperto la discussione sulle verifiche che precedono la concessione di questi spazi.

Virginia Raggi: «Surreale che l’amministrazione non sapesse»

Tra le reazioni politiche è arrivata quella dell’ex sindaca di Roma e attuale consigliera capitolina del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi, che ha contestato la gestione della vicenda.

«Forse il Campidoglio vuole ridefinire i confini della cultura», ha commentato Raggi, definendo «davvero surreale» l’ipotesi che l’amministrazione non conoscesse preventivamente persone e contenuti che sarebbero stati celebrati nella Sala della Protomoteca.

Una critica che sposta l’attenzione dal merito del premio alla procedura utilizzata per concedere una sala istituzionale. La domanda che resta sul tavolo è infatti quali informazioni debbano essere fornite dagli organizzatori al momento della richiesta e fino a che punto debbano arrivare le verifiche dell’amministrazione sulla natura dell’evento e sui suoi protagonisti.

Da Fratelli d’Italia richiesta di chiarezza sul riconoscimento

Sulla vicenda è intervenuta anche la senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione, componente della Commissione Cultura del Senato, esprimendo stupore per il riconoscimento attribuito a Marchi e Nobile nella Protomoteca e chiedendo chiarimenti sulle circostanze che hanno consentito lo svolgimento della cerimonia in quella sede.

A rendere il caso particolarmente sensibile è inevitabilmente anche la storia giudiziaria di madre e figlia. Nel 2009 la Cassazione confermò definitivamente le condanne per associazione per delinquere finalizzata alla truffa nell’ambito della vicenda delle televendite: nove anni e sei mesi per Wanna Marchi e nove anni, quattro mesi e nove giorni per Stefania Nobile.

 
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