La Lazio arriva all’appuntamento con il Milan con nove punti conquistati nelle prime tre giornate e soprattutto con una sensazione nuova rispetto alle incertezze dell’estate: la squadra di Gennaro Gattuso ha cominciato a costruire una propria identità. La vittoria per 2-1 sul campo dell’Udinese, ottenuta rimontando lo svantaggio con Frattesi e Gudmundsson, ha aggiunto un elemento importante alla partenza perfetta dei biancocelesti, perché ha mostrato una formazione capace di reagire senza perdere equilibrio e convinzione.
Alla vigilia della partita dell’Olimpico abbiamo raccolto le valutazioni di giornalisti, commentatori ed esponenti del mondo laziale. Ne emerge una Lazio osservata con interesse e con una fiducia che fino a poche settimane fa sarebbe stata difficile immaginare, anche se il buon rendimento della squadra non ha cancellato il confronto aperto fra una parte consistente della tifoseria e la società.
Turco: «Mi aspetto una Lazio aggressiva, coraggiosa e di carattere»
Il primo interrogativo riguarda inevitabilmente le scelte di Gattuso e l’atteggiamento con cui la Lazio affronterà una delle squadre costruite per competere ai livelli più alti del campionato.
Francesca Turco ritiene possibile una conferma sostanziale della squadra vista nell’ultima giornata: «Al momento non si sa quale sarà la formazione che Gattuso schiererà in campo, ma salvo infortuni e scelte a sorpresa dell’allenatore gli undici iniziali saranno gli stessi visti ad Udine. Per il resto mi aspetto sicuramente un approccio aggressivo, coraggioso e di carattere».
Il riferimento alla partita di Udine non riguarda soltanto gli uomini scelti dal tecnico. In Friuli la Lazio è riuscita a cambiare l’andamento della gara dopo essere passata in svantaggio, aumentando progressivamente pressione e pericolosità e trovando prima il pareggio di Frattesi e poi il gol della vittoria di Gudmundsson.
Sansolini: «Gonçalo Ramos può creare problemi, nella Lazio oggi il decisivo è Frattesi»
Ambra Sansolini, della testata “La Lazio è Grande”, individua in Gonçalo Ramos l’uomo del Milan al quale prestare particolare attenzione, anche in una fase nella quale l’attaccante non sta concretizzando tutto ciò che produce.
«Anche se in questo momento ha difficoltà a realizzare gol, per la capacità che ha di creare scompiglio alle difese avversarie dico Gonçalo Ramos. Per la Lazio sembra scontato, ma al momento il giocatore decisivo è Frattesi».
Il rendimento dell’ex centrocampista dell’Inter rappresenta probabilmente una delle indicazioni più interessanti di questo avvio di stagione. Frattesi ha segnato anche a Udine, trovando il terzo gol nelle prime tre giornate, e il suo modo di attaccare l’area sta diventando una risorsa importante nel 4-3-3 di Gattuso.
Ghezzi: «Voglio capire quanto questa Lazio saprà leggere la partita»
Stefano Ghezzi di Sportpress24 sposta invece l’attenzione sulla maturità della squadra. Il Milan rappresenta infatti un test diverso rispetto alle prime giornate, perché obbligherà i biancocelesti a gestire momenti e situazioni tattiche differenti.
«Mi incuriosisce capire che tipo di Lazio scenderà in campo, quale sarà l’atteggiamento, se avrà timore reverenziale nei confronti del Milan oppure se sarà spavalda, ma anche se avrà la capacità di leggere la partita in alcuni frangenti della gara».
È probabilmente uno dei temi tecnici più interessanti. La Lazio ha dimostrato energia e capacità di reazione, mentre contro il Milan dovrà verificare anche la propria capacità di scegliere i momenti nei quali alzare il ritmo e quelli nei quali difendere con maggiore attenzione gli spazi.
Capodaglio: «Il Milan ha molto più da perdere»
Franco Capodaglio di Radio Sei parte invece dalla classifica e dalla pressione che accompagna le due squadre.
«Mi aspetto una Lazio che se la giocherà a viso aperto in virtù dei nove punti conquistati fino ad ora, consapevole che, se c’è una squadra che ha tutto da perdere, questa è la squadra rossonera, costruita per altri obiettivi».
È una considerazione che fotografa bene la condizione psicologica con cui i biancocelesti arrivano all’appuntamento. La Lazio può misurarsi con il Milan sostenuta dai risultati ottenuti e senza la necessità di trasformare questa partita in un giudizio definitivo sul proprio campionato.
