Cecchino di Prati, svolta a Roma: si costituisce il 50enne sospettato di aver ferito due donne

Edoardo Ciardiello Crescimanno, 50 anni, disoccupato, si è costituito ai Carabinieri della Compagnia San Pietro
Di Simone Fabi
Carabinieri stazione di San Pietro
Carabinieri Compagnia San Pietro

È arrivata nella serata di mercoledì 16 settembre la svolta nelle indagini sugli spari che negli ultimi giorni hanno creato forte preoccupazione nel quartiere Prati. Il presunto “cecchino” di via della Giuliana si è costituito ai Carabinieri della Compagnia San Pietro, accompagnato dal proprio avvocato. Si tratta di Edoardo Ciardiello Crescimanno, 50 anni, disoccupato, indicato dagli investigatori come il possibile responsabile del ferimento della giornalista e scrittrice Cristina Stillitano e di almeno un altro episodio ai danni di una donna.

La sua posizione è ora al vaglio della Procura di Roma e gli accertamenti dovranno stabilire se siano riconducibili a lui anche le altre segnalazioni emerse negli ultimi giorni.

Il 50enne si presenta ai Carabinieri con il suo avvocato

L’uomo si è presentato nella caserma della Compagnia San Pietro insieme al legale di fiducia, l’avvocato Giampaolo Balzarelli, mettendosi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo quanto emerso nelle ore immediatamente successive, sarebbe stato proprio il difensore a convincerlo a scegliere la strada della costituzione, dopo aver insistito fin dalla mattina affinché affrontasse direttamente la propria posizione davanti agli investigatori. Il legale ha avuto anche un colloquio con il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini.

Il cinquantenne è stato ascoltato dalla pm Alessandra D’Amore. Restano ancora da chiarire le ragioni che avrebbero portato agli spari. Le prime ricostruzioni riferiscono che l’uomo sarebbe apparso confuso e, soprattutto, non sarebbe ancora emerso un movente in grado di spiegare una condotta che ha generato allarme in una delle zone più frequentate della Capitale.

La Procura sta valutando la configurazione giuridica dei fatti e tra le ipotesi che potrebbero essere prese in considerazione figura anche quella di tentato omicidio, ma gli accertamenti sono ancora in corso.

La carabina acquistata a settembre e la pista seguita dai Carabinieri

Uno degli elementi che avrebbe consentito agli investigatori di restringere rapidamente il campo è arrivato dal controllo delle vendite effettuate nelle armerie della zona. I Carabinieri hanno infatti ricostruito l’acquisto, avvenuto nei primi giorni di settembre, di una carabina ad aria compressa da parte di un uomo residente proprio in via della Giuliana. Da quel riscontro sarebbe partita la verifica sulla posizione del cinquantenne, inizialmente non reperibile e successivamente presentatosi spontaneamente in caserma.

La pista commerciale si è affiancata al lavoro tecnico svolto sul luogo degli spari. I militari avevano avviato controlli nelle abitazioni e acquisito testimonianze e immagini di videosorveglianza, mentre gli specialisti del Ris erano intervenuti in via della Giuliana per ricostruire la possibile traiettoria dei colpi. I rilievi tridimensionali e l’esame dei piombini rinvenuti nella zona servono ora anche per verificare se gli episodi segnalati possano essere attribuiti alla stessa arma e alla stessa persona.

Cristina Stillitano operata al Cto: estratto il proiettile dal braccio

Il caso era esploso dopo il ferimento di Cristina Stillitano, giornalista e scrittrice romana, raggiunta lunedì 14 settembre da un colpo mentre camminava in via della Giuliana. Il proiettile era rimasto conficcato nel tricipite sinistro ed è stato estratto nella mattinata di mercoledì 16 settembre al Cto di Roma. Il reperto è stato quindi sequestrato dai Carabinieri per gli accertamenti balistici.

Stillitano aveva raccontato di aver avvertito improvvisamente un forte dolore al braccio e di essersi accorta poco dopo del foro nella maglietta e della ferita. Il suo racconto aveva assunto un peso ancora maggiore dopo l’emergere di altre testimonianze relative a episodi analoghi avvenuti nella stessa strada.

Una seconda donna, la commercialista Angela Perrone, ha riferito di essere stata colpita al polpaccio venerdì scorso mentre percorreva via della Giuliana in direzione di piazzale Clodio. In quel momento aveva pensato a un episodio di scarsa importanza, ma dopo aver saputo quanto accaduto a Stillitano ha deciso di raccontare l’accaduto.

Gli altri episodi segnalati a Prati sono ancora da verificare

Nelle ultime ore erano emerse segnalazioni relative a diversi episodi, compresi colpi che avrebbero sfiorato alcune turiste. Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno parlato complessivamente di sette casi, ma su questo punto è necessaria prudenza: non tutti risultano formalmente denunciati e dovrà essere l’indagine a stabilire quanti siano effettivamente collegati e quanti possano essere attribuiti al cinquantenne che si è presentato ai Carabinieri.

La stessa dinamica degli episodi resta oggetto di analisi. I Carabinieri hanno concentrato gli accertamenti sull’area di via della Giuliana, raccogliendo piombini e altri elementi utili e verificando le possibili provenienze dei colpi. La ricostruzione scientifica delle traiettorie, insieme agli accertamenti sulla carabina acquistata all’inizio di settembre, dovrà fornire gli elementi necessari per attribuire con precisione le singole responsabilità.

La svolta dopo due giorni di indagini serrate

La costituzione del cinquantenne arriva al termine di due giornate di indagini particolarmente intense. Via della Giuliana era stata passata al setaccio, con verifiche negli edifici affacciati sulla strada e un’attività tecnica affidata anche agli specialisti del Ris. La Procura e i Carabinieri dovranno ora ricostruire non soltanto chi abbia sparato nei diversi episodi, ma anche il numero esatto dei colpi esplosi, le vittime realmente raggiunte e soprattutto il motivo di una condotta che, nel caso di Cristina Stillitano, ha provocato una ferita tale da richiedere un intervento chirurgico.

La costituzione di Edoardo Ciardiello Crescimanno segna dunque un passaggio decisivo dell’inchiesta, ma non la sua conclusione. Saranno gli accertamenti balistici, gli interrogatori e il confronto tra i diversi episodi segnalati a stabilire l’esatta estensione delle responsabilità e la contestazione definitiva che la Procura riterrà di formulare.

 
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