Roma avrà finalmente un Centro pubblico dedicato in modo specifico alla fotografia: sorgerà all’ex Mattatoio di Testaccio, nel padiglione 9D, dentro il programma di recupero e rigenerazione urbana che punta a trasformare l’area nella nuova “Città delle Arti”. La presentazione in Campidoglio ha fissato anche le date: inaugurazione il 29 gennaio 2026, in occasione del 70° anniversario del gemellaggio Roma–Parigi, apertura al pubblico dal 30 gennaio.
Nasce il primo Centro pubblico della Fotografia a Roma: chi lo ha presentato in Campidoglio
A illustrare il progetto sono stati il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio e l’amministratore delegato della Fondazione Mattatoio Umberto Marroni. L’idea di fondo è chiara: dare alla città un presidio stabile, riconoscibile, capace di promuovere la cultura fotografica contemporanea, italiana e internazionale, con un calendario che non si limiti alle mostre “evento” ma costruisca continuità, servizi, formazione, pubblico.
Nasce il primo Centro pubblico della Fotografia a Roma: investimento pubblico e spazi del padiglione 9D
Il Centro nasce con un appalto gestito direttamente da Roma Capitale e Sovrintendenza Capitolina, per un importo indicato in circa 5 milioni di euro di fondi comunali.
La struttura copre circa 1.500 metri quadrati su due piani, pensati per ospitare più iniziative nello stesso momento: al piano terra, oltre 1.000 mq con spazi modulabili per attività espositive, uffici, biglietteria e una biblioteca con circa 3.000 volumi; al primo piano, circa 450 mq complessivi con una sala polivalente di quasi 200 mq e un ballatoio espositivo dall’impatto scenografico.
La scelta del padiglione 9D non è casuale: è uno degli edifici che meglio si presta a un uso flessibile, come già previsto anche nella documentazione urbanistica dedicata al complesso.
Nasce il primo Centro pubblico della Fotografia a Roma: il restauro dell’archeologia industriale e gli impianti
Uno dei punti rivendicati dal progetto riguarda la valorizzazione dell’edificio originario, con la linearità tipica delle architetture industriali di fine Ottocento: vecchie strutture in ghisa, guidovie e coperture a capriate si integrano con gli interventi contemporanei, in un equilibrio che punta a rispettare la memoria del luogo senza trasformarlo in una “scatola” neutra.
A livello tecnico, illuminazione e climatizzazione di ultima generazione sono stati impostati per adattarsi a esigenze espositive diverse, condizione determinante per fotografia, video e installazioni.
Nasce il primo Centro pubblico della Fotografia a Roma: il logo e l’identità visiva
Presentato anche il logo, costruito come un monogramma che unisce cornice e contenuto. Il riferimento è esplicito: inquadratura, prospettiva, dualità, modularità. È un passaggio che conta perché segna la volontà di posizionare il Centro come istituzione riconoscibile, non come semplice “sala mostre” aggiunta al calendario cittadino.
Nasce il primo Centro pubblico della Fotografia a Roma: le mostre inaugurali con Irving Penn e Silvia Camporesi
Il debutto punterà su due nomi capaci di parlare a pubblici diversi. Dal 30 gennaio al 29 giugno 2026 arriva “Irving Penn. Photographs 1939–2007 – Capolavori dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie, Parigi”, con la curatela di Alessandra Mauro, Pascal Höel e Frédérique Dolivet. In parallelo, “Silvia Camporesi. C’è un tempo e un luogo”, curata da Federica Muzzarelli.
Le esposizioni inaugurali sono state annunciate con il contributo del main sponsor Urban Vision e la collaborazione con Civita Mostre.
Nasce il primo Centro pubblico della Fotografia a Roma: “Campo visivo” e la ricerca sui linguaggi contemporanei
Nello stesso periodo sarà attivo anche “Campo visivo”, spazio dedicato a linguaggi contemporanei, ricerca e sperimentazione, con l’allestimento “Corpi reali e corpi immaginari”, a cura di Daria Scolamacchia.
L’intento dichiarato è stimolare una riflessione su corpo e gesto, mescolando materiali d’archivio, immagini documentarie e proiezioni, così da affiancare alla grande fotografia d’autore anche percorsi che dialogano con il presente e con i formati ibridi.
Nasce il primo Centro pubblico della Fotografia a Roma: come cambia il Mattatoio nella “Città delle Arti”
Il nuovo Centro si inserisce in un intervento più ampio: il Mattatoio di Testaccio, complesso di circa 105.000 mq costruito nel 1881 e dismesso nel 1975, è al centro di una trasformazione che punta a farne uno dei maggiori poli culturali europei, con gestione integrata affidata alla Fondazione Mattatoio di Roma, costituita di recente.
Il quadro economico annunciato supera i 90 milioni di euro, con fondi PNRR e comunali, e un cantiere diffuso fatto di numerosi interventi già avviati o programmati, con orizzonte lavori indicato fra 2026 e 2027. In parallelo proseguono opere su facciate, padiglioni, spazi pubblici e collegamenti, compresa una nuova pista ciclabile che collegherà la ciclovia del Tevere al complesso.
