Mancano ormai pochi giorni. Venerdì 4 settembre prende il via a Colle di Fuori, nel territorio di Rocca Priora, la 32ª Sagra del Fungo Porcino, pronta ad accogliere migliaia di persone per tre fine settimana, il 4-5-6, 11-12-13 e 18-19-20 settembre 2026. Questa volta vale la pena partire proprio dalla tavola: cinque realtà della ristorazione, tre cantine del territorio, una scelta molto ampia di piatti e il porcino utilizzato in modi differenti, dalle fettuccine alla carne, dalla pinsa ai fritti. Il tutto nel bosco del Parco dei Castelli Romani, con 2.000 posti a sedere e servizio a pranzo e a cena.
Sagra del Fungo Porcino, cinque cucine per raccontare lo stesso protagonista
Uno dei motivi per cui la Sagra di Colle di Fuori continua ad attirare pubblico dopo oltre trent’anni è la possibilità di non ritrovarsi davanti a un’offerta gastronomica uniforme. Il fungo porcino resta il filo conduttore, ma viene interpretato da ristoratori differenti, ciascuno con una propria cucina e una propria impostazione.
Ci sarà il Ristorante Prati di Lariano, con un menu che parte dalle immancabili fettuccine ai funghi porcini e arriva a preparazioni più articolate come cellitti ai porcini e pachino, cellitti ai porcini con fiori di zucca, guanciale e pecorino, caserecce al tartufo con porcini e noci. Non manca la polenta con porcini e pachino, mentre per chi preferisce i secondi compaiono filetto di manzo ai porcini, straccetti, involtini e arrosticini, oltre ai porcini arrosto al piatto e ai funghi fritti dorati.
Il Ristorante Zì Righetto di Colle di Fuori porta invece in tavola una proposta che unisce il porcino a sapori robusti e riconoscibili: fettuccine ai funghi, pappardelle porcini e cinghiale, pici con funghi porcini e tartufo, gnocchetti porcini e salsiccia. Nella parte dedicata ai secondi figurano tagliata di manzo nazionale ai porcini, straccetti, scamorza alla piastra con funghi e, naturalmente, porcini arrosto.
È una varietà che consente di tornare più volte durante i nove giorni senza dover necessariamente ripetere lo stesso pranzo o la stessa cena.
Love Truffles porta porcini e tartufo nel bosco di Colle di Fuori
Il Ristorante Love Truffles di San Cesareo interpreta il tema della sagra puntando con decisione sull’abbinamento del porcino con il tartufo. Accanto alle fettuccine ai funghi porcini compaiono tonnarelli ai porcini e pachino, risotto porcini e tartufo, chicche con ragù bianco e porcini e lasagna ai porcini.
La carta prosegue con polpette ai porcini, stinco di maiale alla birra e porcini, cotoletta con patatine, porcini arrosto e panini farciti. Anche qui il visitatore può scegliere fra un pasto completo e una soluzione più informale, una caratteristica importante in una manifestazione che durante ogni weekend accoglie famiglie, gruppi di amici e persone che arrivano anche soltanto per trascorrere qualche ora nel verde.
Particolarmente interessante è la presenza di ricette che mettono insieme porcino e tartufo, due prodotti che condividono una forte associazione con il bosco e con una cucina italiana capace di valorizzare profumi intensi senza necessariamente complicare il piatto.
Dalla pinsa ai fritti, la Sagra amplia la scelta
La ristorazione non si ferma ai piatti tradizionali da trattoria. La Pizzeria Der Colle di Roma porta alla sagra la pinsa, proposta in diverse versioni, dalla margherita alla variante con porcini, insieme a supplì, fritti e patatine. È previsto inoltre un menu gluten free, dettaglio utile per allargare concretamente la possibilità di partecipare alla festa anche a chi deve seguire un’alimentazione specifica.
C’è poi Bottega Pezzali, con una proposta pensata soprattutto per chi ama la cucina immediata e saporita: cartoccio di funghi misti panati e fritti, cartoccio di arancini fritti in più varianti e zuppa di ceci e porcini.
