ASL Roma 3, al Grassi di Ostia controlli da casa per gli operati in ortopedia

ASL Roma 3 attiva teleassistenza e telemonitoraggio per pazienti ortopedici del G.B. Grassi: controlli per un mese dopo le dimissioni
Di Alessandra Monti
Ospedale Grassi di Ostia

ASL Roma 3 ha avviato un nuovo percorso di teleassistenza e telemonitoraggio per i pazienti operati in ortopedia all’Ospedale G.B. Grassi. Dopo la dimissione, il recupero non viene più seguito soltanto con visite in presenza: per circa un mese il paziente può restare in contatto con personale sanitario dedicato, ricevere videochiamate programmate e condividere dati utili sul decorso post-operatorio.

Teleassistenza ortopedica ASL Roma 3: come funziona il nuovo percorso

Il servizio riguarda i pazienti sottoposti a intervento chirurgico ortopedico presso la UOC Ortopedia e Traumatologia del G.B. Grassi, presidio di riferimento per un’ampia area del quadrante ovest della Capitale e del litorale romano. L’attivazione avviene al momento della dimissione a domicilio o del trasferimento in una struttura riabilitativa, quando la fase ospedaliera si chiude e inizia quella, spesso più complessa, del recupero quotidiano.

Il paziente che aderisce viene inserito nella Piattaforma Regionale di Telemedicina PRT TiCuro. Da quel momento entra in un percorso coordinato dall’Unità Operativa, dal Team Operativo Ospedaliero e dal Servizio di Teleassistenza ospedaliero. Non si tratta di una semplice telefonata di cortesia, ma di un sistema organizzato che permette di raccogliere informazioni cliniche, verificare l’andamento della guarigione e rendere disponibili i dati allo specialista ortopedico di riferimento.

Nel mese successivo all’intervento sono previste videochiamate programmate con personale infermieristico dedicato. Durante i contatti vengono raccolti elementi sullo stato fisico del paziente, sulla presenza di dolore, sulla temperatura corporea, sulla qualità del recupero e su eventuali segnali da approfondire. Quando necessario, il percorso consente anche la condivisione di immagini della ferita chirurgica, un passaggio importante per valutare l’evoluzione della cicatrice e intercettare possibili problemi.

Dopo l’intervento, il controllo della ferita arriva fino a casa

Uno degli aspetti più rilevanti del nuovo servizio è legato alla sorveglianza delle infezioni del sito chirurgico. Dopo un’operazione ortopedica, infatti, il rientro a casa non elimina la necessità di attenzione: febbre, arrossamenti, secrezioni, dolore anomalo o difficoltà nel recupero funzionale possono richiedere una valutazione rapida. La teleassistenza consente di ridurre i tempi di segnalazione e di portare allo specialista indicazioni più precise.

Per molti pazienti, soprattutto anziani o con difficoltà di movimento, ogni rientro in ospedale può diventare faticoso. Il controllo a distanza non cancella le visite necessarie, ma aiuta a evitare spostamenti non indispensabili. Quando il decorso procede regolarmente, il paziente può essere rassicurato e guidato. Quando emergono elementi sospetti, il medico può intervenire prima, valutando se modificare indicazioni terapeutiche, anticipare un controllo o richiedere ulteriori accertamenti.

Il valore pratico del percorso sta proprio nella continuità. In ortopedia la fase successiva all’intervento è decisiva per recuperare mobilità, forza e autonomia. Le settimane dopo la dimissione sono spesso segnate da dubbi: come deve apparire la ferita, quando preoccuparsi per la febbre, quali segnali riferire subito, quali esercizi rispettare, quanto dolore sia compatibile con il decorso. Avere un canale strutturato con personale sanitario riduce il rischio di sottovalutare sintomi e favorisce una maggiore partecipazione del paziente alla cura.

G.B. Grassi, più continuità fra ospedale e territorio

Il nuovo percorso della ASL Roma 3 si inserisce nel più ampio lavoro di integrazione fra ospedale e territorio, tema sempre più rilevante per un sistema sanitario chiamato a seguire pazienti fragili, cronici o reduci da interventi anche fuori dai reparti. La telemedicina diventa in questo caso uno strumento operativo, non una formula astratta: mette in rete infermieri, ortopedici, servizi ospedalieri, strutture riabilitative e pazienti.

La responsabilità clinica resta nelle mani dei professionisti. La tecnologia serve a rendere più ordinato il passaggio di informazioni e a mantenere un collegamento nelle settimane in cui il paziente è lontano dal reparto. Questionari, parametri, immagini e videochiamate diventano tasselli di una valutazione più completa, utile soprattutto quando un segnale merita attenzione prima che si trasformi in una complicazione.

La direttrice della UOS Telemedicina della ASL Roma 3, Manuela Bocchino, ha spiegato che le informazioni raccolte vengono messe a disposizione dello specialista ortopedico, che può seguire l’evoluzione clinica anche a distanza e intervenire in modo precoce quando necessario. Il direttore della UOC Ortopedia e Traumatologia del G.B. Grassi, Domenico Topa, ha sottolineato un principio centrale: la dimissione dall’ospedale non coincide con la fine del percorso di cura. Il post-operatorio resta una fase delicata, nella quale controllo, sicurezza e tempestività incidono sul recupero.

Meno spostamenti inutili e più sicurezza nel recupero post-operatorio

L’attivazione del telemonitoraggio per i pazienti ortopedici offre anche un vantaggio organizzativo per l’ospedale. Ridurre gli accessi non necessari significa alleggerire ambulatori e percorsi interni, lasciando spazio ai casi che richiedono davvero una valutazione in presenza. Per il cittadino, invece, il beneficio è immediato: meno viaggi, meno attese, un riferimento più vicino nel periodo successivo all’operazione.

Il servizio non sostituisce il rapporto medico-paziente. Lo rende più continuo. La visita resta indispensabile quando serve, la valutazione specialistica mantiene il suo ruolo, il contatto umano non viene cancellato da una piattaforma digitale. La differenza è nel modo in cui il paziente viene accompagnato dopo il ricovero, con un sistema capace di raccogliere segnali e trasformarli in indicazioni cliniche.

Per la ASL Roma 3 il nuovo percorso rappresenta un passo concreto nella sanità di prossimità: l’ospedale segue il paziente anche quando il letto di reparto è stato lasciato, mentre il domicilio diventa parte del percorso assistenziale. Nell’ortopedia, dove il recupero si misura giorno dopo giorno, il monitoraggio a distanza può diventare una garanzia in più per guarire meglio, con meno incertezze e con un contatto sanitario più stabile.

 
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