Ravello, al Caruso Agorà unisce Dieta Mediterranea, stelle e riscatto: una serata di sapori e storie

Al Caruso di Ravello Agorà 2026 riunisce produttori, Dieta Mediterranea, osservazione delle stelle e il Coro di Koreie contro la violenza di genere
Di Redazione
Agorà, all'Hotel Caruso di Ravello

Il 12 settembre 2026 il Caruso, A Belmond Hotel di Ravello, ha ospitato l’ultimo appuntamento stagionale di Agorà, il progetto dedicato alla Dieta Mediterranea che in quattro anni è cresciuto fino a riunire più di venti produttori, esperienze provenienti anche da fuori regione, divulgazione astronomica, musica e un intenso progetto sociale contro la violenza di genere. Nei Giardini Wagner il racconto del territorio è passato attraverso prodotti agricoli, vini, conserve, formaggi, salumi e specialità ittiche, ma ha trovato spazio anche sotto il cielo di Ravello, osservato attraverso i telescopi di AstroCampania, e nelle voci delle donne del Coro di Koreie, nato nell’ambito dell’attività dell’associazione Le Kassandre.

L’immagine che restituisce bene il senso dell’edizione 2026 è quella di Italo Risi, tra i primi produttori ad arrivare nel pomeriggio. Giovanissimo, scende dal furgone dopo il viaggio da Bojano, in provincia di Campobasso, affrontato con i prodotti di Matese Officinali e con la voglia evidente di raccontare il proprio lavoro. Sono poco più delle sedici e al Caruso si prepara una serata che, rispetto agli inizi, mostra ormai una dimensione molto più ampia.

Da Gioi Cilento a Ravello, come è cresciuta Agorà in quattro anni

Agorà era partita quasi in sordina quattro anni fa, con pochi produttori, in gran parte cilentani, e un numero ristretto di invitati. In quella fase ebbe un ruolo centrale Maria Teresa Scarpa, sindaco di Gioi Cilento, che contribuì a mettere in collegamento piccoli produttori e strutture capaci di valorizzarne il lavoro.

Uno dei momenti iniziali del progetto resta legato all’incontro nella lobby del Caruso tra la General Manager Iolanda Mansi e la stessa Maria Teresa Scarpa. Una stretta di mano accompagnata da assaggi, fichi ripieni, i tradizionali “‘mbaccati”, tisane, prodotti da conoscere e possibili abbinamenti da costruire. Da quel confronto nacquero collaborazioni, visite nelle aziende, fotografie, raccolte di testimonianze, approfondimenti sui tempi della produzione, sulle conserve, sulle ricette, sugli ingredienti e sulle aree interne del Cilento.

Quella prima rete si è trasformata progressivamente in un rapporto stabile. I produttori sono entrati in un circuito che punta sulla qualità, sul legame con i luoghi e sulla capacità delle piccole aziende di proporre lavorazioni riconoscibili, legate alla tradizione ma capaci anche di confrontarsi con un pubblico internazionale come quello che frequenta Ravello e la Costiera Amalfitana.

Il concetto stesso di Agorà è diventato nel tempo più ampio. La piazza evocata dal nome non coincide più soltanto con il Cilento e neppure con i confini della Campania. L’edizione del 12 settembre ha confermato l’apertura a provenienze diverse, mantenendo come criterio principale la qualità delle produzioni e la capacità di raccontare territori, competenze e identità gastronomiche.

Nei Giardini Wagner più di venti produttori e una piazza della Dieta Mediterranea

Alle diciannove il pubblico ha cominciato a raggiungere i Giardini Wagner. Agli ospiti è stata consegnata una shopping bag tematica contenente due dei prodotti poi proposti durante la serata. La discesa verso i giardini, accompagnata dai colori del tramonto sopra Ravello, conduceva alle piccole strutture in legno predisposte per accogliere le aziende presenti.

Ogni postazione raccontava una provenienza diversa. Mare, collina, montagna, produzioni agricole, conserve, formaggi, vini, salumi e lavorazioni ittiche costruivano un percorso nel quale la Dieta Mediterranea veniva presentata nella sua dimensione più concreta, attraverso chi coltiva, trasforma, conserva e porta sul mercato i prodotti.

Hanno partecipato Azienda Agricola Maida, Azienda Agricola Marco Rizzo, Funicchito Opere dal Cilento, Piccolo Salumificio di Gioi Cilento, Azienda Agricola Michele Ferrante, Azienda Agricola Le Formichelle, Nettuno Prodotti Ittici Conservati, Alici di Menaica di Donatella Marino, Azienda Agricola Biologica Sole di Cajani, Hera nei Campi, I Segreti di Diano Sapori Colti, Marisa Cuomo, Tesori del Matese, Caseificio Aurora, Azienda Vinicola San Francesco, Azienda Agricola Francesca Scairato, Associazione Cipolla di Vatolla, Azienda Agricola Biohope, Azienda Vinicola Teresa Mincione, Viticoltori De Conciliis, Vini Mastroberardino, Santoro Salumi d’Eccellenza, Biancometa, Matese Officinali, Oyster Oasis e Azienda Agricola Adolfo Grimaldi.

