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Stadio della Roma, salta l’avvio dei sondaggi a Pietralata: tensioni e protesta fermano i carotaggi

La mobilitazione di cittadini e attivisti impedisce l'inizio delle operazioni previste per il 12 maggio. Il cantiere, per ora, resta fermo
Di Giovanni Montella
Roma, particolare del progetto del nuovo stadio in un video di presentazione diffuso dalla società
Roma, particolare del progetto del nuovo stadio in un video di presentazione diffuso dalla società

Dovevano partire nella mattinata di oggi, lunedì 12 maggio, i rilievi archeologici indispensabili per avviare l’iter del nuovo stadio della Roma nel quartiere di Pietralata. Ma i mezzi e gli operai incaricati di avviare i primi carotaggi non hanno potuto nemmeno iniziare: l’arrivo di decine di manifestanti ha bloccato l’accesso all’area e costretto gli addetti ai lavori a sospendere le operazioni.

Stadio della Roma, sit-in per proteggere un’area boschiva: cosa è successo

Il presidio era stato annunciato, e puntualmente si è presentato nell’area indicata per il futuro impianto. Tra i presenti, numerosi residenti del quartiere, insieme ad alcuni rappresentanti del Movimento 5 Stelle e di Potere al Popolo. Al momento dell’arrivo del camion con le attrezzature, la situazione si è rapidamente irrigidita. Le forze dell’ordine hanno cercato di agevolare il passaggio del mezzo, ma una parte dei manifestanti si è seduta per terra, impedendone fisicamente l’avanzata. La scena ha generato attimi di tensione, seppur contenuta.

Dopo qualche tentativo di mediazione, la decisione presa è stata quella di interrompere tutto. Il camion è stato fatto tornare indietro, e al suo posto è arrivata un’ambulanza, allertata per prestare eventuali cure a chi fosse rimasto coinvolto nei momenti più concitati. Non si segnalano feriti gravi, ma l’episodio ha comunque richiesto l’attenzione dei soccorritori. L’intervento bloccato era stato richiesto formalmente dall’AS Roma al Comune, come primo passo tecnico verso l’attuazione del progetto. Ma ancora una volta, a Pietralata, il percorso si complica.

La contestazione non è nata oggi. Nei giorni precedenti, infatti, il Movimento 5 Stelle aveva depositato un esposto presso i Carabinieri Forestali, firmato dall’eurodeputato Dario Tamburrano, dal consigliere comunale Daniele Diaco e da Stefano Rosati, consigliere municipale. Il documento richiama l’attenzione sulla presenza, nell’area interessata, di un’area verde spontanea che – secondo una perizia agronomica – avrebbe le caratteristiche di un vero e proprio bosco urbano. Proprio gli autori dell’esposto erano presenti al sit-in, e tra striscioni e cartelli che difendevano il verde del quartiere, hanno ribadito la loro opposizione al progetto. È un fronte attivo da mesi, che continua a chiedere una revisione dei piani per evitare quello che ritengono uno scempio ambientale.

Al termine della protesta, i tre esponenti del Movimento 5 Stelle hanno rilasciato una nota congiunta, parlando di “una pagina amara per Roma” e accusando l’amministrazione di aver gestito in modo confuso l’intero processo. “Il bosco di Pietralata è ancora intatto, ma a quale prezzo?”, si sono chiesti Tamburrano, Diaco e Rosati. Secondo loro, l’assenza di confronto con cittadini e comitati ha esasperato gli animi, rendendo inevitabili tensioni come quelle vissute oggi. Hanno quindi sollecitato l’avvio immediato di un tavolo di confronto tra l’amministrazione e le realtà che si oppongono all’impianto, nella speranza che il dialogo possa sostituire la contrapposizione.

 
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