E’ italiano il nuovo farmaco che combatte l’obesità: la Tirzepatide ottiene livelli di perdita di peso mai raggiunti

E' una notizia rivoluzionaria che avrebbe un impatto significativo sulla vita di quasi 6 milioni di persone in Italia in lotta con l'obesità
Di Lina Gelsi
Obesità, persona obesa
Obesità, pexels, Karolina Grabowska

Immaginate un mondo in cui perdere circa 23 chili e ridurre di 18,4 centimetri il girovita in poco più di un anno non è solo un sogno ma una realtà. È proprio quello che promette di realizzare Tirzepatide, l’ultima arma contro l’obesità a emergere nel segmento farmacologico, gentilmente offerta dalla casa farmaceutica italiana Lilly. Ai risultati del confronto tra il nuovo farmaco e una terapia a base di semaglutide, emerge un’indubbia stella emergente.

L’obesità e la sua avversaria

Il Tirzepatide, sviluppato per gli individui ai quali il diabete non ha (ancora) messo attecchito, sembra avere la capacità di portare le persone a livelli di perdita di peso mai raggiunti. Questa è una notizia rivoluzionaria che, se corroborata, avrebbe un impatto significativo sulla vita di quasi 6 milioni di persone in Italia in lotta con l’obesità. Il tutto mantenendo, come ha spiegato il Prof. Paolo Sbraccia di Medicina Interna all’Università di Roma Tor Vergata, una buona qualità e un’aspettativa di vita più lunga.

Una luce all’orizzonte

Quindi la realizzazione del progetto potrebbe apportare mitigazione ai rischi e alle complicanze. Il Tirzepatide funziona diversamente dal semaglutide, agisce non solo sul recettore Glp-1 ma, cosa più interessante, anche sui recettori Gip. Tale dettaglio, menzionato nel New England Journal of Medicine e presentato durante il 32esimo European Congress on Obesity a Malaga, avvalora le promesse della sostanza.

Risultati impressionanti

In confronto all’alternativa, cioè il semaglutide, stando a 72 settimane dall’inizio del trattamento, si osserva una riduzione del peso medio del 20,2% con tirzepatide contro il 13,7%. In termini numerici, parliamo di 22,8 chili contro i 15 chili del semaglutide. Stando a questi dati, il 15% della perdita di peso è stata raggiunta dal 65% dei partecipanti allo studio trattati con tirzepatide e solo dal 40% con semaglutide.

Chi può beneficiare

In Italia la presa del tirzepatide è regolata da precisi criteri. È approvato per il trattamento solo negli adulti con un indice di massa corporea maggiore o uguale a 30 kg/m2. Si può estendere agli adulti in sovrappeso con almeno una comorbilità correlata al peso. L’uso del farmaco è pensato nell’ambito di una terapia più ampia, che comprende una dieta ipocalorica e una maggiore attività fisica.

 
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