Tradizione tramandata da generazioni

Vallepietra, soccorso un pellegrino infortunato sul sentiero del Santuario della Santissima Trinità

L'intervento di Vallepietra riporta l’attenzione sull’importanza della prevenzione anche nelle attività all’apparenza semplici come una camminata
Di Lina Gelsi
Elisoccorso Alpino
Elisoccorso Alpino (Foto di archivio)

Un sentiero millenario e un imprevisto

Nel tardo mattino di sabato 14 giugno, lungo uno dei percorsi più suggestivi del Lazio, si è reso necessario l’intervento del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Un uomo di 67 anni, impegnato nella salita al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra (Rm), è scivolato accidentalmente lungo un tratto di sentiero con fondo irregolare, riportando una sospetta frattura a una gamba.

Il sentiero, che collega il borgo con il Santuario incastonato tra le pareti rocciose dei Monti Simbruini, è battuto ogni anno da centinaia di pellegrini e camminatori. Molti di loro scelgono questo percorso per devozione, altri per il fascino paesaggistico, ma le condizioni ambientali richiedono sempre attenzione. E nei tratti più esposti, un attimo può bastare per trasformare il cammino in emergenza.


La macchina dei soccorsi

A ricevere la chiamata d’allarme è stata la centrale operativa del 118, che ha immediatamente attivato l’eliambulanza della Regione Lazio. A bordo, un’équipe composta da un medico, un infermiere e il tecnico di elisoccorso del CNSAS. Una volta localizzato il paziente, bloccato in una zona impervia non raggiungibile con mezzi da terra, il team è intervenuto con una procedura ormai rodata ma non per questo semplice: stabilizzazione sul posto, posizionamento in barella e recupero con verricello.

L’intera operazione, durata poco meno di un’ora dal primo allarme al decollo dell’elicottero, ha permesso di trasportare l’uomo in sicurezza al Policlinico Tor Vergata di Roma per gli accertamenti e le cure necessarie. Secondo le prime valutazioni mediche, le condizioni del paziente sono stabili.


Il Santuario della SS. Trinità

Il Santuario della Santissima Trinità, meta finale del pellegrinaggio, è uno dei luoghi simbolici del culto popolare del Centro Italia. Ogni anno, soprattutto nel mese di giugno, accoglie migliaia di fedeli provenienti da Lazio, Abruzzo e Campania. Il cammino verso il santuario è un rito che unisce spiritualità e resistenza fisica: alcuni percorrono il tragitto scalzi, altri si aggregano a gruppi organizzati, tutti seguono una tradizione che si tramanda da generazioni.

Proprio per la natura del sentiero – stretto, irregolare, con tratti esposti e senza parapetti – le autorità consigliano sempre di affrontarlo con equipaggiamento adeguato e in buone condizioni fisiche. L’episodio di sabato dimostra ancora una volta quanto anche i percorsi conosciuti e ben segnalati possano nascondere insidie, soprattutto per chi ha qualche fragilità fisica o non è abituato a camminare in ambiente montano.


Soccorso Alpino del Lazio, una rete essenziale

L’intervento su Vallepietra è solo uno dei tanti che il Soccorso Alpino e Speleologico del Lazio gestisce ogni anno. Si tratta di una realtà altamente specializzata, attiva sia in ambiente montano che in contesti speleologici, in grado di operare in collaborazione con il 118 in situazioni critiche dove la rapidità d’azione è determinante.

Tecnici, medici, infermieri e volontari lavorano in sinergia, coprendo un territorio vasto e morfologicamente complesso. La loro presenza diventa cruciale in aree come il Parco Naturale dei Monti Simbruini, dove la bellezza dei luoghi si accompagna spesso alla difficoltà di accesso per i mezzi di soccorso tradizionali.


La sicurezza sui sentieri

Il caso di sabato riporta l’attenzione sull’importanza della prevenzione anche nelle attività all’apparenza semplici come una camminata. Prima di affrontare un itinerario in montagna, anche se ben segnalato o apparentemente “accessibile”, è fondamentale informarsi sulle condizioni del tracciato, sull’altimetria, sull’equipaggiamento necessario e, se possibile, non percorrerlo da soli.

Ogni anno, in Italia, centinaia di interventi riguardano escursionisti sorpresi da maltempo, colti da malori o semplicemente impreparati alle caratteristiche del sentiero. Il lavoro del CNSAS si affianca così a una cultura della montagna che deve diventare sempre più diffusa: rispetto per l’ambiente, preparazione fisica e tecnica, e capacità di valutare i propri limiti.

 
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Cronaca

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