Il pellegrinaggio
Ogni anno, a giugno, le vie dei monti Simbruini si animano di una moltitudine silenziosa ma determinata. Sono i pellegrini diretti a Vallepietra, piccolo comune in provincia di Roma che ospita il Santuario della Santissima Trinità, uno dei luoghi di culto più antichi e sentiti dell’Italia centrale. Migliaia di persone partono da borghi e città di Lazio, Abruzzo e Campania per percorrere a piedi decine di chilometri. Molti camminano di notte, tra canti, passi lenti e preghiere sussurrate.
Il Santuario, incastonato a 1.350 metri d’altitudine, custodisce un’affresco rupestre dell’XI secolo raffigurante le Tre Persone della Trinità. Si entra scalzi nella grotta, preceduti dai gonfaloni delle compagnie, intonando l’inno “Evviva la Trinità”, in un rituale che mescola spiritualità e identità collettiva.
Il programma
Il pellegrinaggio culmina tra venerdì 13 e domenica 15 giugno. Già dal tardo pomeriggio di venerdì, le compagnie cominceranno a salire al Santuario: a piedi per chi mantiene viva la tradizione più antica, con i pullman per i fedeli impossibilitati al cammino. Sabato mattina, dalle 7:00, sarà possibile seguire l’arrivo e l’ingresso delle compagnie anche in diretta streaming sul sito ufficiale del Santuario (www.santuariovallepietra.it) e sulle sue pagine social.
Il momento più atteso sarà la Santa Messa solenne delle 18:30 di sabato 14 giugno, presieduta dal vescovo Ambrogio Spreafico. Un appuntamento che rappresenta il cuore spirituale del pellegrinaggio.
A seguire, alle 20:30, la tradizionale processione con il quadro della Trinità attraverserà il borgo di Vallepietra. L’immagine sacra sarà accompagnata dai pellegrini e dai responsabili delle compagnie, in un momento che unisce preghiera collettiva e memoria popolare.
La “Lauda del pianto delle Zitelle”
Domenica 15 giugno, fin dalle prime ore dell’alba, il Santuario ospiterà una delle espressioni liturgiche più antiche della tradizione locale: la “Lauda Sagra del Pianto delle Zitelle”. Si tratta di un canto sacro eseguito da un gruppo di giovani donne, che celebra la devozione e la penitenza attraverso una narrazione musicale struggente.
Il canto inizierà alle 6:30, seguito dalle celebrazioni eucaristiche. La Messa delle 9:30 concluderà la fase liturgica ufficiale della Festa, anch’essa trasmessa in streaming per permettere a tutti i devoti di partecipare, anche a distanza.
Un luogo che parla al cuore di generazioni diverse
Per molti pellegrini, la salita a Vallepietra non è solo un atto religioso, ma un’esperienza che segna profondamente il corpo e lo spirito. Non è raro incontrare tre generazioni di una stessa famiglia in cammino insieme: nonni, genitori e figli che condividono la fatica e l’attesa, dormono sotto le stelle e affrontano le salite con la stessa convinzione di chi, nei decenni passati, ha tracciato quei sentieri a piedi nudi.
Don Alberto Ponzi, rettore del Santuario, ha sottolineato il significato profondo di questo appuntamento: «Il richiamo esercitato da questo luogo è sempre grande. La Fede, qui, si intreccia con la bellezza della natura, e ogni pellegrino sente di appartenere a qualcosa che lo supera, che lo accoglie e lo trasforma».
Un patrimonio spirituale e culturale vivo
Oggi il pellegrinaggio a Vallepietra è anche una testimonianza di comunità vive, che resistono all’erosione della modernità mantenendo viva una tradizione secolare. Ogni compagnia ha il suo rito di partenza, i suoi canti, il suo programma. Le pagine Facebook locali sono da settimane in fermento, con locandine e aggiornamenti che testimoniano quanto questo evento sia atteso.
Vallepietra, in quei tre giorni, non è solo un luogo: diventa un simbolo. Di una fede popolare ancora radicata, di una memoria collettiva condivisa e di un senso del sacro che sopravvive al tempo, al consumo, alle mode.
Chi ha già fatto questo cammino sa che non è solo il corpo a raggiungere la vetta. È soprattutto lo spirito che, passo dopo passo, si ritrova.