Roma. Aggressioni razziste a Termini, tre giovani indagati: “Caccia all’uomo” contro stranieri e senza dimora

Due maggiorenni e un minorenne, coinvolti in una serie di violenze aggravate dall'odio razziale
Di Alessandra Monti
Polizia di Stato - Digos
Digos

La notte del 7 febbraio, nella zona della Stazione Termini, almeno cinque persone sarebbero state aggredite da tre giovani armati di sfollagente telescopico e oggetti atti a offendere. Le indagini della Polizia di Stato hanno portato all’esecuzione di perquisizioni a carico di due maggiorenni e a una misura cautelare nei confronti di un minorenne, tutti ritenuti coinvolti in una serie di violenze aggravate dall’odio razziale.

Un episodio che chiama in causa sicurezza urbana, fragilità sociali, radicalizzazione giovanile e capacità delle istituzioni di reagire davanti a forme di violenza mirata.

Aggressioni a sfondo razziale a Termini, la ricostruzione della notte del 7 febbraio

L’inchiesta è partita dalla denuncia di un cittadino di origini nigeriane presentata alla Polizia Ferroviaria. Da quel momento, il lavoro investigativo ha consentito di ricostruire una sequenza di episodi avvenuti nella stessa notte, nella zona della Stazione Termini, uno degli snodi più frequentati e delicati della Capitale.

Le immagini della videosorveglianza, esaminate dagli agenti della Polizia Ferroviaria, avrebbero documentato almeno cinque gravi aggressioni. L’ultima sarebbe stata interrotta dal sopraggiungere improvviso di alcune persone, circostanza che avrebbe costretto gli aggressori alla fuga.

La successiva attività della Digos della Questura di Roma ha permesso di identificare i presunti responsabili. Il quadro investigativo delinea l’ipotesi di una violenza non occasionale, ma orientata verso persone considerate vulnerabili, in particolare cittadini di origine straniera e senza dimora, scelte in modo casuale nell’area della stazione.

Polizia e Digos, perquisizioni mirate e oggetti sequestrati

Nel corso delle perquisizioni, gli investigatori hanno rinvenuto una spranga, capi d’abbigliamento ritenuti compatibili con quelli utilizzati durante le aggressioni, un coltello, materiale propagandistico legato all’ideologia di estrema destra e una copia del “Mein Kampf”.

Sono elementi che, nella fase attuale del procedimento, assumono rilievo investigativo e saranno valutati nelle sedi competenti. I tre giovani sono stati denunciati, in concorso, per lesioni personali aggravate dall’odio razziale e per porto di armi e oggetti atti a offendere.

Due degli indagati risulterebbero appartenenti alla componente giovanile di un’organizzazione militante dell’estrema destra. Nei confronti del minorenne, già gravato da precedenti per apologia del fascismo e per l’imbrattamento della Sinagoga di via Garfagnana con epiteti antisemiti e il simbolo della svastica, è stata disposta la misura cautelare del collocamento in una struttura educativa.

Termini, sicurezza e fragilità: quando la violenza prende di mira chi è più esposto

La Stazione Termini non è soltanto un nodo ferroviario. È un luogo di passaggio, lavoro, attesa, marginalità e presenza costante di persone fragili. Proprio per questo ogni episodio di violenza in quell’area assume un significato che supera il singolo fatto di cronaca.

Se l’ipotesi investigativa sarà confermata, la scelta delle vittime non sarebbe stata casuale solo nella loro identità personale, ma mirata nella loro condizione: persone straniere, senza dimora, esposte, spesso prive di strumenti immediati per difendersi o denunciare.

È su questo punto che la vicenda diventa anche politica e sociale. La sicurezza urbana non riguarda solo il presidio del territorio, ma anche la protezione di chi vive nelle aree più fragili della città, spesso invisibile fino a quando non diventa vittima.

La reazione di Roma Capitale: Funari chiede una risposta ferma delle istituzioni

L’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, Barbara Funari, ha definito l’episodio di estrema gravità. Le parole usate richiamano il cuore del problema: l’ipotesi di una “caccia all’uomo” contro cittadini stranieri e persone senza dimora, scelte in modo casuale, colpisce i valori di Roma come città aperta, democratica e fondata sul rispetto della dignità di ogni persona.

Funari ha espresso vicinanza alle persone aggredite, sottolineando che nessuna condizione di fragilità può trasformarsi in bersaglio di violenza, odio o umiliazione. Ha inoltre ringraziato Polizia di Stato, Digos e investigatori per il lavoro svolto, chiedendo una risposta unita da parte delle istituzioni e un impegno educativo più forte sul rispetto.

Indagini preliminari e presunzione d’innocenza per i tre giovani indagati

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità dei tre giovani dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, nel pieno rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento. La presunzione di innocenza resta un principio fondamentale fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Allo stesso tempo, la gravità delle ipotesi investigative impone attenzione pubblica, perché la violenza aggravata dall’odio razziale non riguarda soltanto le vittime dirette, ma la qualità della convivenza civile in una città complessa come Roma.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista