Valmontone, allarme via Casilina: tre ragazze fermano anziani in auto e chiedono soldi o passaggi

Di Simone Fabi
Valmontone
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Lunedì 9 febbraio 2026, a Valmontone, diverse segnalazioni raccolte in città indicano la presenza di tre giovani donne che avrebbero fermato auto in transito, soprattutto guidate da persone anziane, chiedendo denaro “per mangiare” oppure un passaggio.

Gli avvistamenti più recenti le collocano lungo via Casilina, direzione quartiere Sant’Anna, con un particolare che torna in più racconti: vestiti chiari e movimento “a ventaglio”, due ragazze su un lato della carreggiata e una sull’altro, così da intercettare più facilmente i veicoli che rallentano.

Segnalazioni a Valmontone: richieste di soldi e passaggi, anziani nel mirino

Chi ha chiamato o scritto per segnalare l’episodio descrive un approccio diretto, senza particolari esitazioni: le ragazze si avvicinerebbero alle auto, fanno cenno di fermarsi e provano ad aprire un contatto rapido, insistendo su una richiesta d’aiuto. In alcuni casi, la domanda sarebbe stata “due euro per mangiare”, in altri un passaggio non meglio precisato.

In base alle ricostruzioni informali, la zona indicata è quella verso Sant’Anna, nei pressi della rotatoria all’altezza del campo sportivo comunale, punto di passaggio dove molti automobilisti rallentano e possono sentirsi “costretti” a interagire.

Via Casilina e Sant’Anna: dove si concentrano gli avvistamenti

Il dettaglio della direzione verso Sant’Anna e la scelta di un’arteria come la Casilina non è casuale: strade con flusso costante e tratti dove si riduce la velocità offrono più occasioni di aggancio, soprattutto con persone sole alla guida. Diverse segnalazioni riferiscono che l’obiettivo apparente sarebbero i conducenti anziani, perché più inclini a fermarsi per educazione o per timore di sembrare indifferenti.

In questi scenari, anche pochi secondi di distrazione possono diventare l’occasione per sottrarre un portafogli, aprire uno sportello, prendere una borsa appoggiata sul sedile o tentare un raggiro più strutturato.

Un metodo già noto: come funzionano i raggiri su strada

Le forze dell’ordine conoscono da tempo i tentativi di truffa “a bordo strada”: spesso l’approccio parte con una richiesta semplice, poi si alza la pressione psicologica con frasi concitate, richieste insistenti o una storia costruita in modo da impietosire. Il rischio non riguarda solo la consegna di denaro: la persona che si ferma può essere indotta ad abbassare il finestrino, sbloccare le portiere o scendere dall’auto, lasciando oggetti incustoditi.

In altre situazioni, la presenza di più persone permette manovre rapide: una parla, l’altra si muove sul lato opposto, la terza osserva o prova a intervenire nell’abitacolo.

Cosa fare se succede: consigli pratici per evitare truffe e borseggi

La prima regola è semplice: non fermarsi se l’approccio avviene in modo improvviso e insistente, soprattutto in punti isolati o vicino a parcheggi, aree di servizio, rotatorie e incroci dove si rallenta. Se qualcuno si avvicina, è consigliabile tenere finestrini chiusi e portiere bloccate, senza aprire nemmeno “solo per ascoltare meglio”.

Se la richiesta d’aiuto diventa pressante, non bisogna cedere alla fretta: meglio proseguire verso un luogo sicuro e illuminato, come una stazione di servizio, un punto con presenza di altre persone o un presidio pubblico.

Mai far salire estranei in auto: anche quando la richiesta sembra innocua, la presenza nell’abitacolo aumenta il rischio di sottrazione di portafogli, telefoni, documenti e borse. Attenzione anche quando si sta per ripartire dopo una sosta: avvicinamenti con scuse (elemosina, vendita di piccoli oggetti, richiesta di indicazioni) possono essere usati per distrarre e agire in un attimo.

Chiamare subito il 112: la segnalazione è la vera difesa

In caso di comportamenti sospetti, la cosa più utile è contattare immediatamente il 112, fornendo posizione precisa, direzione di marcia, descrizione delle persone e dettagli utili (abbigliamento, numero di soggetti, eventuali gesti o frasi). Anche una segnalazione “semplice” può aiutare a indirizzare le pattuglie e prevenire episodi successivi.

Se si ha paura o ci si sente sotto pressione, non bisogna discutere: si prosegue, si mette distanza e si chiama. Valmontone, come molte realtà del territorio, vive di relazioni e fiducia, ma in strada vale una prudenza in più, soprattutto quando il bersaglio sono anziani e persone vulnerabili.

 
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