Lo Spallanzani di Roma porta la European Testing Week nei luoghi della vita quotidiana: uffici municipali, ambulatori, scuole. Test rapidi, gratuiti e anonimi per HIV e infezioni sessualmente trasmissibili diventano così uno strumento concreto di prevenzione, con una giornata conclusiva dedicata ai giovani e al Progetto SIGMA.
Screening HIV e IST a Roma: perché lo Spallanzani punta sui luoghi vicini ai cittadini
La sessione primaverile della European Testing Week vede al centro l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS, da anni riferimento nazionale per HIV e infezioni sessualmente trasmissibili. L’iniziativa non si limita alle attività interne dell’ospedale. La scelta è quella di uscire dai confini sanitari tradizionali e portare il test dove le persone studiano, lavorano, si informano, chiedono servizi.
Il primo passaggio si è svolto lunedì 19 maggio negli uffici del IV Municipio, in via Tiburtina 1163. Qui gli operatori sanitari dello Spallanzani, con il coinvolgimento del Comune di Roma e di Farmacap, hanno offerto test rapidi e gratuiti per HIV e altre infezioni a trasmissione sessuale. Una modalità diretta, accessibile, pensata per abbassare la soglia di ingresso alla prevenzione. Per molte persone il problema non è solo la mancanza di informazioni, ma anche la distanza psicologica dal test: timore, imbarazzo, rinvio, convinzione di non essere esposti al rischio.
Il percorso prosegue con tre giorni di test gratuiti e senza appuntamento presso l’Istituto. La giornata conclusiva, lunedì 25 maggio, sposta l’attenzione sulle scuole e sui ragazzi. Non è un dettaglio organizzativo. È il segnale di una linea sanitaria sempre più orientata alla prevenzione precoce, alla consapevolezza e alla possibilità di intercettare bisogni spesso non espressi.
European Testing Week, test rapidi e gratuiti: la prevenzione diventa accessibile
Il valore della European Testing Week sta nella semplicità del messaggio: conoscere il proprio stato di salute è il primo passo per proteggere sé stessi e gli altri. Il test rapido permette di avere una risposta in tempi brevi, senza percorsi complessi e senza costi per chi aderisce. La gratuità e l’anonimato sono elementi centrali, perché rendono lo screening più vicino anche a chi avrebbe esitazioni a rivolgersi a un servizio sanitario.
Nel caso dell’HIV, la diagnosi tempestiva consente l’accesso alle terapie e riduce i rischi legati a una scoperta tardiva dell’infezione. Per le infezioni sessualmente trasmissibili, il discorso è altrettanto rilevante: molte possono restare silenti o essere sottovalutate, con possibili conseguenze sulla salute individuale e sulla diffusione dei contagi. Parlare di test, quindi, non significa alimentare allarme, ma dare alle persone strumenti pratici.
La scelta dello Spallanzani di agire anche fuori dall’ospedale risponde a una necessità precisa: rendere la prevenzione visibile, normale, facile da raggiungere. Portare lo screening in un municipio o in un contesto scolastico significa inserire la salute sessuale dentro una dimensione quotidiana, togliendola dalla zona del tabù e della rimozione.
Progetto SIGMA nelle scuole del Lazio: studenti protagonisti della prevenzione
La giornata del 25 maggio sarà dedicata al Progetto SIGMA, acronimo di “Sexual Info Gives me Awareness – prevenire is cool”, inserito nel programma regionale Scuole che Promuovono Salute. Il progetto rientra nel Piano Regionale della Prevenzione 2021-2025 e punta su un metodo preciso: l’educazione fra pari.
La peer education non mette gli studenti in posizione passiva. Li coinvolge come parte attiva del percorso. I ragazzi non ricevono soltanto contenuti già confezionati, ma imparano a riconoscere domande, bisogni, comportamenti e strumenti di prevenzione dentro il proprio ambiente scolastico. Il formatore non domina la scena: facilita un processo in cui gli studenti possono parlare con un linguaggio vicino alla loro esperienza.
SIGMA si sviluppa su tre aree tematiche. La prima riguarda la percezione della sessualità, con l’obiettivo di superare stereotipi e narrazioni rigide, promuovendo un approccio più informato e responsabile. La seconda riguarda la conoscenza degli strumenti di prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, dalla protezione nei rapporti alla capacità di riconoscere il rischio. La terza riguarda i servizi disponibili sul territorio, perché sapere a chi rivolgersi è parte della tutela della salute.
Nel primo anno di attività, il progetto ha coinvolto quattro istituti: il Liceo Scientifico Statale Augusto Righi di Roma, nell’area della ASL Roma 1; il Liceo Classico Luciano Manara, legato alla ASL Roma 3; l’Istituto Dante Alighieri di Latina; l’I.I.S. “Alessandro Volta” nell’area della ASL Frosinone. Insegnanti e studenti peer hanno seguito un percorso di formazione con il supporto dello Spallanzani e delle ASL territoriali, per poi portare gli interventi nelle classi.
Giovani e infezioni sessualmente trasmissibili: il dato che impone più informazione
Il focus sui giovani nasce da una realtà ormai evidente nei percorsi di prevenzione: le infezioni sessualmente trasmissibili riguardano anche le fasce più giovani e non possono essere affrontate solo quando il problema è già emerso. Nel Lazio, negli ultimi anni, circa il 10% delle nuove diagnosi ha interessato under 25. È un dato che chiede attenzione, perché racconta una vulnerabilità spesso legata alla scarsa educazione sessuale, alla confusione delle informazioni disponibili e alla difficoltà di trasformare le conoscenze in comportamenti protettivi.
Molti ragazzi arrivano alla sessualità presto, anche in un ambiente digitale che moltiplica stimoli, immagini, modelli e pressioni. In questo scenario, l’informazione corre veloce, ma non sempre è corretta. Conoscere il nome di un’infezione non significa comprenderne le modalità di trasmissione. Aver sentito parlare di prevenzione non significa sapere come applicarla. Sapere che esistono i servizi sanitari non equivale ad avere la sicurezza di potervi accedere senza paura o giudizio.
Per questo il lavoro nelle scuole assume un peso particolare. Non basta dire ai giovani di proteggersi. Occorre spiegare come, quando, con quali strumenti, e rendere naturale il ricorso al test. Il passaggio decisivo è costruire fiducia: nello screening, nei professionisti, nei servizi, nella possibilità di chiedere aiuto senza sentirsi esposti.
Test gratuiti, anonimi e senza appuntamento: la salute sessuale esce dal silenzio
Durante la giornata conclusiva della European Testing Week, gli studenti coinvolti nel Progetto SIGMA avranno spazio per raccontare la propria esperienza. Le testimonianze dei ragazzi rappresentano una parte importante del percorso, perché mostrano come la prevenzione possa diventare linguaggio condiviso e non semplice materia di lezione.
Accanto alla restituzione del progetto, sarà possibile sottoporsi a test di screening gratuiti, rapidi e anonimi per HIV e IST. La presenza dei test in un contesto educativo rafforza il messaggio di fondo: la salute sessuale non va confinata alla gestione dell’emergenza o alla paura della diagnosi. Deve diventare cultura sanitaria, competenza personale, responsabilità condivisa.
Lo Spallanzani, con questa iniziativa, conferma un modello di intervento che unisce ospedale, territorio, scuole e istituzioni sanitarie locali. La prevenzione funziona quando incontra le persone prima che il rischio venga ignorato o minimizzato. Nel caso dei più giovani, questo significa parlare chiaro, offrire strumenti, creare occasioni reali di accesso allo screening.
