Roma, bus e metro sempre più cari: +35,3% in un anno. Rieti prima in Italia per crescita dei pagamenti cashless

Nel Lazio si registra una forte accelerazione dei pagamenti digitali legati alla mobilità
Di Fabio Vergovich
Bus dell'Atac con servizio di pagamento a bordo
Bus dell'Atac con servizio di pagamento a bordo "Tap & Go"

A Roma il costo del trasporto pubblico cresce più che in qualsiasi altra grande città italiana presa in esame, mentre nel Lazio si registra contemporaneamente una forte accelerazione dei pagamenti digitali legati alla mobilità. È il doppio dato che emerge dall’Osservatorio Turismo e Mobilità Cashless di SumUp: nella Capitale il prezzo medio considerato per bus e metro è salito da 1,50 a 2,03 euro, con un aumento del 35,3% rispetto al 2025, mentre Rieti risulta la provincia italiana con la maggiore crescita della spesa cashless nel settore, pari al 102%. Un quadro nel quale compare anche Frosinone, prima provincia d’Italia per incremento dei pagamenti effettuati attraverso Tap to Pay, con un +77,1%.

Roma guida i rincari del trasporto pubblico: da 1,50 a 2,03 euro

Il dato che interessa direttamente milioni di romani e chiunque arrivi nella Capitale per lavoro o turismo riguarda anzitutto il prezzo degli spostamenti. Secondo l’analisi diffusa dall’Osservatorio, Roma registra un aumento del 35,3% rispetto al 2025, il più elevato fra le città analizzate, passando da un valore di 1,50 euro a 2,03 euro. Seguono Reggio Calabria, con un incremento del 20%, e Parma, con il 17,6%.

Il confronto nazionale mostra però una situazione articolata. Venezia resta la città con il valore medio più alto per il trasporto pubblico, pari a 3,80 euro, mentre Milano e Genova si attestano a 2,20 euro. Roma e Parma si collocano intorno ai 2 euro. All’estremo opposto compare Bari, con una media di un euro, seguita da Pescara con 1,10 euro e Cagliari con 1,30 euro.

Per Roma il punto più rilevante non è quindi essere la città dove il singolo spostamento costa di più in assoluto, quanto la velocità con cui il costo è aumentato. Una variazione superiore al 35% in un solo anno incide sulla percezione della mobilità urbana soprattutto quando il trasporto pubblico rappresenta un servizio quotidiano e non una spesa occasionale. Per lavoratori, studenti, famiglie e visitatori, il prezzo del biglietto entra direttamente nel costo complessivo della giornata trascorsa in città.

Il costo degli spostamenti pesa anche sul turismo

La mobilità è una delle voci che contribuiscono a determinare il costo reale di un viaggio. Alla spesa per alberghi, ristorazione, musei e servizi si aggiunge infatti quella necessaria per raggiungere aeroporti, stazioni e centro cittadino e per spostarsi durante il soggiorno.

Il confronto elaborato nell’ambito dell’Osservatorio mostra quanto possano essere ampie le differenze. Per una corsa in taxi collegata all’aeroporto si passa da una media di 10 euro a Parma ai 150 euro di Messina. Milano arriva a 114 euro, Udine a 100, Pistoia a 70 e Trieste a 60. Nella fascia più economica figurano invece Reggio Calabria con 12 euro, Bergamo con 16, Cagliari con 17 e Pescara con 20 euro.

Anche in questo settore i prezzi stanno cambiando. Fra le città considerate, Pistoia registra un incremento del 27,3% rispetto al 2025, Ancona del 21,4% e Palermo del 9,5%. Ne deriva una geografia italiana della mobilità molto differenziata, nella quale il luogo scelto per una vacanza o per un breve soggiorno può modificare sensibilmente il budget necessario agli spostamenti.

Rieti prima in Italia: la spesa cashless cresce del 102%

Se Roma emerge sul fronte dei rincari, un altro territorio del Lazio conquista il primo posto nazionale in una graduatoria completamente diversa. Rieti è infatti la provincia dove la spesa cashless legata alla mobilità è cresciuta maggiormente, con un incremento del 102% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Alle sue spalle si collocano Massa-Carrara con +84,9%, Lecco con +83,3%, Catania con +76,6% e Caltanissetta con +68,7%. Seguono Brindisi, Vibo Valentia, Cuneo, Bolzano e Treviso.

