Termini, addio al bosco urbano a Piazza dei Cinquecento: niente 500 alberi, ecco cosa blocca le piantumazioni

Qualche piantumazione ci sarà comunque, ma in numero molto ridotto e concentrata soprattutto verso via Enrico De Nicola
Di Fabio Vergovich
Piazza dei Cinquecento, progetto di riqualificazione
Piazza dei Cinquecento, progetto di riqualificazione

Davanti alla Stazione Termini non nascerà il bosco urbano immaginato dal concorso internazionale di riqualificazione: Piazza dei Cinquecento resterà sostanzialmente com’è, senza le 500 alberature previste fra querce, palme e alberi da frutto.

Il motivo non è una scelta estetica dell’ultima ora, ma un vincolo tecnico che pesa come un macigno sotto la pavimentazione: la presenza di locali e infrastrutture della metro B, che attraversa la piazza sul lato orientale, in prossimità dell’area nota ai romani come “lato del dinosauro”. Risultato: qualche piantumazione ci sarà comunque, ma in numero molto ridotto e concentrata soprattutto verso via Enrico De Nicola.

Termini, addio al bosco urbano: cosa prevedeva il progetto e perché cambia

L’idea del bosco urbano era uno dei tratti identitari del ridisegno dell’area antistante la principale stazione ferroviaria della Capitale: più verde, più ombra nei mesi caldi, una piazza pensata come spazio pubblico e non solo come snodo di scambio. Nel racconto progettuale, gli alberi dovevano diventare anche un elemento di qualità urbana, capaci di rendere più vivibile un luogo attraversato ogni giorno da pendolari, turisti, residenti e lavoratori.

Quel disegno, però, si è scontrato con la realtà dei sottoservizi: su quel tratto insistono strutture tecniche che riducono di molto la possibilità di mettere a dimora alberature con apparati radicali importanti, senza interferire con impianti e sicurezza della linea.

Termini, addio al bosco urbano: il nodo della metro B e l’area del “dinosauro”

Il punto più delicato è il versante orientale della piazza, dove la metro B taglia trasversalmente l’area e sono presenti locali tecnici. In quel contesto piantare alberi non è solo “difficile”: può diventare impraticabile, se mancano profondità utile e spazi per le radici o se le interferenze con le strutture impongono rinunce.

Da qui la revisione del piano: niente foresta urbana davanti a Termini, ma una dotazione verde più leggera e concentrata in zone compatibili, come il lato verso via Enrico De Nicola. È una scelta che lascia aperta una domanda inevitabile: quanto margine resta, davvero, per “raffrescare” e rendere più accogliente una piazza che in estate diventa una lastra rovente?

Termini, addio al bosco urbano: il bike hub slitta, ma Anas e FS assicurano che si farà

Non è l’unica voce che cambia passo. Insieme al verde ridotto, slitta anche il bike hub, il parcheggio protetto dove lasciare la bici e proseguire in metropolitana, elemento spesso citato come tassello chiave per l’intermodalità. Il progetto, secondo le ricostruzioni, non sparisce del tutto: Anas e Gruppo FS hanno indicato che l’opera verrà realizzata in una fase successiva.

Un rinvio che pesa su chi usa la bicicletta ogni giorno, soprattutto in un punto come Termini dove convergono linee metro, bus e treni, e dove un’infrastruttura dedicata potrebbe ridurre furti e improvvisazione.

Termini, addio al bosco urbano: conseguenze per la piazza e reazioni attese

Per Roma la partita è anche simbolica: Piazza dei Cinquecento è una porta di ingresso in città, la prima immagine per chi arriva in treno. La rinuncia al bosco urbano ridimensiona l’ambizione “verde” che aveva accompagnato il concorso e lascia sul tavolo il tema dell’equilibrio fra progetto e vincoli infrastrutturali.

Ora la sfida vera, per chi gestisce il cantiere e per le istituzioni coinvolte, è evitare che il ridimensionamento si traduca in un’occasione mancata: anche pochi alberi, se scelti bene e collocati in modo coerente, possono migliorare comfort e qualità dello spazio. Ma il salto di scala promesso dai 500 alberi, almeno per ora, resta archiviato.

 
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