Dopo mesi di stallo e con il ricordo ancora vivo delle polemiche per la costosa missione istituzionale a Osaka, il Consiglio regionale del Lazio torna al lavoro su un tema di sostanza: l’urbanistica. È approdata in aula la proposta di legge n. 171, presentata dalla Giunta quasi un anno fa, che punta a riformare in chiave semplificata l’intero impianto normativo regionale. Ma la strada si preannuncia lunga e accidentata: i partiti di opposizione, in primis il Partito Democratico, hanno depositato oltre duemila tra emendamenti e ordini del giorno, segno di un’opposizione netta e strutturata.
Regione Lazio, i dettagli della proposta
La proposta, illustrata in aula dall’assessore all’Urbanistica Giuseppe Schiboni, si concentra sulla revisione della legge 7 del 2017 dedicata alla rigenerazione urbana. L’obiettivo dichiarato è dare maggiore autonomia ai Comuni, permettendo loro di scegliere in che modo applicare la normativa sul proprio territorio. Si tratta di un intervento articolato che coinvolge vari aspetti dell’edilizia: trasformazioni urbanistiche, delocalizzazioni, cambi d’uso, ristrutturazioni e interventi per migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza sismica degli edifici esistenti.
Ma non è tutto. La legge accorpa anche le procedure di valutazione ambientale strategica e di impatto ambientale (VAS e VIA), introducendo un sistema unificato per accelerare i tempi di approvazione. All’interno del testo si trovano riferimenti anche all’edilizia sociale, con una proposta di aggiornamento del canone calmierato – fermo da oltre dieci anni – e con norme che mirano a semplificare l’iter per l’alienazione degli alloggi destinati a chi possiede i requisiti.
Tra i capitoli più controversi c’è il destino dei sottotetti e delle vecchie sale cinematografiche dismesse. In particolare, per i cinema chiusi da anni, è stato raggiunto un compromesso tra Regione, Comune e imprenditori del settore: si potrà cambiare la destinazione d’uso solo per le strutture inattive da almeno dieci anni entro la fine del 2024. Questo limite temporale è stato introdotto per tutelare un patrimonio culturale sempre più fragile, da decenni in sofferenza e vittima di una progressiva conversione commerciale. Rimane esclusa ogni forma di premialità di cubatura, per evitare manovre speculative.
Nuova legge su rigenerazione urbana, differenza di vedute tra due partiti
Sui sottotetti si annuncia un confronto acceso: la Corte costituzionale aveva già censurato norme analoghe, e il tema resta giuridicamente delicato. Anche su questo punto, l’opposizione promette battaglia.
Per la maggioranza, si tratta di un intervento urgente e necessario. “Questa legge è uno strumento strategico per modernizzare l’urbanistica nel Lazio”, ha affermato Laura Corrotti, presidente della Commissione Urbanistica e consigliera di Fratelli d’Italia. “Abbiamo lavorato per trovare punti di equilibrio anche con le opposizioni, come nel caso dei cinema. Ma chi si oppone, come il centrosinistra, sembra farlo solo per bloccare tutto e rallentare i processi decisionali”.
Dal fronte opposto, la posizione è netta. “Questa è una legge sbagliata nel merito e nel metodo”, denuncia il gruppo regionale del Partito Democratico. Secondo i dem, il testo minaccia principi costituzionali, svuota l’autonomia dei Comuni, e rischia di generare confusione normativa. Gli attacchi più duri arrivano sulle modifiche alla pianificazione urbanistica e sull’apparente deregulation ambientale: “Si sta tentando di aggirare la pianificazione paesaggistica e il ruolo del Ministero della Cultura”, sottolineano in una nota congiunta.
La discussione in aula è cominciata tra le tensioni e potrebbe proseguire per tutta la prossima settimana. Il numero di emendamenti presentati dall’opposizione è un chiaro segnale: l’obiettivo è rallentare l’iter e costringere la maggioranza a modificare almeno alcuni dei punti più controversi. La possibilità di arrivare al voto finale dipenderà dalla tenuta dei numeri e dalla capacità del centrodestra di resistere a una pressione politica crescente.
