Grande spettacolo allo Stadio Olimpico per la 46a edizione del Golden Gala Pietro Mennea. Nella quarta tappa stagionale della Wanda Diamond League si sono dati battaglia 18 azzurri e oltre 40 ori olimpici per uno degli appuntamenti più importanti dell’anno anche in chiave azzurra, in vista dei Campionati Europei di Birmingham. Rassegna continentale in cui l’Italia cercherà di difendere la vittoria nel medagliere ottenuta la scorsa edizione proprio a Roma, nel 2024.
100 di livello mondiale per Noah Lyles. Marcell Jacobs buon quinto
Era la gara più attesa della serata, con nove sprinter sotto i 10” in carriera di cui 6 sub 9.90, e non ha deluso le attese, con su tutti la sfida tra gli ultimi due campioni olimpici, Marcell Jacobs e Noah Lyles. Ed è l’americano a vincere, con un lanciato imponente dopo una partenza non esaltante che vale un discreto 9.88 complessivo. Battuti il camerunense Emmanuel Eseme (al record nazionale con 9.94) e il botswano Letsile Tebogo (9.95). Anche Jacobs non parte benissimo ma esce abbastanza bene e chiude quinto scendendo sotto i 10 secondi di un’incollatura, per un 9.99 che vale la migliore prestazione europea stagionale. Una buona indicazione in vista della stagione outdoor appena cominciata e con l’obiettivo dichiarato degli Europei cercando il terzo oro consecutivo.
Vittorie italiane di Diaz, Fabbri e Sioli
Andy Diaz domina il salto triplo all’esordio stagionale all’aperto, vincendo per la terza volta in carriera il Golden Gala. L’Italo-cubano, bronzo olimpico a Parigi 2024 e bicampione mondiale indoor mette a segno un 17,58 al secondo tentativo, puntellato di un centimetro nel quarto salto (2a prestazione mondiale stagionale) che gli vale la nona vittoria di tappa personale in Diamond League, davanti ai giamaicani Scott (17,33) e Hibbert (17,02).
In una startlist di livello assoluto per il getto del peso vince Leonardo Fabbri. L’azzurro piazza il guizzo nel terzo tentativo ed è l’unico a superare i 22 metri. Con 22,14 batte i campionissimi americani Kovacs (21,87) e Crouser (21,50).
Vittoria italiana anche nel salto in alto con Matteo Sioli. Il milanese, in contumacia di Gianmarco Tamberi, migliora notevolmente il quinto posto dello scorso anno e sbaraglia l’accreditata concorrenza del messicano Portillo e del giamaicano Beckford, fermatisi a 2.23. Sioli, unico a superare 2,26, supera anche i 2,28 al secondo tentativo e sfiora anche il record personale a 2,31.
Le altre gare di livello: bene Pernici e Cavalli, Battocletti in difficoltà
Nei 200 donne vince ancora le velocista di Saint Lucia Julien Alfred (21.93), ottava posizione per la giovane azzurra Elisa Valensin (23.27). 1500 donne con la vittoria della favorita alla vigilia Georgia Hunter Bell (3:58.63), bene Ludovica Cavalli, sesta con il personale (4:01.64), 13a Gaia Sabbatini (4:07.04). Nei 400 femminili vince a sorpresa la norvegese Jæger (49.60), Polinari 8a (51.58).
Salto in lungo uomini privo di Mattia Furlani, infortunatosi nella tappa di Xiamen, ma ugualmente di livello con la lotta a tre fino alla fine che premia Saraboyukov. Il bulgaro vince all’ultimo salto della gara, balzando dal terzo al primo posto con 8,26, beffando per due centimetri il bicampione olimpico Tentoglou e il cubano Hodelin (8,18). Gabriele Chilà è 9°.
I 110hs – orfani di Lorenzo Simonelli ancora in fase di recupero – vanno all’americano Trey Cunningham. Il suo 12,98 vale il record del meeting e il Primato Mondiale stagionale in una gara sul filo del rasoio con il connazionale Britt che al nono ostacolo perde il ritmo e cade sull’ultimo quando entra in linea per vincere.
In chiave azzurra ottimo Francesco Pernici nella gara degli 800, che termina terzo una gara coraggiosa con 1:43.97, a 13 centesimi dal proprio personale. Vittoria del francese Tual (1:43.66)
Dominio etiope nei 5000m femminili con la vittoria di Likina Amebaw in una gara tiratissima con il World Leading (14:18.41). Nadia Battocletti paga il l’influenza che l’ha debilitata nei giorni scorsi e cala nella seconda parte di gara chiudendo 13a (14:40.05).
Nei 100hs donne successo al fotofinish per la giamaicana Simmonds (12.50), 8° e 9° posto per Giada Carmassi (12,30, SB) e Alessia Succo (classe 2009, la più giovane debuttante azzurra di sempre, 13.19).
Nei 400 ostacoli al femminile continua la crescita di Emma Zapletatova, che vince con un 52.58 che vale il World Leading, il primato nazionale e la seconda prestazione europea all-time. Indietro Muraro (8a, 55.50) e Folorunso (9a, 56.01).
Nel giavellotto maschile grande prestazione per l’atleta dello Sri Lanka Rumesh Tharanga Pathirage, che con 92,62 mette a segno il record del meeting, il record nazionale del suo Paese e la miglior prestazione mondiale stagionale. Giovanni Frattini è 10° (74,27). Nell’asta femminile vince la britannica Caudery (4,80) al termine di una lotta serrata con la campionessa olimpica e mondiale Kennedy e la svizzera Moser. Elisa Molinarolo è 7a col Season Best (4.45).
