Paolo Vuilleumier a Ravello ha una lunga esperienza amministrativa iniziata nel 1995, prima come consigliere comunale, poi come vicesindaco e infine come sindaco. Eletto per la prima volta alla guida del Comune nel 2011, è tornato a Palazzo Tolla nel 2021, dopo cinque anni trascorsi all’opposizione. Alla vigilia dell’ultimo tratto del mandato, il primo cittadino affronta le questioni che determineranno il futuro di uno dei borghi italiani più conosciuti nel mondo: la progressiva riduzione delle abitazioni disponibili per i residenti, la possibilità per i giovani di restare, il traffico lungo la Costiera Amalfitana, la tutela di un territorio fragile e la necessità di allungare la stagione turistica.
Nell’intervista, Vuilleumier rivendica la ristrutturazione dell’edificio scolastico, ricorda la decisione di riportare sul territorio la presidenza della Fondazione Ravello e spiega quale funzione dovrebbero svolgere l’Auditorium Oscar Niemeyer, Villa Rufolo e Villa Cimbrone. Parla inoltre del matrimonio di Ilary Blasi e Bastian Müller, celebrato di notte a Palazzo Tolla, e non scioglie la riserva sulle prossime elezioni comunali. «Non abbiamo ancora deciso», afferma, lasciando aperta sia l’ipotesi della ricandidatura sia quella di affidare la continuità amministrativa a una nuova figura.
La Ravello dell’infanzia e l’ingresso nella vita pubblica
Vergovich: Lei è nato a Roma, ma la sua vita personale e politica è profondamente legata a Ravello. In quale momento ha capito che questo borgo sarebbe diventato il centro della sua esistenza?
Vuilleumier: Non c’è stato un momento particolare. Ho sempre vissuto le vicende del paese in vari modi, partecipando alle associazioni e alla vita sociale e culturale. Nei piccoli centri si presentano maggiori occasioni per essere presenti anche nella compagine elettorale. I cittadini mi hanno dato la loro fiducia e, progressivamente, è cresciuta la mia presenza nella vita politica del paese.
Vergovich: Qual è la Ravello della sua infanzia e della sua giovinezza che oggi non esiste più?
Vuilleumier: Ravello negli anni è cambiata tantissimo. Era molto meno turistica, c’era un’affluenza minore e la vita era completamente diversa. La vocazione turistica è diventata progressivamente centrale per i cittadini e per l’economia locale. Prima esisteva anche una dimensione rurale e agricola, che con il tempo è andata scomparendo perché molte persone sono state assorbite dalle attività turistiche, intese in senso ampio. Negli anni si è verificato sicuramente un cambiamento profondo.
Vergovich: Quali persone hanno inciso maggiormente sulla sua formazione umana e sul suo modo di intendere il servizio pubblico?
Vuilleumier: Sicuramente la famiglia. Mio padre ha svolto attività politica ed è sempre stato presente, quindi in casa abbiamo respirato questa attenzione per la vita pubblica. Poi hanno avuto un ruolo le amicizie, mia moglie e il gruppo di persone con il quale sono cresciuto, che ha sempre mostrato una particolare sensibilità per la vita del paese. Bisogna avere a cuore il futuro del luogo nel quale si vive e ciascuno dovrebbe offrire il proprio contributo per conservarlo, farlo crescere e gestirlo correttamente. Credo che questo debba accompagnare i cittadini impegnati, a vario titolo, nel proprio paese o nella propria città.
Vergovich: C’è un luogo di Ravello al quale è particolarmente legato e nel quale torna quando ha bisogno di pensare, riflettere e stare da solo?
Vuilleumier: Mi piace passeggiare molto. Il territorio di Ravello si sviluppa dal livello del mare fino a circa 1.300 metri e offre numerosi percorsi. Non c’è un unico luogo.
Vergovich: Non c’è un posto particolare nel quale le piace tornare?
Vuilleumier: C’è la nostra frazione Sambuco, che è molto bella, con una passeggiata verso le campagne e il convento di San Nicola. È sicuramente uno dei percorsi che prediligo.
Vergovich: La sua esperienza amministrativa comincia nel 1995. Che cosa la spinse allora a candidarsi? C’era un problema di Ravello che voleva contribuire a risolvere?
