Il 9 settembre 2026, a sedici anni dall’alluvione che colpì Atrani e costò la vita a Francesca Mansi, il sentiero che da Ravello scende verso Piazza Umberto I diventerà un percorso di conoscenza del territorio, prevenzione e memoria. “Sulle orme dell’acqua – Fragilità, resilienza e note da Ravello ad Atrani” unisce escursionismo, divulgazione geologica e musica con un obiettivo preciso: aiutare cittadini e visitatori a comprendere meglio i fenomeni idrogeologici che interessano la Costiera Amalfitana e imparare comportamenti utili prima e durante un’emergenza.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Accordi Culturali APS e dal Comune di Atrani, con il supporto del gruppo Prima Ravello per gli approfondimenti geologici. Il principio di fondo è quello dell’auto-protezione: conoscere il luogo nel quale si vive significa poter riconoscere segnali, situazioni di pericolo e comportamenti corretti senza pensare alla Protezione Civile come a qualcosa di esterno rispetto alla vita quotidiana.
Un territorio fragile da conoscere prima dell’emergenza
La Costiera Amalfitana è uno dei territori più straordinari d’Italia dal punto di vista paesaggistico, ma presenta caratteristiche geomorfologiche che richiedono attenzione continua. Versanti ripidi, corsi d’acqua incassati, aree terrazzate e una forte presenza antropica rendono fondamentale la conoscenza delle dinamiche naturali.
“Sulle orme dell’acqua” nasce proprio dalla volontà di spiegare questi meccanismi direttamente sul territorio, osservandoli dal vivo e utilizzando un linguaggio accessibile. Non una lezione accademica, quindi, ma informazioni raccolte camminando, guardando il torrente Dragone, i versanti e le trasformazioni prodotte nel tempo dall’attività umana.
L’obiettivo è aumentare la consapevolezza dei singoli cittadini e trasformare chi abita un territorio esposto al rischio da semplice destinatario degli interventi di emergenza a soggetto capace di partecipare alla prevenzione.
Un concetto particolarmente importante anche per le nuove generazioni: la Protezione Civile non coincide soltanto con strutture, mezzi e istituzioni che intervengono quando il problema si è già manifestato. Anche i comportamenti quotidiani, la conoscenza dei luoghi e la capacità di reagire correttamente fanno parte dello stesso sistema di sicurezza.
Da Ravello ad Atrani lungo la Valle del Dragone
Il percorso partirà da Ravello, nell’area del parcheggio Al Ponte in Via Porta di Scala, a circa 350 metri sul livello del mare, e terminerà ad Atrani, in Piazza Umberto I, praticamente al livello del mare.
La passeggiata misura circa tre chilometri ed è classificata dal CAI con difficoltà T, il livello più semplice. Il primo chilometro sarà percorso lungo l’ex Statale 373, per poi proseguire sulla pedonale di Via Valle del Dragone.
L’accoglienza dei partecipanti è prevista dalle 16 alle 16.10, accompagnata dalla musica dell’Ensemble Arcadia, che seguirà l’intero evento.
Subito dopo il geologo Secondo Amalfitano introdurrà il percorso soffermandosi sul cosiddetto ventaglio di testa del bacino del Dragone, vale a dire il territorio che dal Ponte di Scala risale verso la cresta dei monti che delimitano la conca.
Il bar Al San Domingo di Ravello predisporrà un punto di ristoro per i partecipanti.
Il torrente Dragone osservato direttamente sul posto
La seconda tappa sarà all’incrocio della pedonale di Via Valle del Dragone con la strada per Pontone di Scala, nei pressi della Carrozzeria Cioffi.
Dopo l’intervento musicale, il geologo Antonio Apicella illustrerà le caratteristiche idrauliche e idrogeologiche del torrente Dragone, indicando gli elementi da osservare durante il tratto successivo della passeggiata.
Anche in questo punto sarà presente un ristoro, organizzato dal bar Klingsor di Ravello.
La terza sosta è prevista lungo Via Valle del Dragone, nei pressi di Villa Barbaro. Qui il geologo Rocco Guarino Antonio mostrerà direttamente ai partecipanti i segni dei fenomeni che interessano le aree laterali e le sponde del torrente, soffermandosi sulle condizioni dei versanti calcarei e terrazzati collegati alla pericolosità dell’intero bacino.
Il Bar Calce di Ravello garantirà un ulteriore punto di ristoro.
Ad Atrani il confronto sul dissesto idrogeologico
La tappa finale sarà Piazza Umberto I ad Atrani, dove l’Ensemble Arcadia accoglierà l’arrivo dei partecipanti.
Interverrà il sindaco di Atrani Michele Siravo, chiamato a fare il punto sugli interventi e sulle problematiche ancora aperte legate al dissesto idrogeologico.
Atrani occupa infatti la parte conclusiva del bacino del Dragone: è qui che possono concentrarsi gli effetti prodotti da fenomeni che hanno origine più a monte. Una condizione geografica che rende particolarmente evidente quanto la sicurezza debba essere affrontata considerando l’intero sistema territoriale e non soltanto il luogo nel quale si manifestano i danni.
Il geologo Riccardo Caniparoli riassumerà poi gli approfondimenti svolti durante il cammino, offrendo anche a chi parteciperà soltanto alla fase finale una lettura complessiva dei temi affrontati.
Dopo un nuovo intervento musicale sarà possibile rivolgere domande ai tecnici presenti.
Domenico Guida: prevenzione e responsabilità devono procedere insieme
A chiudere la parte scientifica sarà il geologo Domenico Guida, esperto di idro-geo-morfologia, con esperienze nelle attività emergenziali di presidio a Sarno e tra gli autori del PAI dell’ex Autorità di Bacino Destra Sele.
Il suo intervento sarà dedicato alle prospettive di sicurezza del territorio, ma anche alle responsabilità che riguardano cittadini e istituzioni.
Il messaggio dell’iniziativa è infatti molto concreto: diminuire il rischio significa lavorare sulle opere necessarie, sulla manutenzione, sulla programmazione e sul controllo del territorio, ma significa anche migliorare la preparazione di chi quei luoghi li vive ogni giorno.
Il ricordo di Francesca Mansi sedici anni dopo
Prima dei brani musicali conclusivi sarà dedicato uno spazio ufficiale alla memoria di Francesca Mansi, curato dall’Associazione Acarbio.
Il 9 settembre resta una data dolorosa per Atrani. Ricordare la giovane vittima dell’alluvione significa anche interrogarsi su quanto sia stato fatto negli ultimi sedici anni e su quanto rimanga ancora da realizzare affinché un territorio esposto a fenomeni naturali intensi disponga di strumenti, conoscenze e comportamenti adeguati.
Nella fase conclusiva dell’evento saranno presenti anche i punti di ristoro del wine e cocktail bar La Risacca e del bar ristorante Birecto di Atrani.
“Sulle orme dell’acqua” prova dunque a trasformare una giornata di memoria in un’occasione operativa: leggere i segni del territorio, comprendere come si muove l’acqua, conoscere i versanti, riconoscere le aree più esposte e capire quale possa essere il ruolo di ogni cittadino.
Per un territorio delicato come quello della Costiera Amalfitana la tutela non può essere affidata soltanto agli interventi successivi alle emergenze. La prevenzione comincia dalla conoscenza e dalla capacità di costruire, giorno dopo giorno, una maggiore cultura della sicurezza.
