Rigenerazione dei territori

Amatrice, cammini e ciclovie nell’area del Cratere: il progetto della Regione Lazio

Nel piano trovano spazio alcuni dei cammini più significativi d’Italia, sia per valore storico che spirituale
Di Redazione
Ciclovia della Conca Reatina, cartello Cammino di San Francesco
Ciclovia della Conca Reatina, cartello Cammino di San Francesco

Un rilancio concreto

Ad Amatrice non si è parlato di commemorazioni o ricordi, ma di progetti e strumenti. In occasione della quinta tappa dell’iniziativa “In cammino nelle aree protette del Lazio”, l’assessore regionale alle Politiche di Ricostruzione e Infrastrutture, Manuela Rinaldi, ha presentato un piano operativo che guarda avanti: un sistema integrato di cammini e ciclovie, pensato per attraversare il cuore del cratere sismico e riattivare il territorio con un approccio sostenibile, accessibile e strategico.

Si tratta di un progetto di rigenerazione territoriale che punta a valorizzare le aree interne e montane della provincia di Rieti, attraverso la realizzazione o il completamento di una rete di oltre 600 chilometri tra sentieri, percorsi ciclopedonali e cammini religiosi. L’obiettivo non è solo infrastrutturale, ma economico e sociale: attrarre camminatori, cicloturisti e pellegrini, creando un ecosistema di mobilità dolce che parli con i territori e che li faccia ripartire.


I cammini coinvolti

Nel piano trovano spazio alcuni dei cammini più significativi d’Italia, sia per valore storico che spirituale. Il Cammino di San Francesco, quello di San Benedetto, il Cammino Naturale dei Parchi, il Sentiero Italia CAI, il Cammino di San Giuseppe, la Via delle Acque e l’itinerario europeo E1 rappresentano solo una parte dell’intelaiatura che verrà completata o riqualificata.

Questi percorsi non sono solo tracciati su carta, ma linee vive che attraversano comunità, natura, memoria e identità locale. Alcuni già praticabili, altri da armonizzare e rendere omogenei in termini di sicurezza, accessibilità e promozione. Il masterplan prevede una mappatura completa, realizzata anche con rilievi GPS, per identificare tratti critici, aggiornare la segnaletica e integrare i servizi di accoglienza lungo le tappe.


Un investimento per il futuro

L’intervento sarà coordinato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR Lazio), con un investimento iniziale di 5,6 milioni di euro, cui si aggiungono 25mila euro specificamente destinati alla parte tecnica: rilievi georeferenziati, sicurezza, segnaletica, sviluppo dell’app cartografica e coinvolgimento degli stakeholder locali.

Lo scopo è duplice: rendere questi cammini fruibili a un pubblico più ampio e costruire attorno a essi un modello replicabile di turismo lento. Gli strumenti non saranno solo fisici (sentieri e cartelli), ma anche digitali. Sarà realizzata una mappa interattiva accessibile da app, con aggiornamenti in tempo reale, servizi geolocalizzati e contenuti culturali utili a chi percorre i tracciati.


Coinvolgimento dei territori

Uno degli elementi centrali del progetto riguarda la partecipazione diretta dei territori. Il piano, infatti, non è calato dall’alto: enti locali, associazioni, operatori turistici e cittadini saranno chiamati a contribuire alla definizione degli itinerari e alla valorizzazione delle risorse disponibili, dalle strutture ricettive ai prodotti tipici.

Nel quadro più ampio dello sviluppo socioeconomico dell’area, il progetto si collega anche al nascente Biodistretto “Alto Lazio – Terra Viva”, con l’intenzione di connettere natura, agricoltura e turismo. Ogni cammino diventa così una porta d’accesso a un’esperienza più ampia: un modo per far conoscere borghi spesso ai margini delle rotte turistiche tradizionali, senza snaturarne l’identità.


Turismo di prossimità e sostenibilità

“La nostra regione ha bisogno di un modello di sviluppo che non sia più centrato sulle grandi infrastrutture, ma che parta dal territorio e dai suoi ritmi”, ha spiegato l’assessore Rinaldi durante la presentazione. “Il turismo di prossimità è una risposta concreta per le aree interne e una risorsa ancora poco esplorata per il Lazio”.

Il Piano è quindi anche una scommessa politica: uscire dalla logica emergenziale della ricostruzione e passare a un’azione sistemica, capace di garantire risultati duraturi. Gli itinerari non sono pensati come mete da cartolina, ma come elementi vivi di una rete da costruire in sinergia, con benefici diretti per le economie locali e per il benessere delle comunità.


Nuova narrazione delle aree del cratere

Il progetto dei cammini e delle ciclovie nel cratere sismico si presenta come un passaggio chiave in una nuova narrazione del territorio: non più solo terra di dolore e macerie, ma spazio di opportunità e rigenerazione. Un laboratorio a cielo aperto in cui sperimentare forme di turismo più rispettose, forme di mobilità più leggere e politiche pubbliche capaci di tenere insieme resilienza e sviluppo.

In una fase storica in cui molte aree interne rischiano l’abbandono, ogni chilometro tracciato è un filo teso tra passato e futuro. E se camminare può sembrare un gesto semplice, oggi diventa una scelta strategica per ridisegnare il paesaggio sociale ed economico del Lazio.

 
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Cronaca

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