La fotografia complessiva è quella di una sagra nella quale il porcino viene trattato come un ingrediente vero, non semplicemente come un richiamo nel nome della manifestazione. Pasta fresca, carne, panini, pinsa, fritti, zuppe e contorni consentono di costruire il proprio percorso gastronomico in base ai gusti e al tempo che si vuole trascorrere a tavola.
Tre cantine del Lazio per accompagnare porcini, pasta e carne
La cucina avrà accanto un altro elemento fortemente legato al territorio: il vino. Alla 32ª edizione saranno presenti tre aziende del Lazio che permetteranno di accompagnare i piatti con produzioni provenienti da aree vicine ai Castelli Romani.
L’Azienda Vinicola Federici, con sede in via Santa Apollaria Vecchia 30 a Zagarolo, rappresenta una delle realtà enologiche presenti alla manifestazione. Da Lanuvio arriveranno le Cantine Silvestri, con sede in via Nettunense 195, mentre San Cesareo sarà rappresentata da Colle Sfiamma – Nati per il vino, azienda agricola vitivinicola ed enoteca di via Casilina 134.
La presenza delle tre cantine completa bene l’impostazione della sagra. Il visitatore può scegliere il piatto, individuare il vino da abbinare e costruire un pranzo o una cena che mantiene un forte rapporto con il Lazio e con le sue produzioni.
Per una manifestazione gastronomica questa è una componente importante: il prodotto principale acquista maggiore interesse quando viene inserito dentro una proposta più ampia, nella quale anche ciò che arriva nel bicchiere ha una provenienza riconoscibile.
Duemila posti sotto castagni e querce: qui cambia anche il modo di mangiare
Poi c’è il bosco che è difficile considerare un semplice scenario. Colle di Fuori offre una condizione rara per un evento di queste dimensioni: migliaia di persone possono mangiare circondate dagli alberi del Parco dei Castelli Romani, con castagni e querce che garantiscono ombra naturale durante il pranzo e rendono particolarmente piacevoli anche le ore della cena.
I 2.000 posti a sedere disponibili raccontano inoltre la dimensione organizzativa raggiunta dalla manifestazione. La gestione degli ordini e delle diverse proposte gastronomiche è pensata per assorbire un’affluenza molto elevata senza costringere il pubblico a trasformare il momento della tavola in un’estenuante attesa.
È proprio questa organizzazione a fare la differenza quando una sagra diventa grande. Si arriva, si sceglie fra ristoranti e pizzeria, si ordina ciò che si preferisce e ci si accomoda nel bosco. Una formula semplice per il visitatore, resa possibile da un lavoro organizzativo molto più complesso dietro le quinte.
Dal 4 settembre tre weekend per scegliere cosa assaggiare
Il primo appuntamento è dunque fissato per venerdì 4 settembre, seguito da sabato 5 e domenica 6. La Sagra tornerà poi 11, 12 e 13 settembre e nuovamente 18, 19 e 20 settembre, sempre con stand gastronomici aperti a pranzo e a cena e ingresso libero.
Nove giornate consentono anche di affrontare la manifestazione con uno spirito diverso: qualcuno arriverà per le classiche fettuccine ai porcini, altri vorranno provare pappardelle con cinghiale, risotto al tartufo, carne, pinsa o fritti. Qualcuno sceglierà un vino di Zagarolo, Lanuvio o San Cesareo. Molti torneranno una seconda volta proprio perché l’offerta permette di cambiare completamente menu.
A pochi giorni dall’inaugurazione, la 32ª Sagra del Fungo Porcino di Colle di Fuori presenta quindi una delle sue carte più forti: non soltanto la quantità dell’offerta, ma la possibilità di mangiare bene scegliendo fra cucine differenti, vini del territorio e numerose interpretazioni di uno dei prodotti più amati della gastronomia italiana.
Ci aspetta quel tavolo sotto un castagno o una quercia. A settembre, a pochi chilometri da Roma, può essere già un ottimo motivo per partire.
