Roma, addio alle botticelle sempre più vicino: licenze taxi per salvare lavoro e cavalli

Ogni estate, con le temperature elevate, il tema torna a imporsi nell’agenda pubblica. Lo stop definitivo permetterebbe di ripensare l’accoglienza turistica senza l’utilizzo degli animali
Di Fabio Vergovich
Botticella nei pressi del Colosseo
Vetturino di botticella nei pressi del Colosseo

A Roma l’addio alle botticelle appare più vicino. Il Campidoglio sta lavorando a un accordo con i vetturini per superare le carrozze turistiche trainate dai cavalli e trasformare le licenze attuali in licenze taxi, una svolta attesa da anni da animalisti, cittadini e operatori coinvolti.

Botticelle a Roma, il piano per fermare le carrozze trainate dai cavalli

La vicenda delle botticelle entra in una fase decisiva. Le carrozze turistiche, da tempo al centro del dibattito sul benessere animale nella Capitale, potrebbero uscire dalla scena urbana con un passaggio regolato, capace di tenere insieme due esigenze: proteggere i cavalli e non lasciare senza prospettiva lavorativa chi per anni ha svolto l’attività di vetturino. La soluzione individuata punta alla riconversione delle licenze, con il passaggio verso il servizio taxi. Una scelta che cambierebbe il volto di una tradizione ormai sempre più contestata, soprattutto nei mesi caldi, quando l’impiego degli animali sulle strade romane diventa ancora più difficile da difendere.

La capogruppo capitolina di Forza Italia Rachele Mussolini ha accolto con favore l’avanzamento del percorso, richiamando la mozione approvata in Assemblea Capitolina nel luglio 2024. Quel testo impegnava il sindaco Roberto Gualtieri e la Giunta a individuare alternative alla trazione animale e a costruire una via di uscita occupazionale per i vetturini. Ora il lavoro portato avanti dal Campidoglio, con il ruolo del Garante degli Animali Patrizia Prestipino, sembra aver prodotto un punto di caduta concreto.

Licenze taxi e tutela dei cavalli: perché il compromesso può cambiare tutto

Il nodo principale non riguarda soltanto il divieto delle botticelle. Il tema vero è come arrivarci senza trasformare una decisione di civiltà in un problema sociale per i lavoratori. La riconversione in licenze taxi prova a rispondere a questa esigenza. In questo modo i vetturini avrebbero la possibilità di continuare a lavorare nel settore della mobilità, senza dipendere da un modello ormai sotto pressione crescente.

Il benessere dei cavalli resta al centro della vicenda. Le strade di Roma, il traffico, il caldo estivo, i percorsi turistici più affollati e i tempi di lavoro rendono l’uso degli animali sempre più contestato. Da anni associazioni e cittadini chiedono di mettere fine a una pratica considerata non più compatibile con una città moderna, visitata ogni giorno da migliaia di persone e chiamata a misurarsi con standard più severi in materia di tutela animale.

L’accordo avrebbe anche un valore amministrativo importante. Non si tratterebbe di un semplice stop, ma di una riorganizzazione regolata, capace di ridurre il rischio di contenziosi e tensioni. Il dato politico più rilevante è che, in base agli aggiornamenti emersi, quasi tutti i vetturini sarebbero favorevoli alla proposta del Campidoglio. Resterebbe un solo lavoratore non ancora allineato. Per questo l’obiettivo adesso è arrivare a un’intesa piena, senza lasciare questioni aperte.

Dal voto del 2024 al possibile accordo finale: cosa cambia per Roma

La mozione del luglio 2024 aveva indicato una direzione precisa: superare le botticelle senza ignorare il destino professionale dei titolari delle licenze. A distanza di quasi due anni, quel passaggio politico sembra vicino a produrre un effetto concreto. Per Roma sarebbe una svolta anche sul piano dell’immagine, perché le carrozze trainate dai cavalli sono spesso finite al centro di polemiche, fotografie, proteste e richieste di intervento.

La Capitale, già impegnata in una riorganizzazione complessa della mobilità, potrebbe chiudere una pagina discussa del turismo cittadino. La presenza delle botticelle nei luoghi simbolo di Roma ha sempre avuto un forte impatto visivo, ma proprio quella visibilità ha reso più acceso il confronto. Ogni estate, con le temperature elevate, il tema torna a imporsi nell’agenda pubblica. Lo stop definitivo toglierebbe alla città una causa ricorrente di scontro e permetterebbe di ripensare l’accoglienza turistica senza l’utilizzo degli animali.

Per Rachele Mussolini il passaggio rappresenta il compimento di un indirizzo già votato dall’Aula capitolina. La capogruppo di Forza Italia ha espresso soddisfazione per il lavoro del Campidoglio e per il ruolo svolto dal Garante degli Animali, auspicando che l’accordo possa chiudersi con l’adesione di tutti i lavoratori coinvolti. La parola finale ora dipende dalla formalizzazione dell’intesa e dai passaggi amministrativi necessari.

Vetturini, cavalli e turismo: la Capitale davanti a una scelta attesa

La fine delle botticelle avrebbe conseguenze immediate sul modo in cui Roma presenta se stessa ai visitatori. Non è solo una questione di decoro o di regolamenti: riguarda il rapporto fra turismo, lavoro e sensibilità contemporanea verso gli animali. Le città d’arte vivono anche di simboli, ma non tutti i simboli resistono al cambiamento del tempo. Le carrozze con i cavalli, un tempo associate a un’immagine romantica della Capitale, oggi vengono percepite da molti come un retaggio da superare.

La soluzione delle licenze taxi permette di evitare una rottura secca e offre ai vetturini un nuovo spazio professionale. Resta da capire come verranno definite le modalità operative, i tempi della trasformazione e le condizioni concrete del passaggio. Su questi aspetti si giocherà la solidità dell’accordo.

Roma è vicina a una decisione destinata a lasciare il segno. Se l’intesa sarà completata, le botticelle potranno diventare una pagina del passato e i cavalli non saranno più impiegati per il trasporto turistico nelle strade della Capitale. Una scelta che unisce tutela animale, lavoro e gestione urbana in uno dei dossier più discussi degli ultimi anni.

 
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