Il delitto di Garlasco continua a generare domande, a distanza di anni, e a tenere acceso il dibattito sulla reale dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi e sul ruolo di Alberto Stasi. Con “Garlasco, Enigma a tre facce” Carmelo Lavorino, Rino Casazza e Andrea Folcarelli propongono una rilettura completa del caso che va dal 2007 al 2025, ricostruendo processi, indagini, decisioni giudiziarie e passaggi rimasti opachi.
Il libro non si limita a riassumere quanto già noto, ma mette in fila criticità, interrogativi rimasti sospesi e nuove piste investigative, anche alla luce delle verifiche su Andrea Sempio. Il risultato è un lavoro che unisce criminologia investigativa, analisi logico-giuridica e racconto, con l’obiettivo dichiarato di verificare se la condanna di Stasi sia corretta oppure se, al contrario, si debba parlare di un caso “mal risolto”.
“Garlasco, Enigma a tre facce”, la ricostruzione del caso firmata da Rino Casazza
La prima parte di “Garlasco, Enigma a tre facce” è curata da Rino Casazza, scrittore e giallista con lunga esperienza nella narrativa di genere. Casazza offre una ricostruzione ragionata dell’evoluzione del caso, dal delitto del 13 agosto 2007 fino agli sviluppi più recenti, passando per i vari gradi di giudizio che hanno portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi nel 2015 e per le successive indagini che hanno coinvolto il nome di Andrea Sempio.
L’autore non si limita alla cronaca nuda e cruda dei fatti, ma inserisce i passaggi processuali nel loro contesto, evidenziando ribaltamenti, contrasti nelle perizie, divergenze nelle ricostruzioni dell’accusa e della difesa. Ne emerge una narrazione densa, comprensibile anche a chi non ha seguito nel dettaglio la vicenda giudiziaria, che aiuta il lettore a orientarsi in un percorso lungo quasi due decenni, segnato da decisioni controverse e da un susseguirsi di colpi di scena.
“Garlasco, Enigma a tre facce”, l’analisi logico-giuridica di Andrea Folcarelli
Nella seconda parte del volume entra in scena Andrea Folcarelli, che si concentra sui motivi che hanno portato i giudici a condannare Alberto Stasi. Il suo contributo prende in esame le argomentazioni delle sentenze, evidenziandone le linee portanti, gli snodi logici e le inferenze utilizzate per passare dagli indizi alla responsabilità penale.
Folcarelli, con un approccio che unisce logica formale e cultura giuridica, individua incongruenze, salti di ragionamento, interpretazioni forzate di alcuni dati processuali. Il lavoro non è un semplice atto di accusa contro la magistratura, ma un esercizio di analisi critica che cerca di capire se la costruzione argomentativa regga a un vaglio rigoroso.
Le domande sono dirette: gli elementi raccolti bastano davvero a escludere ogni ragionevole dubbio? Le inferenze utilizzate rispettano i criteri della logica giuridica? Il lettore viene accompagnato dentro il linguaggio delle sentenze, decodificato in modo chiaro, con l’obiettivo di renderlo comprensibile anche a chi non è addetto ai lavori.
“Garlasco, Enigma a tre facce”, il metodo sistemico di Carmelo Lavorino
La terza parte del libro porta la firma di Carmelo Lavorino, criminologo investigativo, criminalista, analista della scena del crimine e profiler, direttore del CESCRIN (Centro Studi Investigazione Criminale) e fondatore della rivista “Detective & Crime”. Lavorino dichiara di partire da zero, cioè senza dare nulla per acquisito solo perché contenuto in atti processuali o narrazioni mediatiche.
Con il suo metodo sistemico di studio dei delitti rianalizza tutti gli elementi del “puzzle”: scena del crimine, tracce criminali, modus operandi, movente, orario e arma del delitto, comportamento dell’omicida prima e dopo i fatti, dinamica dell’aggressione.