Il dato reatino è particolarmente significativo perché supera largamente la crescita media nazionale rilevata nel periodo estivo. Fra giugno e agosto 2026 la spesa digitale nella mobilità è infatti aumentata complessivamente del 17% rispetto agli stessi mesi del 2025.

A livello regionale è invece il Molise a registrare la crescita maggiore, con +91,4%, seguito dalla Sicilia con +40,1%, dalla Campania con +35%, dalla Sardegna con +34,9% e dal Trentino-Alto Adige con +31,5%.

Dal taxi al telefono: pagare senza contanti diventa normale

L’altra trasformazione evidenziata dai dati riguarda il modo nel quale viene effettuato il pagamento. Carte, smartphone e dispositivi contactless stanno progressivamente riducendo il ricorso ai contanti anche per spese di importo contenuto.

Una tendenza che era già evidente nelle precedenti rilevazioni SumUp: nel 2025 le transazioni cashless complessive nei principali settori analizzati erano aumentate del 27,5%, mentre il valore medio della singola operazione era diminuito. Un segnale dell’utilizzo sempre più frequente del pagamento digitale anche per acquisti quotidiani di modesta entità.

Nella mobilità questa evoluzione risulta ancora più immediata. Il passeggero può pagare un taxi senza cercare contanti, mentre l’operatore può incassare attraverso un normale smartphone compatibile. Tap to Pay consente infatti di accettare direttamente pagamenti contactless senza un dispositivo POS aggiuntivo.

Frosinone prima in Italia per crescita del Tap to Pay

Nel Lazio emerge anche un terzo dato di rilievo. La provincia di Frosinone guida la graduatoria nazionale della crescita dei pagamenti effettuati attraverso Tap to Pay, con un aumento del 77,1%.

Seguono Savona con il 75,7%, Perugia con il 59,3%, Venezia con il 58,6% e Como con il 55,2%. A livello nazionale la spesa attraverso questa modalità aumenta del 22%, mentre fra le regioni gli incrementi più elevati riguardano Umbria, Marche, Sicilia, Campania e Sardegna.

Il quadro laziale presenta quindi tre fenomeni distinti che meritano di essere letti insieme: Roma registra l’incremento più consistente del costo del trasporto pubblico, Rieti guida la crescita generale della spesa cashless nella mobilità e Frosinone quella dei pagamenti effettuati direttamente tramite smartphone.

Mobilità più digitale, ma il prezzo resta la questione principale

La diffusione dei pagamenti elettronici semplifica indubbiamente molti spostamenti. Il turista che arriva in una città può evitare il cambio di contante e ridurre i passaggi necessari per pagare servizi e trasporti; tassisti e altri operatori possono velocizzare le operazioni di incasso e diminuire la gestione fisica del denaro.

Umberto Zola, Direttore Performance Marketing di SumUp, sottolinea proprio come velocità e semplicità del pagamento siano ormai diventate parte dell’esperienza complessiva di viaggio. Per gli operatori, secondo l’azienda, gli strumenti digitali consentono inoltre di diminuire i tempi necessari alla gestione degli incassi e di semplificare alcune attività amministrative.

La tecnologia, tuttavia, non modifica la questione economica posta dai dati. A Roma il tema centrale rimane l’aumento del costo necessario per utilizzare bus e metro, soprattutto in una città nella quale il trasporto pubblico rappresenta ogni giorno uno strumento indispensabile per centinaia di migliaia di persone.

La crescita del cashless racconta dunque una mobilità italiana sempre più digitale; l’aumento dei prezzi racconta contemporaneamente quanto muoversi possa diventare più oneroso. Nel Lazio queste due tendenze appaiono con particolare evidenza: il primato di Rieti e Frosinone nell’espansione dei pagamenti digitali convive con quello di Roma sul fronte dei rincari.

 
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