Segni, finto carabiniere truffa una 82enne: “suo marito coinvolto in una rapina ad Artena”, due fermati sull’A1

Tutto ha inizio con una telefonata alla signora 82enne nella sua casa di Segni. Dall’altra parte della linea, un uomo le riferisce che l’auto del marito risultava coinvolta in una rapina avvenuta ad Artena
Di Fabio Vergovich
Carabinieri intervenuti sul luogo della segnalazione
Carabinieri intervenuti sul luogo della segnalazione

Una telefonata costruita per mettere paura, il riferimento a una rapina ad Artena, l’auto del marito indicata come coinvolta e poi l’arrivo a casa di un uomo che si presenta come appartenente alle forze dell’ordine. A Segni un’anziana di 82 anni è stata raggirata e convinta a consegnare gioielli e circa 500 euro in contanti, ma la sua prontezza nel chiamare immediatamente il 112 ha consentito ai Carabinieri di avviare le ricerche e alla Polizia Stradale di intercettare poco dopo sull’autostrada A1 due uomini ritenuti coinvolti nella truffa. La refurtiva è stata recuperata integralmente.

I due indagati sono un uomo di 61 anni e uno di 44, entrambi residenti a Napoli, disoccupati e già noti alle forze dell’ordine. Sono gravemente indiziati di truffa aggravata in concorso. Il loro arresto è stato successivamente convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino, che ha disposto nei loro confronti l’obbligo di dimora nel Comune di residenza, la presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria e il divieto di uscire dall’abitazione dalle 22 alle 6.

La telefonata all’anziana e la falsa rapina ad Artena

Il raggiro è iniziato nel pomeriggio con una telefonata ricevuta dall’82enne nella sua abitazione di Segni. Dall’altra parte della linea, un uomo le avrebbe riferito che l’automobile del marito risultava coinvolta in una rapina avvenuta ad Artena.

Una storia inventata con un obiettivo preciso: creare paura e impedire alla vittima di ragionare con calma. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il telefonista avrebbe spiegato alla donna che un “collega” sarebbe arrivato poco dopo a casa per controllare e fotografare i gioielli di famiglia, operazione presentata come necessaria per dimostrare l’estraneità del marito ai fatti.

Il meccanismo utilizzato rientra in una tipologia di truffa ormai ricorrente ai danni delle persone anziane: si costruisce una falsa emergenza che coinvolge un familiare, si utilizzano riferimenti a polizia, carabinieri, avvocati o incidenti e si spinge la vittima ad agire rapidamente, prima che possa contattare parenti o verificare quanto le viene raccontato.

Il 44enne si presenta come militare e prende gioielli e denaro

Poco dopo la telefonata, nell’abitazione dell’anziana si è presentato il 44enne. L’uomo, secondo quanto contestato dagli investigatori, si sarebbe falsamente qualificato come militare dell’Arma.

La donna, convinta che la verifica servisse a chiarire la posizione del marito, gli ha consegnato diversi monili in oro e circa 500 euro in contanti.

È stato però nel momento immediatamente successivo che qualcosa ha insospettito l’82enne. Affacciandosi alla finestra, la donna ha visto l’uomo raggiungere una Jeep Renegade bianca sulla quale lo stava aspettando un’altra persona.

Nonostante la concitazione, è riuscita anche ad annotare almeno una parte della targa del veicolo. Un particolare che si sarebbe rivelato estremamente utile per restringere rapidamente il campo delle ricerche.

La telefonata al 112 e le ricerche partite da Segni

L’anziana ha quindi chiamato immediatamente il numero unico di emergenza 112 e ha raccontato quanto era appena accaduto.

Una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Segni ha raggiunto in breve tempo la sua abitazione, raccogliendo la testimonianza, la descrizione dell’uomo che si era presentato come militare e le informazioni disponibili sulla Jeep Renegade utilizzata per allontanarsi.

A quel punto è diventato decisivo il coordinamento della Centrale Operativa di Colleferro. I dati sul veicolo e sui due uomini ricercati sono stati trasmessi anche alla Polizia Stradale, coinvolgendo in particolare gli agenti della Sottosezione Autostradale di Cassino.

Il fatto che i sospettati si fossero rapidamente allontanati dal territorio di Segni non ha quindi interrotto le ricerche. Al contrario, la segnalazione è stata estesa lungo uno degli assi viari più probabili per una fuga verso sud.

La Jeep Renegade intercettata sulla Roma-Napoli

La ricerca ha dato risultato pochi minuti più tardi.

Gli agenti della Polizia Stradale, impegnati in un servizio di controllo sull’autostrada A1 Roma-Napoli, hanno individuato una Jeep Renegade bianca compatibile con quella segnalata dai Carabinieri.

A bordo si trovavano i due uomini successivamente arrestati.

Durante gli accertamenti è stata recuperata integralmente la refurtiva sottratta all’82enne, compresi i preziosi e il denaro. Il materiale è stato sequestrato per consentirne la successiva restituzione alla proprietaria.

L’intervento ha così consentito di chiudere in tempi molto rapidi una vicenda iniziata poche ore prima all’interno di un’abitazione di Segni e proseguita molti chilometri più a sud lungo l’autostrada.

Arresto convalidato, disposti obbligo di dimora e permanenza notturna in casa

Dopo gli accertamenti, i due uomini sono stati messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica di Cassino, ha convalidato l’arresto di entrambi per l’ipotesi di truffa aggravata in concorso.

Nei loro confronti è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza, accompagnata dall’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria e dal divieto di allontanarsi dall’abitazione dalle ore 22 alle ore 6.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. I due indagati potranno esercitare tutti i diritti di difesa previsti dal codice di procedura penale e devono essere considerati non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Segni e le truffe agli anziani, perché chiamare subito il 112 può fare la differenza

L’episodio conferma soprattutto quanto il fattore tempo sia determinante quando ci si accorge di essere stati vittime di una truffa.

In questo caso la donna ha osservato il veicolo utilizzato dai presunti responsabili, è riuscita a fornire una parte della targa e ha chiamato immediatamente il 112. Informazioni arrivate agli investigatori quando l’auto era ancora in movimento e che hanno consentito di organizzare un controllo anche fuori dal territorio della provincia di Roma.

Il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione operativa tra i Carabinieri della Stazione di Segni, la Centrale Operativa di Colleferro, la Polizia Stradale di Cassino e la Procura di Cassino.

Per gli anziani e per i loro familiari resta essenziale ricordare una regola semplice: Carabinieri, Polizia e altre forze dell’ordine non chiedono di consegnare denaro, gioielli o altri beni per “verificare” la posizione giudiziaria di un parente. Quando una telefonata contiene richieste di questo tipo, oppure viene costruita intorno a incidenti, arresti, rapine o improvvise cauzioni da pagare, la cosa più utile da fare è interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112.

 
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