Stazione Termini, afferra una bambina di sei anni e tenta di portarla via dalla metro: bloccata e arrestata

Roma Termini, una donna di 69 anni afferra una bambina di sei anni sulla banchina della metro e tenta di portarla via: arrestata dalla polizia
Di Lina Gelsi
Polizia alla Stazione Termini

Momenti di paura nella metropolitana della stazione Termini, a Roma, dove una bambina di appena sei anni è stata afferrata alle spalle da una donna che avrebbe cercato di allontanarla dalla madre e portarla via. L’intervento della Polizia di Stato ha consentito di bloccare immediatamente la donna, una cittadina somala di 69 anni, successivamente arrestata. La piccola si trovava insieme alla madre, una cittadina bulgara di 38 anni, in uno dei luoghi più frequentati e complessi del sistema di trasporto della Capitale.

La bambina afferrata alle spalle sulla banchina della metropolitana

La vicenda si è consumata all’interno della stazione Termini, nel settore della metropolitana, in una situazione che nel giro di pochi istanti ha assunto contorni estremamente preoccupanti. La bambina, sei anni, era con la madre quando la 69enne le si sarebbe avvicinata, afferrandola improvvisamente alle spalle e tentando di trascinarla con sé.

Un gesto repentino, avvenuto in uno spazio attraversato quotidianamente da migliaia di persone e nel quale la presenza continua di viaggiatori può rendere inizialmente difficile comprendere ciò che sta accadendo. In questo caso la situazione è stata individuata e l’intervento della polizia ha impedito che la donna riuscisse ad allontanarsi con la minore.

La bambina è stata quindi sottratta alla presa della 69enne e riconsegnata alla madre. Per la donna fermata sono scattati gli accertamenti e successivamente l’arresto. Spetterà all’autorità giudiziaria stabilire l’esatta qualificazione giuridica della condotta contestata e ricostruire ogni passaggio dell’episodio.

Gli investigatori dovranno chiarire perché la 69enne abbia cercato di portare via la piccola

Uno degli aspetti che dovranno essere approfonditi riguarda il movente del gesto e le condizioni nelle quali la donna abbia agito. Sarà necessario comprendere se la 69enne conoscesse in qualche modo la madre o la bambina, oppure se l’avvicinamento sia stato del tutto casuale, oltre a verificare ciò che è accaduto nei minuti precedenti.

Gli accertamenti potranno inoltre consentire di ricostruire con precisione gli spostamenti della donna all’interno della stazione e di acquisire eventuali immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area metropolitana. In una struttura come Termini, dove si incrociano linee ferroviarie, metropolitane, autobus e collegamenti con gli aeroporti, le telecamere costituiscono uno strumento importante per ricostruire episodi avvenuti in pochi secondi e in mezzo a un flusso continuo di persone.

Al centro della vicenda rimane soprattutto una bambina di sei anni che si è trovata improvvisamente coinvolta in una situazione potenzialmente molto grave. La presenza della madre e il rapido intervento degli agenti hanno consentito di fermare la 69enne prima che riuscisse ad allontanarsi.

Termini resta uno dei punti più delicati per la sicurezza a Roma

L’episodio torna inevitabilmente ad attirare l’attenzione sulla stazione Termini e, in particolare, sui livelli di controllo nelle aree della metropolitana, dove nelle ore di maggiore affluenza possono concentrarsi contemporaneamente migliaia di passeggeri, pendolari, turisti e persone dirette verso i collegamenti ferroviari.

La grandezza della stazione e la quantità dei flussi rendono Termini un luogo nel quale la prevenzione richiede una presenza costante delle forze dell’ordine, non soltanto per contrastare furti, rapine e spaccio, ma anche per intervenire rapidamente davanti a comportamenti imprevedibili che possono mettere in pericolo persone particolarmente vulnerabili.

Negli ultimi mesi l’area della principale stazione romana è stata interessata ripetutamente da controlli e operazioni delle forze dell’ordine, comprese attività specifiche nella rete metropolitana. Il lavoro degli agenti della PolMetro assume particolare importanza proprio nelle banchine, nei corridoi e nei punti di interscambio nei quali la densità dei passeggeri può favorire situazioni difficili da individuare immediatamente.

L’episodio della bambina di sei anni aggiunge un elemento diverso rispetto ai reati più frequentemente associati alle grandi stazioni. Qui non si parla di un portafoglio sottratto nella confusione o di una borsa strappata, ma di una minore che, stando alla ricostruzione dell’accaduto, sarebbe stata fisicamente afferrata da una sconosciuta intenzionata a portarla con sé.

La rapidità dell’intervento ha evitato conseguenze ulteriori. Rimane ora da chiarire l’intera dinamica e soprattutto quale fosse l’intenzione della donna arrestata. Come previsto dall’ordinamento, nei suoi confronti vale la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità.

 
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