La Piramide Cestia torna finalmente accessibile dopo tre anni di lavori, con un nuovo sistema di illuminazione, un’area archeologica riqualificata e un programma di visite gratuite previsto fino al 31 ottobre 2026. La riapertura è partita venerdì 4 settembre e ha confermato immediatamente quanto sia forte l’interesse per uno dei monumenti più riconoscibili e, allo stesso tempo, meno visitabili di Roma.
C’è però un dato che chi intende organizzare una visita deve conoscere: tutti i posti messi a disposizione per le date finora programmate risultano già esauriti. La Soprintendenza Speciale di Roma sta valutando l’introduzione di ulteriori aperture.
Piramide Cestia, cosa cambia dopo tre anni di lavori
Il nuovo ciclo di aperture arriva al termine degli interventi finanziati nell’ambito del PNRR – Caput Mundi, che hanno interessato diversi aspetti dell’area archeologica. È stata messa in sicurezza la scalinata di accesso, è stato sistemato il giardino con una ricognizione delle specie botaniche presenti ed è stato realizzato un nuovo impianto di illuminazione.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla fruizione del monumento, con pannelli didattici e strutture di accoglienza pensati per rendere il percorso più comprensibile e funzionale. Il lavoro permette quindi di riscoprire non soltanto l’esterno della Piramide, parte integrante del panorama di piazzale Ostiense, ma soprattutto la camera funeraria, raggiungibile attraverso il caratteristico cunicolo di accesso.
Il progetto ha riguardato inoltre il riordino degli spazi verdi e degli elementi connessi all’ingresso nell’area archeologica. Un intervento complessivo che restituisce maggiore ordine a uno dei punti in cui la Roma antica convive quotidianamente con stazioni ferroviarie, metropolitana, autobus e un intenso flusso automobilistico.
Perché Roma ha una piramide: la storia di Caio Cestio
La Piramide fu costruita come sepolcro di Caio Cestio Epulone, uomo politico romano e membro del collegio sacerdotale degli epuloni. La costruzione risale al periodo compreso indicativamente fra il 18 e il 12 a.C., quando a Roma si era diffuso un forte interesse per l’arte egizia dopo la conquista dell’Egitto.
Lo stesso Cestio aveva stabilito per testamento che il monumento dovesse essere completato in appena 330 giorni, prescrizione ricordata dall’iscrizione ancora visibile sulla struttura. Il risultato fu un edificio funerario dalla forma insolita per Roma, rivestito di lastre marmoree e destinato a diventare uno dei simboli della zona Ostiense. Secoli più tardi la Piramide venne inglobata nelle Mura Aureliane, realizzate fra il 272 e il 279 d.C., circostanza che contribuì alla sua conservazione.
Oggi è l’unico monumento funerario romano ispirato direttamente alla moda egizia di quell’epoca arrivato fino a noi in queste condizioni.
Visite gratuite alla Piramide Cestia: date e orari
Il programma predisposto per settembre e ottobre prevede differenti modalità di ingresso. Le aperture serali guidate sono fissate per i venerdì 4, 11, 18 e 25 settembre, con turni alle 19, 20 e 21. Ogni visita dura circa 45 minuti e può accogliere al massimo 30 persone.
Le aperture pomeridiane senza guida sono previste il 5, 12 e 19 settembre e il 3, 10, 17, 24 e 31 ottobre, alle 16.30, 17.30 e 18.30, con un massimo di 50 visitatori per turno.
Un programma più ampio è fissato per sabato 26 e domenica 27 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio: gli ingressi saranno alle 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16, sempre per una durata indicativa di 45 minuti e con un massimo di 50 partecipanti. L’ingresso al sito avviene da via Raffaele Persichetti.
Come prenotare e perché al momento non ci sono più posti
L’ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria e i turni erano stati resi disponibili attraverso Eventbrite. La risposta del pubblico è stata però rapidissima: già il 1° settembre la Soprintendenza ha comunicato che tutte le disponibilità delle date programmate erano terminate.
Non è quindi possibile, al momento, presentarsi direttamente all’ingresso sperando di partecipare a uno dei turni. L’accesso deve essere associato a una prenotazione valida. La forte domanda ha però spinto la Soprintendenza a valutare nuove date, compatibilmente con le esigenze di conservazione del monumento, la sicurezza e le risorse necessarie per organizzare gli ingressi.
Per chi è rimasto senza biglietto, l’indicazione utile è quindi seguire gli aggiornamenti della Soprintendenza Speciale di Roma: eventuali ulteriori disponibilità verranno comunicate attraverso i canali istituzionali.
Una riapertura che dimostra quanto Roma chieda più accesso ai suoi monumenti
Il tutto esaurito raggiunto prima ancora dell’avvio effettivo delle visite pone anche una questione più ampia. La Piramide Cestia non è un monumento marginale: è conosciuta da milioni di romani e visitatori, si trova in uno dei nodi più frequentati della città ed è immediatamente riconoscibile. Eppure le sue caratteristiche fisiche, a partire dal cunicolo che conduce alla camera funeraria, rendono inevitabilmente limitato il numero degli accessi.
Proprio per questo la risposta registrata in pochi giorni può diventare un’indicazione importante: la richiesta di poter conoscere dall’interno il patrimonio archeologico romano resta molto alta. La riapertura della Piramide dopo tre anni è dunque una buona notizia. Il passo successivo sarà capire se sarà possibile trasformare questo primo calendario straordinario in un’offerta più ampia e regolare, permettendo a molti dei cittadini rimasti esclusi dalle prime prenotazioni di entrare finalmente nel sepolcro di Caio Cestio.
