Roma, ragazza 14enne fa il “Signal for Help” alla Polizia: arrestato il compagno della madre

È bastato quel gesto perché una pattuglia della Polizia, impegnata in via di Rocca Cencia, comprendesse che una ragazza di 14 anni stava chiedendo aiuto
Di Fabio Vergovich
Ragazza fa il gesto del
Ragazza fa il gesto del "Signal for Help" alla Polizia (foto di repertorio)

Una mano mostrata dal finestrino, il pollice ripiegato sul palmo e le altre dita che si chiudono sopra. È bastato quel gesto perché una pattuglia della Polizia impegnata venerdì 21 agosto in via di Rocca Cencia, a Roma, comprendesse che una ragazza di 14 anni stava chiedendo aiuto. Pochi minuti dopo gli agenti hanno fermato il compagno 47enne della madre della minorenne, accusato di violenza sessuale aggravata. L’arresto è stato convalidato sabato mattina dal gip.

Il Signal for Help riconosciuto dalla pattuglia in via di Rocca Cencia

L’intervento è avvenuto intorno alle 17 durante un normale servizio di controllo del territorio svolto dagli agenti del distretto Casilino. La loro attenzione è stata richiamata dalla ragazza seduta all’interno di un’automobile. La quattordicenne ha eseguito il Signal for Help, un segnale silenzioso pensato proprio per consentire a chi si trova in pericolo di chiedere assistenza senza attirare immediatamente l’attenzione della persona che gli sta accanto.

Gli agenti hanno riconosciuto subito il significato del gesto. In quel momento il 47enne era sceso dalla vettura ed era entrato in un esercizio commerciale. La circostanza ha permesso ai poliziotti di avvicinarsi alla ragazza e verificare rapidamente la situazione.

La quattordicenne era in lacrime. Un agente è rimasto accanto a lei, mentre il collega si è posizionato all’esterno del negozio per evitare che l’uomo potesse allontanarsi una volta uscito.

Il viaggio dalla provincia di Roma e il racconto della 14enne

Il quadro ricostruito subito dopo l’intervento riguarda quanto sarebbe accaduto durante un viaggio iniziato in una località della provincia di Roma. La ragazza si trovava in automobile insieme al compagno della madre quando l’uomo avrebbe iniziato a rivolgerle attenzioni insistenti, assumendo successivamente comportamenti che hanno portato alla contestazione dell’accusa di violenza sessuale aggravata.

La possibilità di chiedere aiuto senza pronunciare una parola si è rivelata decisiva quando l’auto ha incrociato la pattuglia. La quattordicenne ha avuto la prontezza di utilizzare un codice semplice e riconoscibile, confidando che gli agenti comprendessero immediatamente il messaggio.

Il 47enne, di origine romena, è stato bloccato all’uscita dell’esercizio commerciale. Da quel momento sono scattati gli accertamenti e l’arresto, successivamente sottoposto alla valutazione dell’autorità giudiziaria.

Arresto convalidato dal gip: l’accusa è violenza sessuale aggravata

Sabato 22 agosto il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto. Il procedimento dovrà ora accertare nel dettaglio le responsabilità dell’indagato e la dinamica dei fatti, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge.

L’episodio richiama l’attenzione soprattutto sull’utilità pratica del Signal for Help. Il gesto consiste nel mostrare il palmo della mano, ripiegare il pollice verso l’interno e richiudere le altre quattro dita sopra di esso. Può essere eseguito velocemente e senza parlare, caratteristica che lo rende particolarmente utile quando una richiesta esplicita di soccorso potrebbe aumentare il pericolo.

La sua efficacia dipende però anche da chi osserva. Nel caso di via di Rocca Cencia la pattuglia ha interpretato correttamente il segnale e ha organizzato l’intervento evitando movimenti che potessero mettere ulteriormente in difficoltà la minorenne.

Quel gesto silenzioso che può trasformarsi in una richiesta immediata di soccorso

Il caso romano dimostra quanto sia importante conoscere i segnali utilizzati dalle persone che cercano aiuto in condizioni nelle quali telefonare, gridare o allontanarsi non è possibile. Il Signal for Help non sostituisce il numero unico di emergenza 112 quando si ha la possibilità di chiamare in sicurezza, ma costituisce uno strumento in più per rendere riconoscibile una situazione di pericolo.

Per la quattordicenne incontrata dalla Polizia a Rocca Cencia ha rappresentato il modo più rapido per comunicare senza essere costretta a spiegare immediatamente ciò che stava vivendo. Da un gesto durato pochi secondi è partito un intervento che ha consentito agli agenti di metterla al sicuro e di fermare l’uomo indicato nel suo racconto.

 
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