Appuntamenti concordati su chat di messaggistica istantanea, consegne “su misura” con dosi termosaldate e differenziate per peso, droga nascosta in auto, in casa e perfino nella biancheria intima. E, quando scatta il controllo, la risposta è spesso la stessa: accelerare, cambiare direzione, rischiare tutto, anche imboccando la strada contromano.
È la fotografia dell’ultima ondata di operazioni antidroga messa a segno dalla Polizia di Stato dal quadrante nord-est della Capitale fino all’area portuale di Civitavecchia: 11 pusher arrestati in distinte attività dei Commissariati di zona.
Dalla chat alle consegne: lo spaccio “organizzato” nel Nord-Est di Roma
Il primo fronte operativo è stato aperto dalla squadra di polizia giudiziaria del III Distretto Fidene–Serpentara. Gli agenti hanno intercettato un uomo in auto, pronto a raggiungere un incontro fissato via chat per la compravendita di stupefacenti. Il controllo del veicolo ha portato al sequestro di circa 3 chili di hashish nascosti sotto il sedile. A casa ne è stato trovato altro mezzo chilo, custodito in un frigorifero: “al fresco”, secondo la ricostruzione della Polizia.
Fleming e Flaminio: lo scambio in diretta e le dosi pronte
Un’altra scena è andata in onda in zona Fleming, dove gli agenti del Commissariato Flaminio hanno intercettato lo scambio droga-denaro bloccando acquirente e venditore. Il pusher, già noto nell’area per i contatti sulle piattaforme di messaggistica, aveva con sé altre 13 dosi di crack pronte per essere smistate, oltre alla somma pattuita nell’accordo.
Eur: la fuga in moto contromano e lo scooter con telaio abraso
Nel quadrante Eur l’attenzione si è concentrata su due giovani trovati con hashish, cannabis e cocaina. Uno dei due avrebbe gestito le consegne in moto e, alla vista degli agenti, ha tentato una fuga spericolata contromano. È stato fermato grazie alla rapida cinturazione dell’area da parte delle Volanti. Lo scooter, con telaio abraso e targa riconducibile ad altro veicolo, è stato sequestrato: un dettaglio che racconta il livello di “preparazione” messo in campo per rendere più difficile l’identificazione in caso di controllo o inseguimento.
Prenestino e Porta Maggiore: crack e cocaina in dosi termosaldate “a colori”
Copione simile nel quadrante Prenestino: un’utilitaria, notati i lampeggianti, ha tentato di sottrarsi al controllo con una fuga ad alta velocità. Fermato dopo un breve inseguimento, il conducente è stato arrestato con crack e cocaina e circa 1.000 euro in contanti, ritenuti verosimile provento dell’attività di spaccio.
A Porta Maggiore gli agenti hanno poi fermato tre persone colte subito dopo una cessione o intercettate nella fase “di attesa”, con dosi confezionate pronte per la consegna. Nel materiale sequestrato, la Polizia segnala confezioni termosaldate e contrassegni cromatici diversi, usati per distinguere peso e quantità: un sistema semplice, ma efficace, per velocizzare lo smistamento e ridurre gli errori durante le consegne.
Via Appia e Monteverde: dosi nei fazzoletti e 120 ovuli di cocaina
Nell’area di via Appia e a Monteverde sono scattati altri due arresti. Nel primo caso, durante verifiche ordinarie, un uomo ha tentato di raggirare gli agenti liberandosi di alcune dosi di cocaina avvolte in fazzoletti di carta. Nel secondo, un pusher apparso fin da subito agitato e insofferente ai controlli nascondeva oltre 120 ovuli di cocaina, per un peso complessivo di circa 50 grammi: un metodo di occultamento che punta a superare controlli rapidi, ma che espone anche a rischi seri per la salute, in caso di rottura degli involucri.
Civitavecchia: eroina nascosta nel reggiseno e contanti per le consegne
A chiudere l’ondata di controlli sono stati gli agenti del Commissariato di P.S. Civitavecchia: arrestata una giovane pusher di origini tunisine, trovata con 54 grammi di eroina nascosti nel reggiseno e circa 400 euro in contanti, ritenuti presumibile provento delle consegne.
Arresti convalidati e presunzione di innocenza: cosa dicono gli atti finora
Secondo quanto comunicato, tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria. Come sempre in questi casi, la Polizia ricorda che gli elementi descritti si collocano nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza irrevocabile di condanna.