Marcolin: «A Udine ho visto una squadra che si divertiva»
Dario Marcolin, ex centrocampista della Lazio e oggi commentatore televisivo, ha apprezzato soprattutto la reazione mostrata nell’ultima giornata.
«Ho avuto l’impressione che la squadra in campo si divertisse e soprattutto che non abbia accusato il colpo dopo lo svantaggio, riuscendo ad avere una reazione immediata».
Una parte importante della sua analisi riguarda i nuovi arrivati: «Frattesi aveva una grande voglia di venire alla Lazio e di sentirsi leader. Su Gudmundsson la mia curiosità è vedere dove Gattuso lo schiererà in campo. Pinamonti, invece, giocando in un 4-3-3 deve muoversi molto e contro un Milan che attaccherà potrebbe trovare più spazi».
Il mercato estivo, accolto inizialmente con interrogativi comprensibili, sta dunque offrendo a Gattuso soluzioni differenti. Frattesi ha inciso immediatamente, Gudmundsson ha deciso la partita di Udine entrando dalla panchina e Pinamonti può beneficiare di una gara nella quale gli spazi potrebbero essere maggiori rispetto a quelli concessi da avversari maggiormente attendisti.
Maestrelli: «Partenza inaspettata, resto prudentemente ottimista»
C’è poi il giudizio di Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso, l’allenatore che condusse la Lazio al primo scudetto della propria storia.
«È stato un inizio un po’ inaspettato, ma dopo la sconfitta in Coppa Italia con il Mantova avevo comunque fiducia. Anche la prima Lazio con il babbo in panchina perse in casa, sempre in Coppa Italia, contro il Taranto. Per la prossima con il Milan resto prudentemente ottimista».
Il riferimento storico acquista un significato particolare proprio perché invita a non attribuire un valore definitivo a una singola partita. La Lazio era uscita dalla Coppa Italia contro il Mantova lasciando molti dubbi, ma il campionato ha raccontato finora una storia molto diversa.
Pulici: «La contestazione alla società non deve fermarsi»
I risultati del campo non hanno però chiuso la questione societaria. Gabriele Pulici, figlio di Felice Pulici, uno dei simboli della Lazio dello scudetto del 1974, ritiene che la posizione della tifoseria nei confronti della presidenza non debba essere modificata dalle vittorie della squadra.
«Sicuramente adesso non si deve mollare e bisogna continuare ad essere ancora più pressanti di prima. Speriamo che fra due settimane, con la sosta in campionato, possano esserci notizie importanti».
Nelle ultime settimane il rapporto fra Claudio Lotito e una parte consistente del tifo organizzato è rimasto molto teso. Gli stessi gruppi organizzati hanno manifestato la disponibilità a un eventuale confronto chiedendo però al presidente di riconoscere gli errori compiuti durante la sua lunga gestione.
Cardone: «Lotito non fa autocritica nemmeno adesso che le cose vanno bene»
Sul rapporto con la società interviene anche Giulio Cardone de “la Repubblica”, che individua proprio nella comunicazione del presidente uno degli elementi che continuano ad alimentare la distanza con una parte della tifoseria.
«Con la Lazio prima in classifica purtroppo si finisce sempre a parlare dello scontro fra tifoseria e società. Il presidente Lotito non fa mai autocritica, scusandosi davanti ad errori evidenti come le recenti dichiarazioni sulla storia della Lazio, ma anche adesso che le cose vanno bene tende a prendersi i meriti».
La questione è destinata quindi a rimanere aperta indipendentemente dal risultato con il Milan. Lotito nei giorni scorsi ha risposto alla contestazione richiamando proprio i risultati ottenuti dalla squadra, mentre una parte della tifoseria continua a distinguere nettamente il sostegno ai giocatori dal giudizio sulla gestione societaria.
Il Milan arriva dunque all’Olimpico come primo vero esame di alto livello per una Lazio partita molto meglio delle previsioni. Gattuso può contare sull’entusiasmo prodotto dalle tre vittorie, sulla crescita di alcuni nuovi acquisti e sulla possibilità di giocare senza il peso delle aspettative che grava invece maggiormente sui rossoneri.
Il risultato dirà qualcosa in più sul valore tecnico della Lazio, ma l’aspetto più interessante sarà verificare se le caratteristiche mostrate nelle prime giornate — intensità, capacità di reagire e partecipazione collettiva — sapranno reggere anche contro un avversario di maggiore qualità. Il campionato è appena cominciato e sarebbe prematuro trasformare la classifica di settembre in un pronostico sulla stagione. Dopo nove punti su nove, tuttavia, la Lazio si è conquistata il diritto di affrontare il Milan con ambizione e senza complessi.