Vuilleumier: Non avevo una simile lungimiranza. Era un momento particolare per il paese, nel quale si avvertiva la necessità di scendere in campo e mettere a disposizione la propria passione, le proprie capacità, l’entusiasmo e la voglia di fare qualcosa. Era una fase forse anche un po’ turbolenta della vita amministrativa. Mi chiesero se volessi candidarmi come consigliere comunale, accettai e da lì è partito tutto.
La scelta sulla Fondazione Ravello e la nuova scuola
Vergovich: Qual è stata la decisione più difficile presa da sindaco, quella che le ha fatto avvertire maggiormente il peso della responsabilità?
Vuilleumier: Le decisioni sono state tante e non è facile ricordare tutte le scelte. Alcune comportano l’indicazione di un nome oppure un cambiamento di direzione. Penso, per esempio, al momento in cui la presidenza della Fondazione Ravello era affidata al ministro Renato Brunetta e io dovetti scegliere un nuovo corso. In quella circostanza venne indicato il mio nome come presidente della Fondazione, per riconoscere un’importanza maggiore al territorio. Dovetti assumermi la responsabilità di dire di no a un presidente che allora era anche ministro e scegliere una strada che privilegiasse Ravello, attribuendo maggiore rilievo alla gestione locale.
Vergovich: Qual è invece l’intervento che, secondo lei, ha migliorato maggiormente la vita quotidiana dei residenti, pur avendo forse ricevuto meno attenzione pubblica?
Vuilleumier: Abbiamo puntato molto sulla realizzazione del nuovo edificio scolastico nel 2015. Avevamo a disposizione dei finanziamenti che avremmo potuto utilizzare per interventi di manutenzione ordinaria sul territorio, una scelta certamente più semplice e capace di produrre risultati immediati. Decidemmo invece di ristrutturare l’edificio scolastico, che risaliva al 1965, era ormai molto vecchio e presentava alcuni problemi statici.
Nonostante le perplessità degli uffici, scegliemmo di affrontare un percorso abbastanza complesso, perché i finanziamenti avevano delle scadenze e rischiavamo di perderli. Durante l’esecuzione dei lavori scoprimmo che una parte dell’edificio, costruita successivamente come ampliamento, presentava gravi problemi strutturali. Alla fine abbiamo restituito al paese una scuola moderna, comoda, confortevole e dotata di tutti i requisiti previsti dalla legge, nella quale i nostri ragazzi hanno potuto continuare a svolgere le lezioni.
Case vacanze e spopolamento, il problema delle abitazioni
Vergovich: Qual è oggi il problema sul quale riceve il maggior numero di segnalazioni da parte dei cittadini?
Vuilleumier: Esiste innanzitutto un problema di spopolamento, legato anche all’utilizzo delle abitazioni come case vacanze e strutture extralberghiere. Si sta verificando una riduzione del patrimonio abitativo disponibile per i residenti, che incide sulle condizioni di vita. Stiamo valutando se sia possibile introdurre qualche correttivo, anche se la normativa lascia ai Comuni uno spazio d’intervento piuttosto limitato.
Ci sono poi le condizioni della viabilità e della mobilità. Il numero delle automobili aumenta notevolmente e questo provoca problemi ai residenti, che hanno bisogno di utilizzare il proprio mezzo per muoversi e raggiungere il centro, considerando anche l’estensione del territorio comunale. La nostra azione è rivolta alla realizzazione di parcheggi e al controllo del territorio, con l’obiettivo di evitare il caos e la confusione.
I cittadini chiedono inoltre che Ravello sia curata e tenuta bene. Dobbiamo mantenere un’attenzione quotidiana sulla manutenzione, anche a causa dei fenomeni meteorologici intensi e delle grandi quantità d’acqua che possono cadere improvvisamente. Il nostro territorio è fragile e dobbiamo dedicare molta attenzione anche a questo aspetto.
Vergovich: Un giovane ravellese che vuole costruirsi una famiglia trova ancora casa, lavoro e servizi sufficienti oppure è costretto ad andarsene?
Vuilleumier: Per chi lavora nel settore turistico esistono sicuramente delle opportunità. La situazione è diversa per chi ha compiuto studi specifici e vuole esercitare una determinata professione: per queste persone possono aprirsi altre strade e spesso diventa necessario lasciare Ravello. Chi intraprende un percorso di studi mette probabilmente già in conto questa possibilità.
