La Lazio esce dal 2-2 contro il Milan con un punto importante, dieci punti conquistati nelle prime quattro giornate e soprattutto con la conferma di avere qualità, intensità e personalità sufficienti per affrontare una delle squadre più attrezzate della Serie A. Resta però un rimpianto evidente, perché sabato 12 settembre all’Olimpico i biancocelesti erano riusciti a costruire un vantaggio di due reti attraverso un primo tempo di altissimo livello, prima di concedere al Milan la possibilità di rientrare completamente nella partita nella ripresa. Cancellieri al 10’ e Noslin al 39’ avevano portato la squadra di Gennaro Gattuso sul 2-0; Diego Moreira, inserito nell’intervallo da Ruben Amorim, ha poi segnato due volte in pochi minuti, al 65’ e al 67’, restituendo equilibrio al risultato.
Il primo tempo della Lazio dice molto sul valore di questa squadra
Il risultato finale rischia di spostare l’attenzione soprattutto sulla rimonta subita, ma sarebbe un errore leggere la gara soltanto attraverso quei due minuti nei quali il Milan ha trovato il pareggio. La Lazio vista nella prima parte dell’incontro ha mostrato organizzazione, aggressività e capacità di arrivare con continuità negli ultimi trenta metri.
Il vantaggio nasce da un’azione sviluppata sulla sinistra, con Zaccagni capace di mettere il pallone davanti alla porta e Cancellieri rapido nell’anticipare Estupiñán. Il secondo gol arriva invece da un cross di Kenneth Taylor per Noslin: l’olandese colpisce inizialmente il palo e riesce poi a trasformare l’azione nel 2-0.
La Lazio aveva preparato la partita per togliere tempo e spazio alla costruzione milanista e per sfruttare immediatamente le difficoltà degli avversari nella gestione del pallone. Per lunghi minuti il piano ha funzionato. La squadra ha recuperato palloni in zone avanzate, ha accompagnato l’azione con diversi uomini e ha costretto il Milan a giocare lontano dalla porta di Mandas.
Alla vigilia Francesca Turco aveva indicato proprio in un approccio aggressivo, coraggioso e di carattere una delle caratteristiche che si sarebbe aspettata dalla Lazio. Il campo, almeno nella prima frazione, ha restituito esattamente quell’immagine.
Amorim cambia il Milan e la partita prende un’altra direzione
Ruben Amorim ha utilizzato l’intervallo per modificare profondamente la propria squadra. Moreira, Pulisic e Musah sono entrati dall’inizio della ripresa e il Milan ha guadagnato velocità, ampiezza e maggiore presenza offensiva. Reuters ha sottolineato come proprio le sostituzioni dell’allenatore rossonero abbiano cambiato l’andamento della gara.
Moreira è diventato il protagonista assoluto. Sul primo gol ha sfruttato il cross di Pulisic con una conclusione potente da posizione defilata; due minuti dopo, servito da Rabiot, ha trovato ancora la porta con il sinistro dal limite. Due reti concentrate in pochissimo tempo, sufficienti per cancellare il vantaggio costruito dalla Lazio in quasi un’ora di gioco.
Il problema per Gattuso riguarda soprattutto la differenza fra le due fasi della partita. La Lazio del primo tempo riusciva ad accorciare, accompagnare l’azione e tenere lontano il Milan dalla propria area; nella ripresa le distanze si sono progressivamente allungate e la squadra ha sofferto la qualità degli uomini entrati dalla panchina.
Lo stesso Gattuso, nel dopogara, ha spiegato di volere una Lazio capace di mantenere per novanta minuti la stessa intensità mostrata inizialmente, riconoscendo la qualità inserita dal Milan e il merito dei suoi giocatori nell’aver resistito dopo il doppio colpo subito in pochi minuti.
Cancellieri e Noslin danno risposte importanti a Gattuso
Dentro il pareggio rimane una serie di indicazioni positive che possono avere peso nel prosieguo della stagione. Cancellieri continua a offrire profondità e capacità di attaccare l’area. Noslin, oltre alla rete, ha lavorato con efficacia sul fronte offensivo. Zaccagni è stato determinante nella costruzione del primo gol, mentre Taylor ha partecipato direttamente al raddoppio.
Anche il centrocampo ha retto bene nella fase in cui la Lazio ha imposto il proprio ritmo. Belahyane ha garantito equilibrio e Frattesi ha dato dinamismo, inserimenti e presenza nelle zone nelle quali il Milan provava a uscire dalla pressione.
Il punto ottenuto porta la Lazio a quota 10 dopo quattro giornate. Al termine delle partite del sabato i biancocelesti occupavano il primo posto della Serie A, mentre il Milan saliva a otto punti.
È un dato che permette di valutare il pareggio con maggiore equilibrio. La squadra di Gattuso sta raccogliendo punti e mostrando una fisionomia riconoscibile. Allo stesso tempo, una formazione che vuole restare stabilmente nelle posizioni alte della classifica deve imparare a gestire meglio partite nelle quali riesce a conquistare un doppio vantaggio.
Il 2-2 lascia una domanda sulla crescita della Lazio
Gattuso può portarsi dietro dall’Olimpico una prestazione che per lunghi tratti conferma il buon avvio di campionato. Può anche utilizzare quanto accaduto nella ripresa come materiale prezioso per il lavoro delle prossime settimane.
La Lazio ha dimostrato di poter mettere seriamente in difficoltà il Milan attraverso ritmo, organizzazione e qualità offensiva. Deve adesso riuscire a prolungare quella qualità nell’arco dell’intera gara, soprattutto quando l’avversario modifica uomini e sistema di gioco.
A dieci punti dopo quattro giornate, la posizione di classifica resta molto positiva. Il vero passo in avanti consisterà nel trasformare prestazioni come quella del primo tempo di sabato in vittorie complete. Perché il 2-2 contro il Milan vale un punto, ma la partita dell’Olimpico ha mostrato che questa Lazio poteva ottenere molto di più.
