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21 Settembre 2020

Pubblicato il

Wild Oltrenatura, quando la Natura è soltanto uno show

di Redazione

La puntata del 29 maggio del programma televisivo condotto da Fiammetta Cicogna si apre con il solito video d'impatto

“Un uccello marino è alla ricerca di pesce. Del suo pasto. Ma stavolta sarà un pesce a trovare lui..”. Dopo il primo attacco al volatile da parte dello squalo tigre in agguato: “L'uccello spera di riuscire a sfuggire allo squalo contando sul fatto di essere di piccole dimensioni, eccetera eccetera”. Poi, naturalmente, lo squalo tigre lo afferra e lo mangia con tanti saluti al presunto calcolo delle probabilità dello sfortunato uccello.

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I commenti sopra citati si riferiscono al video andato in onda e stupiscono non poco.

Già dalla metà degli anni novanta, infatti, era nota e documentata questa particolare tecnica di caccia che gli squali tigre adottano in un particolare periodo dell'anno, alle Hawaii, per esempio. Non è un caso, come lascia intendere il video che non si tratta di un uccello marino intento nella caccia come il programma ha spiegato. Gli uccelli in questione sono albatri, dei piccoli, per la precisione. Sono al loro primo volo e non sanno minimamente cosa li aspetta in mare. Questi enormi e bellissimi uccelli, una volta adulti, sono capaci di traversate di centinaia di chilometri ma, al momento del loro “battesimo dell'aria”, risultano ancora goffi tanto che riuscire a prendere il volo, in qualche caso, può risultare una vera impresa.

Ed è proprio su quello che gli squali tigre contano (si chiama selezione naturale). Ogni anno, infatti, gli squali si radunano in quelle zone che hanno imparato a conoscere e, pazientemente, aspettano l'errore del piccolo di turno che non ce la fa a prendere il mare atterrando, per forza di cose, in acqua. A quel punto, totalmente in balia dell'inesperienza e della giovane età, diventa una facile preda per gli squali che non aspettano altro. Sarà un magro pasto, è vero, ma facile e poco dispendioso in termini di energie impiegate.

Tutto qui.                                               

Come capita sovente, purtroppo, quando si parla di squali si tende a spettacolarizzare qualsiasi cosa per cercare una storia più drammatica di quello che la realtà può offrire.

Continuare su questa china non aiuta nessuno. Non aiuta il pubblico a capire, conoscere, né tanto meno gli squali che, perseguitati dalla pessima fama che l'uomo gli ha cucito addosso, continuano a morire nell'indifferenza generale.

 
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