L’autore si sofferma sulla BPA (Bloodstain Pattern Analysis), sul profilo criminale del possibile responsabile, sulla compatibilità fra i segni lasciati sul corpo di Chiara Poggi e le ipotesi accusatorie. Nulla viene considerato intoccabile: domande come “uno o più esecutori?”, “omicidio d’impeto o premeditato?”, “a che ora è iniziato il massacro?” diventano chiavi di lettura per valutare se il quadro accusatorio regge oppure se vada completamente ripensato.

“Garlasco, Enigma a tre facce”, Stasi colpevole o caso “mal risolto”?
Il cuore del libro sta proprio qui: se l’assassino è Alberto Stasi, sostengono gli autori, il caso sarebbe stato “mal risolto”, perché la condanna poggerebbe su indizi e ragionamenti viziati, costruiti in modo fragile; se invece l’assassino non è Stasi, occorre una vera ripartenza investigativa, con una procedura che applichi con rigore le regole della criminologia moderna per individuare il responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi.
“Garlasco, Enigma a tre facce” si propone di impostare questo lavoro, non limitandosi a criticare, ma offrendo una griglia di analisi concreta, che coinvolge anche la figura di Andrea Sempio e i motivi che hanno portato all’attenzione su di lui.
Il lettore viene messo davanti a un bivio: accettare l’idea che la verità giudiziaria coincida con la verità fattuale, oppure considerare l’ipotesi che l’intero impianto vada ripensato, alla luce di elementi ignorati o sottovalutati. Il volume non pretende di sostituirsi ai tribunali, ma chiede che si torni a guardare al caso con occhi liberi da automatismi e pregiudizi.
“Garlasco, Enigma a tre facce”, i riconoscimenti e il profilo degli autori
Il lavoro di Lavorino, Casazza e Folcarelli sta raccogliendo giudizi molto favorevoli nel mondo della criminologia, del giornalismo investigativo e fra i lettori che seguono i casi di cronaca giudiziaria. C’è chi lo definisce “il migliore libro su Garlasco”, chi parla di “opera seria, analitica e incisiva”, chi lo considera una “lezione magistrale di criminologia investigativa” o un’“analisi incisiva che si infila nei meandri del mistero”, fino a descriverlo come “un eccellente mix di giornalismo investigativo e detectivage”.
Sono apprezzamenti che danno la misura del taglio scelto dagli autori, lontano dalla spettacolarizzazione del delitto e vicino invece al lavoro metodico, fatto di confronti, verifiche e controlli incrociati.
Il curriculum degli autori del resto parla chiaro: Carmelo Lavorino si è occupato professionalmente di oltre duecento casi di omicidio, ha costruito negli anni un approccio riconosciuto nella criminologia investigativa italiana, mentre Rino Casazza ha firmato sedici romanzi gialli e un numero elevato di racconti, spesso dedicati a grandi detective della letteratura poliziesca. Andrea Folcarelli, dal canto suo, porta un contributo tecnico che unisce logica e diritto, elemento essenziale in un caso così complesso.
“Garlasco, Enigma a tre facce”, perché il libro di Lavorino riaccende il dibattito sul caso
“Garlasco, Enigma a tre facce” non è solo l’ennesimo volume su un delitto noto. Il libro, grazie all’intreccio di competenze diverse, offre una lettura nuova del giallo di Garlasco, facendo emergere interrogativi rimasti sospesi e mettendo in discussione certezze consolidate. Chi legge si trova davanti a un caso che non è solo cronaca nera, ma banco di prova per il modo in cui il sistema giudiziario costruisce e valuta le prove, per il ruolo delle scienze forensi e per il peso dei media nella percezione della colpa.
In questo senso il lavoro di Lavorino, Casazza e Folcarelli diventa anche un invito a prendere sul serio la criminologia investigativa e la logica giuridica, strumenti indispensabili quando si ha a che fare con vicende dove una condanna vale quanto un’intera vita. Il giallo di Garlasco resta un enigma, ma la “lettura a tre facce” proposta in questo volume aggiunge elementi che sarà difficile ignorare nelle discussioni future sul caso Chiara Poggi.