Dal punto di vista lavorativo, il territorio offre opportunità collegate alle attività presenti. Per quanto riguarda i servizi, tutta l’area sta cercando di investire nella realizzazione degli asili nido. Oggi, con entrambi i genitori impegnati nel lavoro, è importante disporre di strutture capaci di sostenere le famiglie, anche nei nuclei nei quali resta significativo l’aiuto dei nonni e degli altri familiari.
Esiste poi il problema del patrimonio abitativo del quale abbiamo parlato. Al momento può ancora soddisfare una parte delle richieste e i giovani hanno la possibilità di rimanere, ma la disponibilità delle case rappresenta certamente una questione sulla quale dobbiamo intervenire.
Mobilità in Costiera, l’ipotesi della Ztl territoriale
Vergovich: La regolamentazione delle targhe alterne ha prodotto risultati sufficienti oppure serve un sistema completamente diverso per la mobilità della Costiera Amalfitana?
Vuilleumier: Quest’anno in Costiera abbiamo avuto meno problemi, probabilmente per una minore affluenza o per un cambiamento nelle abitudini dei turisti. Stiamo puntando a un sistema di Ztl territoriale con il quale ridurre i flussi nei periodi più problematici, consentendo l’ingresso soltanto alle automobili autorizzate e a quelle che dispongono di un posto nel quale parcheggiare. L’obiettivo è creare una Ztl territoriale e pensare la Costiera come un’isola.
Vergovich: Ravello possiede una notevole forza attrattiva, legata soprattutto alla primavera, all’estate e ai primi mesi dell’autunno. È possibile favorire un turismo distribuito durante tutto l’anno, riducendo la concentrazione dei visitatori nei mesi estivi?
Vuilleumier: Ravello è attrattiva tutto l’anno perché la bellezza e il fascino dei luoghi rimangono, anche se vengono percepiti in modo diverso nelle varie stagioni. La bella stagione, le giornate più lunghe, il caldo, il sole e la bellezza del mare, che dominiamo dall’alto, favoriscono naturalmente le visite durante la primavera, l’estate e l’autunno.
Dobbiamo rafforzare il periodo compreso fra l’inizio della primavera e la fine di ottobre, cercando di estendere progressivamente la stagione. Anche novembre e dicembre offrono buone prospettive. I mesi più difficili restano gennaio, febbraio e una parte di marzo, nei quali le giornate sono corte e possono verificarsi condizioni climatiche avverse. Puntiamo ad arrivare a nove mesi effettivi di stagione turistica e sarebbe già un risultato molto importante.
La musica, il Festival e il rapporto con i residenti
Vergovich: Ravello è conosciuta nel mondo come Città della Musica. Questa identità coinvolge davvero i residenti oppure rischia di restare circoscritta agli eventi e ai visitatori?
Vuilleumier: I residenti sono molto consapevoli di questa realtà e la vivono per quanto possibile. Il nostro istituto comprensivo, per esempio, è a indirizzo musicale e possiede classi nelle quali i ragazzi vengono avvicinati alla musica. Nelle nostre attività cerchiamo di sensibilizzare le nuove generazioni verso la cultura e la musica.
La definizione di Città della Musica coinvolge naturalmente anche i turisti, che conoscono Ravello per il Festival, per il rapporto con Wagner e per le numerose iniziative che proponiamo durante l’anno. Organizziamo appuntamenti culturali e musicali, oltre all’intrattenimento estivo in piazza con la banda musicale, che riscuote un grande successo e trasmette allegria ai turisti e ai cittadini. Nel tempo questa sensibilità per la musica è entrata nell’animo dei ravellesi.
L’Auditorium Oscar Niemeyer e il turismo congressuale
Vergovich: Quale dovrebbe essere il ruolo dell’Auditorium Oscar Niemeyer durante l’intero anno?
Vuilleumier: L’Auditorium è innanzitutto una struttura al servizio del territorio e della città. Non avendo molti spazi disponibili, è importante disporre di un luogo al chiuso nel quale riunirsi e organizzare eventi destinati anche alla cittadinanza. Da questo punto di vista svolge molto bene la propria funzione.
