Gesto disperato o tentato omicidio

Roma Giustiniana. Precipita da una palazzina, donna in coma: sospetti sul marito

Gli investigatori mantengono aperte tutte le possibilità, ma gli occhi sono puntati principalmente sul marito della donna
Di Simone Fabi
Ambulanza di notte
Ambulanza, intervento notturno (Immagine di repertorio)

Un rumore che scuote la quiete notturna

Nella notte di domenica scorsa, un cupo tonfo ha interrotto il silenzio di via Bruno Serotini a Roma. Quel suono era il preludio a una scena drammatica: una donna di 45 anni giaceva sul terreno dopo essere precipitata dal secondo piano di una palazzina. Ora si trova in ospedale, in coma. Le ipotesi sono molteplici e nebulose: gesto disperato o tentativo di omicidio? Gli investigatori mantengono aperte tutte le possibilità, ma gli occhi sono puntati principalmente sul marito della donna.

La chiamata dei soccorsi e l’arrivo della polizia

Il primo a dare l’allarme è stato proprio il marito, affiancato dal fratello della donna e dai vicini del piano terra. Appena dopo l’una di notte, tutti si sono riversati nel giardino adiacente la palazzina per trovare la donna gravemente ferita. “È stata una scena terribile”, hanno dichiarato ai poliziotti accorsi sul luogo del fatto. Il fratello ha tentato un soccorso immediato, ma le condizioni della vittima apparivano subito disperate ai paramedici del 118 che l’hanno portata d’urgenza al Policlinico Gemelli.

Un rapporto tormentato e dubbi irrisolti

I residenti descrivono un matrimonio segnato da tensioni e discussioni frequenti. “Non riuscivano ad avere figli ed era fonte di grande stress”, rivela un vicino. Altri parlano di problemi lavorativi che gravavano sulla coppia. Nonostante ciò, nessuno sembra aver sentito rumori o litigi precedenti al tragico evento. La polizia ha trovato il marito in uno stato confusionale; probabilmente alterato dall’alcol. Ciò ha reso difficile ottenere da lui una versione chiara degli eventi accaduti quella notte.

L’analisi del cellulare e le speranze del quartiere

Il cellulare della vittima è ora al centro delle indagini per far luce su eventuali dettagli nascosti nella sua vita privata prima dell’incidente. Mentre gli investigatori procedono con cautela, nel quartiere ci si interroga e si spera nella ripresa della donna. “Pensavo fosse scoppiata una bomba,” racconta una vicina sconvolta mentre un’altra sottolinea: “Il colpo è stato tremendo.” Purtroppo le speranze restano appese a un filo sottilissimo.

 
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