Una presenza ampia, che restituisce bene il percorso compiuto da una manifestazione nata con dimensioni molto contenute e arrivata oggi a coinvolgere produttori differenti per storia, specializzazione e territorio.

Ravello guarda Saturno: AstroCampania porta le galassie dentro Agorà

Nella parte più raccolta dei Giardini Wagner la serata ha cambiato prospettiva. Giuseppe Ruggiero e Simeone Pendolo, astrodivulgatori dell’associazione AstroCampania, con il supporto del presidente Massimo Corbisiero, hanno predisposto gli strumenti per l’osservazione del cielo.

All’inizio la luce residua del tramonto rendeva necessario aspettare. Con l’arrivo del buio, l’attenzione si è spostata progressivamente verso Saturno e i suoi satelliti, la Galassia di Andromeda e la Nebulosa Velo, resto di una supernova nella costellazione del Cigno.

L’astronomia è entrata così nel percorso della serata senza essere un elemento decorativo. L’osservazione del cielo ha aggiunto un altro livello al concetto di Agorà: una piazza nella quale la curiosità scientifica può convivere con la conoscenza gastronomica e con il racconto dei territori.

Per molti ospiti è stata anche l’occasione per osservare direttamente oggetti celesti spesso conosciuti soltanto attraverso fotografie o spiegazioni divulgative. Giuseppe Ruggiero e Simeone Pendolo hanno accompagnato il pubblico nell’individuazione dei principali corpi visibili, trasformando una parte dei Giardini Wagner in un piccolo osservatorio affacciato sulla notte di Ravello.

Il Coro di Koreie e la musica come percorso di uscita dalla violenza

Il momento più delicato della serata è stato affidato alla musica. Antonella Monetti, musicista conosciuta artisticamente come Dolores Melodia, ha guidato il Coro di Koreie, progetto legato all’associazione Le Kassandre, presieduta da Marianna Hasson e impegnata dal 2004 nel contrasto alla violenza di genere.

Il Coro di Koreie, finanziato dalla Fondazione Alta Mane Italia, lavora sul rapporto tra arte, emancipazione e recupero di autonomia personale. Le donne che ne fanno parte hanno alle spalle percorsi difficili e utilizzano il canto anche come strumento per ricostruire relazioni, fiducia e presenza nello spazio pubblico.

Al Caruso hanno cantato Tammurriata nera e ‘O Sarracino, coinvolgendo gli ospiti seduti ai tavoli e riportando l’attenzione su un aspetto che Agorà ha scelto di inserire pienamente nella propria narrazione: la cultura e la convivialità acquistano maggiore valore quando riescono ad accogliere anche esperienze umane che hanno attraversato la violenza e oggi possono essere raccontate attraverso la ripartenza.

La fisarmonica di Dolores Melodia ha accompagnato un’esibizione nella quale il messaggio sociale non ha avuto bisogno di sovrapporsi alla musica. Le protagoniste sono state presentate per ciò che erano quella sera: donne che cantavano, partecipavano e condividevano uno spazio pubblico insieme agli altri ospiti.

Agorà, una piazza che mette insieme territorio, cultura e relazioni

Alla serata hanno contribuito anche Maria Teresa Scarpa, Christian Cutino, Tony Lucido, Antonio Amato per AIS Campania Delegazione Amalfi e Vincenzo Falcone per AIS Campania Delegazione Amalfi, insieme ad AstroCampania, Le Kassandre e al Coro di Koreie.

Il valore acquisito da Agorà in quattro anni emerge proprio dalla varietà delle presenze. Il progetto non si limita più alla promozione dei prodotti, pur mantenendo nella Dieta Mediterranea e nella qualità delle aziende coinvolte il proprio punto di partenza. Attorno al cibo è stato costruito uno spazio nel quale convivono economia locale, agricoltura, accoglienza, divulgazione, musica e iniziative sociali.

Anche la collocazione nel Caruso contribuisce a mettere in relazione mondi che spesso restano separati. Da una parte una struttura alberghiera conosciuta a livello internazionale e inserita in uno dei luoghi simbolo della Costiera Amalfitana, dall’altra aziende agricole, produttori artigianali, piccole realtà territoriali e associazioni impegnate in ambiti molto diversi.

La serata del 12 settembre ha mostrato come questa relazione possa produrre un risultato concreto: i produttori hanno raccontato direttamente il proprio lavoro, gli ospiti hanno potuto conoscere le aziende attraverso l’assaggio e il confronto personale, mentre gli altri momenti hanno ampliato il programma oltre il perimetro strettamente gastronomico.

Alla fine, la definizione più precisa di Agorà resta quella di una piazza nella quale si sta insieme attraverso esperienze diverse. Il cibo è il punto di incontro iniziale, ma il significato della serata comprende molto altro: la possibilità di conoscere chi produce, osservare Saturno da un giardino di Ravello, ascoltare una fisarmonica e vedere un gruppo di donne trasformare un’esperienza dolorosa in una presenza condivisa e visibile.

È in questa capacità di collegare le persone che Agorà ha trovato, dopo quattro anni, la propria identità più riconoscibile.

Emilia Filocamo

 
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Cucina

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