29 Novembre 2021

Pubblicato il

Gender Pay Gap

La parità salariale tra i sessi è legge, Lazio prima regione in Italia

di Redazione
Il Lazio è la prima Regione a legiferare sul tema della parità retributiva tra i sessi
parità salariale regione lazio
Disparità retributiva tra i sessi

Il contrasto alla disparità retributiva tra i sessi (cosiddetto gender pay gap), il sostegno all’occupazione e all’imprenditoria femminile di qualità e la valorizzazione delle competenze delle donne diventa legge per la prima volta in Italia. E’ accaduto al Consiglio regionale del Lazio che ha approvato la proposta presentata dalla consigliera Pd e presidente della commissione Lavoro e Pari opportunità, Eleonora Mattia.

Una legge dalla parte delle donne

“Il Lazio è la prima Regione a legiferare sul tema della parità retributiva e lo fa con una legge quadro che si occupa di lavoro femminile in maniera trasversale proponendo, anche grazie all’investimento di 7,6 milioni di euro per il triennio 2021-2023, su strumenti per contrastare il gap salariale partendo dalle cause che lo generano.

Una legge che si schiera dalla parte delle donne, ma che richiede l’aiuto di tutti, compresi gli uomini, per creare un’alleanza nel mondo del lavoro e nella società. Un’alleanza quanto mai urgente per garantire una ripresa che sia davvero sostenibile, paritaria, coraggiosa” dichiara Eleonora Mattia, prima firmataria della proposta di legge 182/2019.

Libere professioniste guadagnano 45% in meno dei colleghi

Se la contrattazione collettiva e i minimi retributivi contengono, almeno formalmente, il gap retributivo nel lavoro subordinato, la situazione è allarmante per le libere professioniste che nel Lazio, per esempio, guadagnano in media il 45% in meno dei colleghi uomini. Il bilancio dell’occupazione relativo all’anno 2020 per la Regione Lazio, secondo gli ultimi dati Istat ed Eures, si chiude con il -2% di occupati corrispondenti 47 mila unità perse. Di queste 33 mila sono donne per le quali infatti la contrazione del tasso di occupazione risulta maggiore con il – 1,5% a fronte del – 0,5% degli uomini.

Vuoi la tua pubblicità qui?Le pubblicità sostengono il servizio

“Ho presentato la proposta di legge prima della pandemia, oggi più che mai è urgente approvarla perché la crisi generata dal covid-19 non è stata uguale per tutte e tutti e in particolare le donne, che già soffrono una condizione strutturale di disuguaglianze nel mondo del lavoro, sono state duramente colpite“.

Vuoi la tua pubblicità qui?Le pubblicità sostengono il servizio

Women New Deal nel Lazio

In prima linea nella battaglia contro il covid-19, le donne sono impiegate soprattutto nei settori che più di tutti stanno vivendo la crisi, come quello dei servizi e della cura, spesso con contratti che danno poca sicurezza e stabilità. C’è poi tutto il tema della conciliazione dei tempi di vita e della difficile condivisione delle responsabilità di cura che si traducono in lavoro non retribuito. Un gap che nasce con la formazione e si protrae fino alla terza età con i differenziali di pensione.

“Noi oggi mettiamo in campo una serie di proposte per invertire questa tendenza in un percorso che viene da lontano e va lontano per costruire un Women New Deal nel Lazio. Una costellazione impegni seri e concreti al fianco delle donne che vogliono essere strumenti portatori di una visione che accompagna cambiamenti già in atto nella nostra società. 

Con questa legge scriviamo una bella pagina per il Lazio e per l’Italia, ma soprattutto per le nostre comunità e le tante donne che hanno dovuto fare un passo indietro, nel lavoro e non”, ha concluso Eleonora Mattia.

Cosa prevede la legge

La legge prevede nei 22 articoli dispositivi per il rispetto del principio di parità retributiva tra i sessi e il contrasto ai differenziali retributivi di genere. La permanenza, il reinserimento e l’affermazione delle donne, sia lavoratrici dipendenti che libere professioniste, nel mercato del lavoro. La valorizzazione delle competenze delle donne.

La conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro e l’equa distribuzione delle responsabilità di cura familiare. La diffusione di una cultura organizzativa non discriminatoria nelle imprese. La garanzia di regole per l’equa rappresentanza dei generi nell’accesso agli organi di amministrazione e di controllo.

 

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo

Posting....