San Camillo, nuovo Pronto Soccorso: 650 metri quadri per cambiare l’emergenza nel Lazio

L’intervento, finanziato con 1,2 milioni di euro di fondi regionali, è stato inaugurato alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca
Di Alessandra Monti
Pronto Soccorso Ospedale San Camillo
Pronto Soccorso dell'Ospedale San Camillo di Roma

Il Pronto Soccorso del San Camillo-Forlanini cambia volto con la riapertura della nuova area di Accoglienza, Triage ed Emergenza-Urgenza: oltre 650 metri quadri ridisegnati nei percorsi, negli spazi e nelle dotazioni per rispondere alla pressione quotidiana su uno dei presidi più impegnati del centro Italia.

L’intervento, finanziato con 1,2 milioni di euro di fondi regionali, è stato inaugurato alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del direttore della direzione regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria Andrea Urbani e della direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini.

San Camillo, cosa cambia nel cuore dell’emergenza regionale

Il nuovo assetto del Pronto Soccorso nasce da un’esigenza concreta: rendere più leggibile, sicuro e funzionale l’ingresso in ospedale per pazienti, familiari e operatori sanitari. La riqualificazione riguarda una porzione nevralgica del percorso assistenziale, quella in cui avviene il primo contatto con la struttura, la valutazione clinica iniziale e la presa in carico dei casi più gravi.

L’area di accoglienza e attesa triage è stata differenziata in base alla gravità di accesso, con spazi pensati per gestire in modo più ordinato i flussi giornalieri. I pazienti in condizioni più serie possono contare su postazioni per barellati, mentre l’area destinata ai codici minori è stata organizzata con soluzioni rivolte anche al comfort, come postazioni di ricarica USB e sistemi di identificazione sicura del paziente.

Quest’ultimo aspetto consente il monitoraggio in tempo reale del percorso di cura, in coerenza con le linee guida regionali sull’umanizzazione dell’assistenza.

Pronto Soccorso rinnovato, numeri che spiegano il peso del San Camillo

La portata dell’intervento si comprende meglio guardando ai dati del 2025. Il Pronto Soccorso del San Camillo ha registrato oltre 60mila accessi complessivi: 44.417 nel solo Pronto Soccorso adulti, 6.208 nel percorso ostetrico-ginecologico e 9.614 in quello pediatrico. A questi numeri si aggiungono 268 pazienti arrivati in eliambulanza, oltre 17mila codici rossi e gialli e quasi 15mila ricoveri diretti dal Pronto Soccorso adulti.

Sono cifre che descrivono un ospedale con un ruolo di riferimento per una vasta area del Lazio. Il San Camillo-Forlanini è un DEA di II livello e hub per l’intera area sud-ovest della Regione, una funzione che comporta una pressione costante sulle strutture dell’emergenza e richiede spazi capaci di sostenere flussi elevati senza perdere qualità nella presa in carico.

Nuova emergenza al San Camillo: percorsi più chiari, sicurezza e tecnologia

L’area emergenza è stata ampliata e rinnovata nelle finiture, negli impianti e nelle tecnologie. Il progetto ha previsto la creazione di una sala dedicata ai casi a maggiore intensità assistenziale e postazioni per l’isolamento di pazienti a rischio infettivo, un elemento ormai centrale nella progettazione degli spazi ospedalieri moderni.

Particolare attenzione è stata riservata alla privacy. Le singole postazioni di emergenza sono delimitate da tende motorizzate auto-sanificanti, pensate per proteggere il paziente durante le fasi più delicate dell’assistenza. In caso di necessità, questi spazi possono essere trasformati in box idonei a manovre invasive di rianimazione o a piccoli interventi chirurgici, aumentando la flessibilità operativa dell’area.

Il rinnovamento non riguarda solo l’immagine del reparto. La nuova organizzazione punta a ridurre la confusione dei percorsi, a distinguere meglio i livelli di complessità e a contenere il sovraffollamento, uno dei problemi più sensibili per i grandi Pronto Soccorso. L’obiettivo è mettere gli operatori nelle condizioni di lavorare con maggiore ordine e i pazienti in un ambiente più adeguato alla fragilità del momento in cui arrivano in ospedale.

Dalla struttura del 2005 al nuovo DEA: perché serviva la riqualificazione

Il Pronto Soccorso adulti del San Camillo era stato realizzato nel 2005 al livello -1 del padiglione Piastra. Nel corso degli anni, l’aumento dei flussi, i cambiamenti organizzativi e l’evoluzione dei bisogni sanitari avevano prodotto adattamenti successivi, con percorsi non sempre immediatamente riconoscibili, spazi non più proporzionati alla domanda reale e impianti da rinnovare.

La riapertura della nuova area segna quindi un passaggio importante, perché interviene su una criticità storica del sistema: la necessità di rendere il Pronto Soccorso non solo più capiente, ma più razionale. La suddivisione in aree omogenee calibrate sulla complessità di cura consente di orientare meglio l’attività clinica e di limitare il rischio che pazienti con bisogni diversi finiscano nello stesso flusso organizzativo.

All’inaugurazione erano presenti anche il direttore generale Angelo Aliquò, il direttore sanitario Gerardo De Carolis e il direttore amministrativo Eleonora Alimenti. Accanto alla direzione aziendale, hanno partecipato operatori e professionisti del Pronto Soccorso, protagonisti quotidiani di un presidio nel quale la qualità dello spazio incide direttamente sulla qualità del lavoro. La cerimonia si è chiusa con la benedizione degli ambienti rinnovati da parte del cappellano ospedaliero don Valerio Bortolotti.

Sanità nel Lazio, il piano non si ferma al Pronto Soccorso

L’intervento inaugurato si inserisce in un piano più ampio di riorganizzazione dell’intero DEA. Sono previsti una nuova boarding area da 25 posti letto, la ricollocazione della Medicina d’Urgenza per ottenere ulteriori posti di holding e la sopraelevazione del padiglione Piastra per attivare 32 posti di boarding area nel Pronto Soccorso pediatrico.

È un tassello di una strategia che guarda alla gestione dei flussi prima e dopo l’accesso in emergenza. Il tema non riguarda soltanto l’arrivo del paziente, ma anche la possibilità di collocarlo in tempi adeguati nel reparto più idoneo, evitando permanenze prolungate in Pronto Soccorso.

La nuova area del San Camillo, con i suoi 650 metri quadri rinnovati, rappresenta dunque un investimento strutturale sulla capacità del sistema sanitario regionale di rispondere alla domanda di cura in uno dei suoi punti più delicati.

 
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