In passato, durante l’inverno, abbiamo proposto anche delle stagioni cinematografiche per offrire ai residenti la possibilità di partecipare ad attività culturali senza doversi spostare per molti chilometri e raggiungere Salerno o Napoli. L’impiego dell’Auditorium per incrementare il turismo invernale è più complicato, perché dispone di circa quattrocento posti e non può quindi produrre da solo un ritorno economico sufficiente. Occorre intervenire con finanziamenti esterni.
La struttura ha invece un’importante funzione per il turismo congressuale, che produce effetti soprattutto nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre. Ravello viene scelta spesso per congressi, incontri scientifici e iniziative culturali. Durante le festività natalizie l’Auditorium viene utilizzato per eventi di richiamo, soprattutto nel periodo compreso fra il 29 dicembre e il 2 gennaio, con il concerto di Capodanno. Rimane da rafforzarne l’utilizzo negli altri mesi invernali, nei quali è più difficile individuare attività sostenibili.
Villa Rufolo e Villa Cimbrone, due simboli mondiali
Vergovich: Villa Rufolo e Villa Cimbrone sono due simboli conosciuti in tutto il mondo. Come si può fare in modo che la loro forza promozionale sostenga anche il resto del paese, le attività locali e i luoghi meno conosciuti?
Vuilleumier: Questo ruolo lo svolgono già in modo significativo. Ravello è conosciuta per la bellezza di questi importanti monumenti. Le numerose visite a Villa Rufolo producono inevitabilmente effetti su tutta la città e sulle attività economiche locali. Entrambe le ville esercitano già una funzione determinante per l’intero territorio.
Il matrimonio di Ilary Blasi e Bastian Müller a Ravello
Vergovich: Pochi giorni fa Villa Cimbrone ha ospitato il matrimonio di Ilary Blasi e Bastian Müller, che ha riportato Ravello all’attenzione nazionale. Che cosa rappresentano eventi di questo genere per l’immagine e per l’economia locale?
Vuilleumier: Hanno un buon valore. I personaggi italiani conosciuti dal grande pubblico producono una notevole attenzione mediatica. In questo caso sono arrivati molti giornalisti e operatori dell’informazione. Ravello, tuttavia, ospita frequentemente eventi legati a personalità celebri che preferiscono rimanere nell’anonimato e tutelare la propria riservatezza.
Questi appuntamenti generano un’affluenza specifica e producono una grande promozione delle nostre bellezze. Il matrimonio ha avuto sicuramente un effetto rilevante, come altre visite di personaggi conosciuti che hanno portato Ravello all’attenzione del pubblico. Il paese deve una parte della propria notorietà alle numerose personalità della musica e dell’arte che hanno soggiornato qui e ne hanno diffuso il nome e la bellezza nel mondo.
Vergovich: La cerimonia civile si è svolta dopo la mezzanotte a Palazzo Tolla, sede del Comune. È stato complesso conciliare la riservatezza degli sposi, l’attenzione mediatica e il funzionamento della sede comunale?
Vuilleumier: Non più di tanto. L’attenzione riguardava soprattutto il momento preciso nel quale si sarebbe svolta la celebrazione. Gli sposi hanno chiesto la massima riservatezza e noi l’abbiamo garantita, come facciamo con chiunque presenti una richiesta simile.
Ci hanno domandato di celebrare il matrimonio in un orario per loro più comodo, che permettesse una maggiore riservatezza. Abbiamo accolto la richiesta e fatto in modo di soddisfare il loro desiderio. Dopo avere valutato diverse possibilità, il rito è stato celebrato di notte dal vicesindaco, che ha dovuto naturalmente conciliare un orario fuori dall’ordinario con i propri impegni. Lo abbiamo fatto con piacere.
Anche i giornalisti presenti hanno compreso che si trattava di un momento personale e che bisognava rispettare la volontà degli sposi. Non abbiamo avuto particolari problemi.
Verso le elezioni comunali, Vuilleumier non scioglie la riserva
Vergovich: Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni comunali, sente di avere completato il lavoro iniziato nel 2021 e il programma di questo mandato?
Vuilleumier: Il lavoro non è stato completato, ma abbiamo sicuramente gettato le basi per il futuro. Abbiamo avviato una serie di progetti e un lavoro di organizzazione amministrativa che potranno produrre risultati nel prossimo quinquennio, consentendo a Ravello di crescere ancora.
Vergovich: Paolo Vuilleumier sarà ancora candidato alla carica di sindaco?
Vuilleumier: Non lo abbiamo ancora deciso. Stiamo valutando tutte le possibilità. Cercheremo naturalmente di mettere in campo le migliori potenzialità e la squadra più adatta a continuare ad amministrare, individuando anche la persona capace di ottenere il consenso dei cittadini.
La carica di sindaco presenta molti aspetti. Bisogna essere buoni amministratori e conoscere la materia, ma occorre anche restare vicini ai cittadini e comprenderne le esigenze. Sono numerose le qualità necessarie per essere sindaco di un paese, così come sono molte le responsabilità che ogni giorno bisogna assumersi.
Vergovich: Se decidesse di ricandidarsi, quale sarebbe la ragione principale per chiedere nuovamente la fiducia dei ravellesi?
Vuilleumier: La consapevolezza di avere amministrato bene, di avere creato condizioni di tranquillità e di avere contribuito a mantenere un paese non litigioso. Esiste un buon clima politico e amministrativo e c’è un grande rispetto per gli avversari. Chiederei la fiducia per il lavoro svolto e per avere predisposto le basi necessarie a raccoglierne i risultati nei prossimi anni.
La vita privata, le letture e il carattere del sindaco
Vergovich: Quanto spazio rimane nella giornata di un sindaco per la famiglia e per la vita privata?
Vuilleumier: Purtroppo poco. Con una buona squadra e validi collaboratori, con i quali dividere le attività, è possibile conservare qualche spazio. Il sindaco, però, deve restare a disposizione ventiquattr’ore su ventiquattro. Soprattutto nei piccoli paesi rappresenta un punto di riferimento per tutti. Sono necessarie una presenza e un’attenzione costanti, perché perdere il filo delle diverse questioni rende molto più difficile amministrare.
Vergovich: Quali sono le sue letture, la musica che ascolta e le attività che le permettono di recuperare energie?
Vuilleumier: Ascolto sicuramente la musica classica, anche per il rapporto con il nostro Festival, che seguo puntualmente. Per quanto riguarda le letture, mi interessano gli argomenti di attualità e la politica contemporanea.
Vergovich: C’è una lettura che si sente di consigliare ai nostri lettori?
Vuilleumier: Non indicherei un romanzo in particolare. Dipende dal momento della giornata e della vita, nel quale una persona può avere bisogno di qualcosa di più leggero oppure di maggiormente impegnativo. Sono abbastanza versatile. Seguo soprattutto la politica e l’attualità, quindi le mie letture si orientano spesso verso quel genere, ma non ho un titolo specifico da segnalare.
Vergovich: Quale qualità del suo carattere le è stata maggiormente utile nell’amministrazione e quale, invece, le ha creato qualche difficoltà?
Vuilleumier: La tranquillità, la pazienza, la disponibilità verso gli altri e la capacità di ascoltare sono state qualità importanti, insieme alla capacità di mediare fra esigenze diverse e comprendere i problemi dell’interlocutore. Mi hanno aiutato molto nello svolgimento di questa attività.
Non cerco la conflittualità e provo sempre a trovare una soluzione, senza perdere di vista l’obiettivo da raggiungere. Cerco di spiegare le ragioni che conducono a una determinata scelta. Questa capacità, insieme alla naturale disponibilità verso gli altri, mi ha aiutato nel lavoro amministrativo.
«Una Ravello autentica, al passo con i tempi senza stravolgersi»
Vergovich: Fra vent’anni quale Ravello vorrebbe consegnare ai suoi figli e ai giovani che oggi stanno decidendo se restare oppure partire?
Vuilleumier: Vorrei una Ravello capace di mantenere la propria autenticità e di restare al passo con i tempi senza stravolgersi, migliorando gli aspetti che ancora non funzionano e devono essere sistemati. Immagino una città rispettosa della propria tradizione e della propria storia, perché penso che questa sia la nostra maggiore forza.
Conservare l’autenticità può metterci al riparo dalle crisi e permettere ai nostri figli e ai nostri nipoti di continuare a vivere qui, beneficiando del lavoro compiuto in passato e portando avanti ciò che hanno fatto i nostri genitori.
Questo vale soprattutto per la salvaguardia del territorio, che rappresenta oggi l’aspetto più delicato. Mantenere la bellezza e l’integrità del nostro territorio è il compito sul quale dobbiamo continuare a lavorare con maggiore attenzione.
